Public speaking: tra retorica e inclusione

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Nella storia del public speaking ci sono dei veri e propri campioni, e tra poco più di una settimana ricorrono i cinque decenni dalla scomparsa di uno di questi esempi: John Fitzgerald Kennedy.

Il public speaking politico deve moltissimo al suo riferimento tecnico, che è riuscito ad esercitare un’influenza importante anche su altri ambiti della comunicazione pubblica, segnando, assieme a diversi altri spunti, quella che è stata la definizione di una società che trova nell’atto del comunicare uno dei suoi fondamenti nodali.

Cosa possiamo imparare oggi dal public speaking di Kennedy? Possiamo dire che il suo esempio ci ha mostrato che nei contesti di interazione pubblica si può “parlare a tutti”, lavorando in maniera profonda sull’universo percettivo di diversi cluster di utenza.

  • Cominciare dall’emozione: mai iniziare dall’inizio in un momento di public speaking. Mai iniziare dall’inizio e puntare, quando possibile, sull’ambito emozionale. Ma come? Prendere spunto da Kennedy ci può aiutare a capire il valore dello storytelling in un momento di questo genere, soprattutto di una narrazione il più possibile inclusiva.

Il celeberrimo discorso di Rudolph Wilde Platz testimonia in maniera perfetto questo accorgimento tecnico, concretizzato con un riferimento culturale di grandissima potenza come la civiltà romana.

  • Le ripetizioni: un’altra caratteristica della storica occasione di public speaking è quella della presenza di numerose ripetizioni della medesima frase. Siamo qui davanti a un vero e proprio espediente retorico, che ha una duplice utilità.

Da una parte è utile per rendere il discorso quasi un momento onirico (per via del chiaro parallelismo con l’ambito letterario, e in particolare con la lirica, che vede nella figura retorica un motivo molto comune), dall’altra rappresenta un mezzo per tenere viva l’attenzione a livello globale, lavorando con attenzione sulla sfera puramente sensoriale e in particolare sull’udito.

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  • Il climax: rimaniamo sempre nell’ambito retorico, e notiamo come un altro aspetto fortemente caratterizzante del momento di public speaking di Kennedy sia l’artificio del climax, quella figura retorica che presenta contenuti dall’enfasi progressiva, sia crescente, sia decrescente.

Che effetti può avere questa strategia sull’universo percettivo dell’utenza? Proprio l’idea di una progressione, che si può a ragione assimilare a un momento di teatralizzazione del discorso.

Si può universalizzare un momento di public speaking? Molto dipende dal clima storico in cui il discorso viene pronunciato, ma ci sono anche dei fattori tecnici in grado di dare un forte contributo al risultato.

Universalizzare i contenuti di un’occasione di public speaking significa in primo luogo conoscere profondamente l’utenza e il suo orizzonte culturale, per lavorare su tutti i riferimenti che possono rendere l’interazione non solo un mezzo efficace in un momento circoscritto, ma un vero e proprio esempio in grado di fare scuola sia dal punto di vista di potenza emozionale, sia da quello prettamente strutturale.

Esperto in Comunicazione Efficace presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri. Coordinatore e responsabile della progettazione dei percorsi formativi in Comunicazione Pubblica e Competenze Comunicative presso la SNA – Scuola Nazionale dell’Amministrazione e professore a contratto in Comunicazione e Media presso l’Università di Roma “Foro Italico” Insegna tecniche di Public Speaking e Media Training presso SIOI (Ministero degli Affari Esteri) ed è Direttore didattico del Master in Comunicazione politica e istituzionale di Eidos Communication. Membro del Comitato Accademico dell’Istituto di Alti Studi Strategici e Politici per la Leadership (IASSP) ha formato personalmente profili che spaziano dai rappresentanti ONU (World Food Program) allo Stato Maggiore dell'Esercito Italiano, dal Ministro al Presidente di Commissione, dall'imprenditore al manager. Esperto in progettazione di attività di formazione delle risorse umane ha realizzato interventi per numerose aziende ed istituzioni tra cui la Presidenza del Consiglio dei Ministri, il Ministero degli Affari Esteri, l’Esercito Italiano, Telecom Italia, Hewlett Packard, ENI, INAIL, Enel Ferrero. Recentemente ha progettato e partecipato al team didattico del corso di specializzazione per gli addetti stampa dell’Università Commerciale L. Bocconi di Milano.



Autore: MisterMedia
Esperto in Comunicazione Efficace presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri. Coordinatore e responsabile della progettazione dei percorsi formativi in Comunicazione Pubblica e Competenze Comunicative presso la SNA – Scuola Nazionale dell’Amministrazione e professore a contratto in Comunicazione e Media presso l’Università di Roma “Foro Italico” Insegna tecniche di Public Speaking e Media Training presso SIOI (Ministero degli Affari Esteri) ed è Direttore didattico del Master in Comunicazione politica e istituzionale di Eidos Communication. Membro del Comitato Accademico dell’Istituto di Alti Studi Strategici e Politici per la Leadership (IASSP) ha formato personalmente profili che spaziano dai rappresentanti ONU (World Food Program) allo Stato Maggiore dell'Esercito Italiano, dal Ministro al Presidente di Commissione, dall'imprenditore al manager. Esperto in progettazione di attività di formazione delle risorse umane ha realizzato interventi per numerose aziende ed istituzioni tra cui la Presidenza del Consiglio dei Ministri, il Ministero degli Affari Esteri, l’Esercito Italiano, Telecom Italia, Hewlett Packard, ENI, INAIL, Enel Ferrero. Recentemente ha progettato e partecipato al team didattico del corso di specializzazione per gli addetti stampa dell’Università Commerciale L. Bocconi di Milano.
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