Public speaking: strategie di coinvolgimento

public speaking Un momento di public speaking perfetto si contraddistingue per via di diverse caratteristiche, e, come è chiaro a chiunque abbia un minimo di dimestichezza con le strategie di interazione con il pubblico, non tutte passano dalla bontà del contenuto.

In tantissimi casi, il contenuto viene messo in secondo piano dall’aspetto emozionale: in questi ultimi anni abbiamo potuto vedere numerosi esempi in cui questa sinergia è stata portata in maniera pefetta all’utenza, e si può dire a ragione che la politica abbia imparato molto dall’advertising a fare leva sull’irrazionale dell’utenza.

Vi sono però degli accorgimenti che, una volta tenuto presente questo aspetto, non possono essere trascurati. Un momento di public speaking che funzioni deve essere caratterizzato anche dall’attenzione nei confronti della call to action.

Coinvolgere l’utenza in maniera più o meno esplicita può cambiare profondamente il modo di percepire un discorso, e trasformare un oratore bravo in un vero e proprio dominatore della scena.

Ci sono numerosi esempi di call to action nei contesti di public speaking che abbiamo avuto davanti negli ultimi mesi, e nelle prossime righe ne osserveremo assieme alcuni.

  • Il coinvolgimento esplicito: un esempio di call to action esplicita in un discorso è quella di Silvio Berlusconi nel videomessaggio del 18 settembre. Nonostante l’ex premier abbia utilizzato una formula molto frequente nei suoi momenti di public speaking, è riuscito nuovamente a mettere in campo un esempio strategico molto interessante, lavorando sull’elemento linguistico della metafora, in grado di far leva in maniera potente sulla sfera emozionale dell’utenza.

berlusconivideomess

  • La call to action con nomi e cognomi: inserire in una call to action dei riferimenti specifici a figure politiche, come per esempio ha fatto più volte Renzi nelle occasioni di public speaking successive alle dimissioni di Bersani, può essere una strategia performante se si ha intenzione di rafforzare il proprio personal branding, ma c’è comunque un rovescio della medaglia da non trascurare.

Si tratta infatti di un accorgimento strategico che può mettere in secondo piano l’efficacia dei contenuti, facendo passare l’occasione di public speaking come un momento parte di una perenne campagna elettorale.

Uno degli aspetti più criticati della comunicazione politica contemporanea è proprio questo, quindi, al fine di evitarlo anche in contesti più circoscritti di quello della politica nazionale, un’idea può essere quella di coinvolgere l’utenza con domande e riferimenti che coinvolgano direttamente il loro orizzonte pratico, in modo da introdurre sì una promozione della propria figura, ma con quell’oculatezza necessaria ad andare oltre l’overload di informazioni che caratterizza la comunicazione 2.0.

Gestire in maniera oculata le strategie di call to action in un momento di public speaking influisce anche sul tono di voce della figura politica in quanto portatrice di tutti quei valori che contraddistinguono un brand, ed è bene quindi cercare di mantenere una certa coerenza, in modo da poter essere, al di là delle circostanze elettorali, facilmente distinguibili anche per le caratteristiche del lavoro di comunicazione.

Esperto in Comunicazione Efficace presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri. Coordinatore e responsabile della progettazione dei percorsi formativi in Comunicazione Pubblica e Competenze Comunicative presso la SNA – Scuola Nazionale dell’Amministrazione e professore a contratto in Comunicazione e Media presso l’Università di Roma “Foro Italico” Insegna tecniche di Public Speaking e Media Training presso SIOI (Ministero degli Affari Esteri) ed è Direttore didattico del Master in Comunicazione politica e istituzionale di Eidos Communication. Membro del Comitato Accademico dell’Istituto di Alti Studi Strategici e Politici per la Leadership (IASSP) ha formato personalmente profili che spaziano dai rappresentanti ONU (World Food Program) allo Stato Maggiore dell'Esercito Italiano, dal Ministro al Presidente di Commissione, dall'imprenditore al manager. Esperto in progettazione di attività di formazione delle risorse umane ha realizzato interventi per numerose aziende ed istituzioni tra cui la Presidenza del Consiglio dei Ministri, il Ministero degli Affari Esteri, l’Esercito Italiano, Telecom Italia, Hewlett Packard, ENI, INAIL, Enel Ferrero. Recentemente ha progettato e partecipato al team didattico del corso di specializzazione per gli addetti stampa dell’Università Commerciale L. Bocconi di Milano.



Autore: MisterMedia
Esperto in Comunicazione Efficace presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri. Coordinatore e responsabile della progettazione dei percorsi formativi in Comunicazione Pubblica e Competenze Comunicative presso la SNA – Scuola Nazionale dell’Amministrazione e professore a contratto in Comunicazione e Media presso l’Università di Roma “Foro Italico” Insegna tecniche di Public Speaking e Media Training presso SIOI (Ministero degli Affari Esteri) ed è Direttore didattico del Master in Comunicazione politica e istituzionale di Eidos Communication. Membro del Comitato Accademico dell’Istituto di Alti Studi Strategici e Politici per la Leadership (IASSP) ha formato personalmente profili che spaziano dai rappresentanti ONU (World Food Program) allo Stato Maggiore dell'Esercito Italiano, dal Ministro al Presidente di Commissione, dall'imprenditore al manager. Esperto in progettazione di attività di formazione delle risorse umane ha realizzato interventi per numerose aziende ed istituzioni tra cui la Presidenza del Consiglio dei Ministri, il Ministero degli Affari Esteri, l’Esercito Italiano, Telecom Italia, Hewlett Packard, ENI, INAIL, Enel Ferrero. Recentemente ha progettato e partecipato al team didattico del corso di specializzazione per gli addetti stampa dell’Università Commerciale L. Bocconi di Milano.
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