Public speaking: l’arte della buona conclusione

public speakingSi dice che chi ben comincia sia a metà dell’opera, ma quando si parla di public speaking non si può non chiamare in causa anche la conclusione. Anche il migliore dei discorsi riesce infatti a perdere il suo smalto se chiuso in maniera sbagliata.

Come tutti i giorni siamo qui pure oggi per darvi qualche veloce consiglio in merito, prendendo spunto da alcuni degli esempi che tutti i giorni abbiamo sotto gli occhi.

  • I concetti chiave: una delle conclusioni più classiche di un momento di public speaking consiste nel ribadire i concetti chiave dell’intero discorso, possibilmente facendoli passare attraverso espressioni il più possibile concise.

Un esempio capitale a questo proposito può essere quello dei keynote di Steve Jobs, che, prima di abbandonare la scena, era solito presentare nuovamente le caratteristiche salienti dei prodotti.

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Jobs metteva in campo anche un aspetto molto difficile da gestire in contesti di public speaking, ossia quello dei ringraziamenti. Ringraziare il pubblico può sembrare un aspetto ovvio dell’intero processo, ma non è così, dal momento che è necessario procedere a tale fase solo dopo aver fatto in modo di cristallizzare al massimo i contenuti principali dell’interazione.

  • I dati numerici: inserire dei dati numerici nella conclusione di un momento di public speaking (come per esempio ha fatto Enrico Letta durante il discorso nel giorno della consultazione delle Camere per la fiducia) può essere un’ottima strategia per rendere più potente la loro efficacia.

Uno dei pilastri del public speaking di cui non ci stancheremo mai di ribadire l’importanza è il fatto di veicolare contenuti carichi di potenza emozionale, in modo da non annoiare il pubblico subito alle prime parole, e da innescare quel meccanismo di tenuta dell’attenzione che fa la differenza tra un discorso d’impatto e uno che sa un po’ di lezione noiosa.

Inserire i dati numerici nella conclusione di un momento di public speaking può quindi solo consolidare questo processo, accompagnando l’utente in un approccio olistico alla scoperta di tutte le valenze dei contenuti tecnici di un discorso pubblico.

Concludere nella maniera migliore un momento di public speaking non è assolutamente facile. Anche a chi è esperto può capitare di “scivolare”, sia per l’emozione, sia per eventuali momenti di stanchezza.

Un consiglio più focalizzato sul body language che sui contenuti riguarda l’efficacia di sorrisi ed espressioni rilassate, che possono essere messe in campo per prolungare la leva sull’aspetto emozionale, evitando ovviamente di enfatizzare il tutto per non apparire caricaturali.

I due esempi che abbiamo chiamato in causa sono di due ambiti profondamente diversi, ma accostarli a livello pratico può essere utile anche per comprendere quello che il public speaking politico può imparare dal mondo aziendale, dove è davvero forte la sinergia tra contenuti tecnici e attenzione a quell’aspetto emozionale e irrazionale capace di rendere unico un discorso pubblico.

Esperto in Comunicazione Efficace presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri. Coordinatore e responsabile della progettazione dei percorsi formativi in Comunicazione Pubblica e Competenze Comunicative presso la SNA – Scuola Nazionale dell’Amministrazione e professore a contratto in Comunicazione e Media presso l’Università di Roma “Foro Italico” Insegna tecniche di Public Speaking e Media Training presso SIOI (Ministero degli Affari Esteri) ed è Direttore didattico del Master in Comunicazione politica e istituzionale di Eidos Communication. Membro del Comitato Accademico dell’Istituto di Alti Studi Strategici e Politici per la Leadership (IASSP) ha formato personalmente profili che spaziano dai rappresentanti ONU (World Food Program) allo Stato Maggiore dell'Esercito Italiano, dal Ministro al Presidente di Commissione, dall'imprenditore al manager. Esperto in progettazione di attività di formazione delle risorse umane ha realizzato interventi per numerose aziende ed istituzioni tra cui la Presidenza del Consiglio dei Ministri, il Ministero degli Affari Esteri, l’Esercito Italiano, Telecom Italia, Hewlett Packard, ENI, INAIL, Enel Ferrero. Recentemente ha progettato e partecipato al team didattico del corso di specializzazione per gli addetti stampa dell’Università Commerciale L. Bocconi di Milano.



Autore: MisterMedia
Esperto in Comunicazione Efficace presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri. Coordinatore e responsabile della progettazione dei percorsi formativi in Comunicazione Pubblica e Competenze Comunicative presso la SNA – Scuola Nazionale dell’Amministrazione e professore a contratto in Comunicazione e Media presso l’Università di Roma “Foro Italico” Insegna tecniche di Public Speaking e Media Training presso SIOI (Ministero degli Affari Esteri) ed è Direttore didattico del Master in Comunicazione politica e istituzionale di Eidos Communication. Membro del Comitato Accademico dell’Istituto di Alti Studi Strategici e Politici per la Leadership (IASSP) ha formato personalmente profili che spaziano dai rappresentanti ONU (World Food Program) allo Stato Maggiore dell'Esercito Italiano, dal Ministro al Presidente di Commissione, dall'imprenditore al manager. Esperto in progettazione di attività di formazione delle risorse umane ha realizzato interventi per numerose aziende ed istituzioni tra cui la Presidenza del Consiglio dei Ministri, il Ministero degli Affari Esteri, l’Esercito Italiano, Telecom Italia, Hewlett Packard, ENI, INAIL, Enel Ferrero. Recentemente ha progettato e partecipato al team didattico del corso di specializzazione per gli addetti stampa dell’Università Commerciale L. Bocconi di Milano.
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