Public speaking: la magia della voce

public speakingCi sono degli aspetti del public speaking che riescono a rappresentare sempre dei punti fermi dai quali non si può prescindere. Uno di questi è senza dubbio l’utilizzo della modulazione vocale come veicolo di comunicazione. Sono davvero tanti gli esempi dell’importanza di questo aspetto nella costruzione di una strategia d’impatto.

Il mondo politico ci offre ogni giorno spunti di grandissimo interesse. L’attenzione alla voce fisica rappresenta un tema molto affascinante, soprattutto perché oggi è impossibile non fare riferimento anche al concetto di “tone of voice”, ossia tutto quell’universo che caratterizza la potenza comunicativa di un brand soprattutto nel comparto online (e una figura politica, in alcuni casi, può essere a ragione definita un brand).

Il modo in cui utilizziamo la voce in un discorso pubblico riesce a dire tantissime cose sul nostro carattere, ma soprattutto su quelle che sono le nostre intenzioni. In politica tutto questo risulta amplificato, e riesce a diventare il punto di partenza per la costruzione di una strategia comunicativa globale.

Quali sono gli esempi più efficaci di centralità dell’utilizzo della voce nella comunicazione politica? Come abbiamo già ricordato non sono pochi, e nelle prossime righe ne chiameremo in causa alcuni, in modo da ricavare degli spunti di riflessione il più possibile interessanti.

  • La voce globale: un esempio di assoluta immediatezza che può venire in mente quando si parla di utilizzo della voce nel public speaking è quello di Beppe Grillo. Il leader del M5S ha sempre utilizzato una modulazione caratterizzata da toni decisamente alti, tanto da aver guadagnato etichette che lo definiscono come “Quello che urla” (è a dir poco rilevante la frequenza di questo verbo in tantissimi articoli giornalistici).

Grillo ha fatto del tono di voce un simbolo globale della sua strategia di comunicazione, che dai momenti di public speaking (importanti quanto quelli di esternazione di affermazioni online) si dirama a tutto l’edificio della sua tattica di approccio ai media e ai potenziali elettori.

Un buon oratore deve dare al suo universo espressivo delle caratteristiche distintive; quando però ci si muove in politica è necessario porre molta attenzione, dal momento che l’utilizzo del tono di voce come marchio di un’intera strategia di comunicazione può sviare molto dall’efficacia dei contenuti, e sottolineare troppo la parte emotiva della sfera percettiva del pubblico.

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  • Dizione e modulazione: quando si parla di public speaking politico si chiama in causa un ambito che, pur avendo la necessità di avere un effetto efficace sull’universo percettivo dell’utenza, è profondamente diverso da quello del public speaking “creativo”.

Può risultare quindi non sempre performante esagerare con la modulazione dei toni e con le raffinatezze nella dizione. Un discorso politico deve sì innescare un meccanismo di fascinazione, ma deve riuscire, nel medesimo tempo, a tenere l’attenzione del pubblico concentrata su un orizzonte di concretezza, con la capacità sempre alta di percepire contenuti il più possibile scevri da elementi di retorica.

In un mondo caratterizzato da un alto overload di stimoli che arrivano ogni giorno all’utente è fondamentale non sottovalutare il tono della voce nel public speaking, dal momento che si tratta non solo di una strategia per tenere alta l’attenzione, ma di un elemento in grado di inficiare o migliorare drasticamente un intero lavoro strategico.

Esperto in Comunicazione Efficace presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri. Coordinatore e responsabile della progettazione dei percorsi formativi in Comunicazione Pubblica e Competenze Comunicative presso la SNA – Scuola Nazionale dell’Amministrazione e professore a contratto in Comunicazione e Media presso l’Università di Roma “Foro Italico” Insegna tecniche di Public Speaking e Media Training presso SIOI (Ministero degli Affari Esteri) ed è Direttore didattico del Master in Comunicazione politica e istituzionale di Eidos Communication. Membro del Comitato Accademico dell’Istituto di Alti Studi Strategici e Politici per la Leadership (IASSP) ha formato personalmente profili che spaziano dai rappresentanti ONU (World Food Program) allo Stato Maggiore dell'Esercito Italiano, dal Ministro al Presidente di Commissione, dall'imprenditore al manager. Esperto in progettazione di attività di formazione delle risorse umane ha realizzato interventi per numerose aziende ed istituzioni tra cui la Presidenza del Consiglio dei Ministri, il Ministero degli Affari Esteri, l’Esercito Italiano, Telecom Italia, Hewlett Packard, ENI, INAIL, Enel Ferrero. Recentemente ha progettato e partecipato al team didattico del corso di specializzazione per gli addetti stampa dell’Università Commerciale L. Bocconi di Milano.



Autore: MisterMedia
Esperto in Comunicazione Efficace presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri. Coordinatore e responsabile della progettazione dei percorsi formativi in Comunicazione Pubblica e Competenze Comunicative presso la SNA – Scuola Nazionale dell’Amministrazione e professore a contratto in Comunicazione e Media presso l’Università di Roma “Foro Italico” Insegna tecniche di Public Speaking e Media Training presso SIOI (Ministero degli Affari Esteri) ed è Direttore didattico del Master in Comunicazione politica e istituzionale di Eidos Communication. Membro del Comitato Accademico dell’Istituto di Alti Studi Strategici e Politici per la Leadership (IASSP) ha formato personalmente profili che spaziano dai rappresentanti ONU (World Food Program) allo Stato Maggiore dell'Esercito Italiano, dal Ministro al Presidente di Commissione, dall'imprenditore al manager. Esperto in progettazione di attività di formazione delle risorse umane ha realizzato interventi per numerose aziende ed istituzioni tra cui la Presidenza del Consiglio dei Ministri, il Ministero degli Affari Esteri, l’Esercito Italiano, Telecom Italia, Hewlett Packard, ENI, INAIL, Enel Ferrero. Recentemente ha progettato e partecipato al team didattico del corso di specializzazione per gli addetti stampa dell’Università Commerciale L. Bocconi di Milano.
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