Public speaking: il peso delle parole

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Il public speaking ruota attorno alla capacità di gestire le parole. Alcuni potranno storcere il naso davanti a questa affermazione, soprattutto in considerazione di esempi illustri che ci hanno mostrato e ci mostrano che gesti, slides e look sono ingredienti di imprescindibile rilevanza nella definizione di un discorso pubblico di qualità (Steve Jobs è un riferimento quasi automatico in questi casi).

Le parole sono però il nodo strutturale di qualsiasi momento di public speaking efficace, e in questi mesi abbiamo avuto sotto gli occhi un esempio di profondo interesse analitico: Papa Francesco.

La sua figura si può a ragione definire una delle più innovatrici in questo 2013 che si conclude tra poche settimane, e nelle prossime righe cercheremo di guidarvi nell’osservazione di alcuni punti di interesse pratico riguardanti le caratteristiche della sua strategia di public speaking.

  • La potenza del punto interrogativo: un punto di grande interesse nel public speaking di Papa Francesco è la presenza di numerose interrogative dirette. Si tratta di un espediente retorico che, come molti di voi ben sapranno, affonda le sue radici nella storia dell’arte oratoria.

Proprio da questo ambito prende infatti una grandissima parte della sua efficacia, instaurando un rapporto di profondo coinvolgimento emotivo con l’utente. La ricorrenza delle interrogative dirette nei momenti di public speaking di Bergoglio è molto alta.

Il rischio è quello di far passare il discorso come un’occasione di artificio retorico, ma questa “deriva” è mitigata proprio dall’utilizzo di un’altra figura, ossia l’ironia, presentata in maniera molto concreta, attraverso l’attenzione nei confronti di situazioni di natura estremamente quotidiana (p.e. gli aneddoti sulla sua gioventù o sul suo rapporto con gli altri “inquilini” dei palazzi vaticani).

  • Il movimento: il movimento è un motivo fisico molto radicato nella struttura verbale del public speaking di Papa Francesco, soprattutto per quanto riguarda al scelta dei verbi.

In questo specifico caso si può dire che l’abilità di coinvolgimento veda il suo apice, soprattutto per via della capacità di far passare l’occasione di public speaking come un momento facente parte di un percorso molto più articolato.

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  • La persona al centro: il public speaking emozionale ha molte facce. Se quello di Steve Jobs si concentra sulla dicotomia prodotto-utente, che sono due universi paralleli ma non corrispondenti, nel lavoro strategico di Bergoglio è possibile notare un’attenzione profonda nei confronti della personalizzazione, che trova la sua espressione più efficace nell’utilizzo della prima persona plurale, opzione comunque molto forte visto che si tratta comunque di parole provenienti da una personalità che ha tratti politici.

L’impostazione di public speaking messa in campo da Bergoglio ha portato molti addetti ai lavori attivi nel campo della comunicazione a riflettere con ancora più fervore sulla potenza della parola, aspetto che deve essere coltivato anche e soprattutto per via della progressiva complessità degli ambiti che costituiscono la globalità tecnica di un discorso pubblico.

Esperto in Comunicazione Efficace presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri. Coordinatore e responsabile della progettazione dei percorsi formativi in Comunicazione Pubblica e Competenze Comunicative presso la SNA – Scuola Nazionale dell’Amministrazione e professore a contratto in Comunicazione e Media presso l’Università di Roma “Foro Italico” Insegna tecniche di Public Speaking e Media Training presso SIOI (Ministero degli Affari Esteri) ed è Direttore didattico del Master in Comunicazione politica e istituzionale di Eidos Communication. Membro del Comitato Accademico dell’Istituto di Alti Studi Strategici e Politici per la Leadership (IASSP) ha formato personalmente profili che spaziano dai rappresentanti ONU (World Food Program) allo Stato Maggiore dell'Esercito Italiano, dal Ministro al Presidente di Commissione, dall'imprenditore al manager. Esperto in progettazione di attività di formazione delle risorse umane ha realizzato interventi per numerose aziende ed istituzioni tra cui la Presidenza del Consiglio dei Ministri, il Ministero degli Affari Esteri, l’Esercito Italiano, Telecom Italia, Hewlett Packard, ENI, INAIL, Enel Ferrero. Recentemente ha progettato e partecipato al team didattico del corso di specializzazione per gli addetti stampa dell’Università Commerciale L. Bocconi di Milano.



Autore: MisterMedia
Esperto in Comunicazione Efficace presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri. Coordinatore e responsabile della progettazione dei percorsi formativi in Comunicazione Pubblica e Competenze Comunicative presso la SNA – Scuola Nazionale dell’Amministrazione e professore a contratto in Comunicazione e Media presso l’Università di Roma “Foro Italico” Insegna tecniche di Public Speaking e Media Training presso SIOI (Ministero degli Affari Esteri) ed è Direttore didattico del Master in Comunicazione politica e istituzionale di Eidos Communication. Membro del Comitato Accademico dell’Istituto di Alti Studi Strategici e Politici per la Leadership (IASSP) ha formato personalmente profili che spaziano dai rappresentanti ONU (World Food Program) allo Stato Maggiore dell'Esercito Italiano, dal Ministro al Presidente di Commissione, dall'imprenditore al manager. Esperto in progettazione di attività di formazione delle risorse umane ha realizzato interventi per numerose aziende ed istituzioni tra cui la Presidenza del Consiglio dei Ministri, il Ministero degli Affari Esteri, l’Esercito Italiano, Telecom Italia, Hewlett Packard, ENI, INAIL, Enel Ferrero. Recentemente ha progettato e partecipato al team didattico del corso di specializzazione per gli addetti stampa dell’Università Commerciale L. Bocconi di Milano.
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