“Non so come dirtelo”: la comunicazione delle scelte impopolari.

equitaliaLe scelte impopolari: se conoscete questa espressione, allora sapete anche che è l’incubo più grande per qualsiasi persona che ricopra un ruolo di responsabilità. Che tu sia un politico, un dirigente d’azienda o anche solo un giovane lavoratore, le scelte impopolari sono sempre un problema difficile da affrontare. Non c’è stile raffinato o agenda di contatti che tenga. Prendete i politici: le scelte difficili hanno sempre stroncato carriere eventualmente e potenzialmente fulgide. Ma un ministro che dichiara, ad esempio, che “pagare le tasse è bello” – come fece l’ora defunto ministro dell’Economia dell’altrettanto scomparso governo Prodi, Tommaso Padoa Schioppa – è difficile che possa salvarsi da critiche anche decisive per la propria permanenza al posto che ricopre.

Per quel che riguarda i politici, una tattica storica ormai per far sì che le proprie politiche – anche negative – vengano approvate è il cosiddetto going public, uno strumento semplice utilizzato per primo dall’ex-presidente degli Stati Uniti, Ronald Reagan, per promuovere alcune iniziative che non andavano bene al Congresso americano. Questa strategia consiste fondamentalmente nell’appello diretto ai cittadini per promuovere le proprie politiche. L’ex inquilino della Casa Bianca andava spesso in televisione ad illustrare ai cittadini i propri progetti di legge, scavalcando il Congresso e spingendo dunque gli elettori a fare pressione sui loro rappresentanti politici per promuovere quelle proposte.

reagan

Ma questo esempio, ovviamente, risulta efficace se accompagnato da una buona comunicazione, da un carattere di concretezza e chiarezza degli argomenti trattati e da un fattore importante: la verità. Infatti, una questione spesso importante legata all’esposizione di scelte impopolari risiede tutta nella seguente domanda: è meglio tacere o dire la verità? La risposta dipende dai casi. Molto spesso, se il tacere non comporta grandi (e gravi) conseguenze, una proposta che potrebbe nuocere a chi la fa è meglio non esporla. La questione cambia a seconda dell’intensità degli effetti. Se infatti le scelte impopolari – riguardino un’azienda o un governo – sono importanti, è bene essere totalmente sinceri ed esporsi: l’onestà è sempre e comunque ben vista. Ma ci sono ovviamente i pro e i contro.

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Tornando all’esempio di Padoa Schioppa, possiamo dire che è bene scegliere le parole con cui proporre una scelta impopolare. Gli esperti di news management usano due tattiche in particolare. La prima – che vi consigliamo – è quella del “non c’è alternativa”. Consiste – com’è facilmente intuibile – nel puntare a definire la vostra proposta come l’unica possibile, in quanto le alternative sono impraticabili. La seconda strategia è il cosiddetto blame shift, che potremmo volgarmente intendere con lo scarica-barile. Si utilizza per attribuire l’impossibilità di scelte diverse alla responsabilità di terzi (siano organizzazioni, istituzioni o persone). Questa tattica deve integrarsi con quanto detto prima sul fatto di dire la verità. Per addolcire la pillola, potete usare anche questa modalità comunicativa, ma fatelo se davvero la proposta difficile che presentate non dipende dal vostro precedente operato. L’onestà – anche se non si direbbe – alla lunga paga.

Esperto in Comunicazione Efficace presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri. Coordinatore e responsabile della progettazione dei percorsi formativi in Comunicazione Pubblica e Competenze Comunicative presso la SNA – Scuola Nazionale dell’Amministrazione e professore a contratto in Comunicazione e Media presso l’Università di Roma “Foro Italico” Insegna tecniche di Public Speaking e Media Training presso SIOI (Ministero degli Affari Esteri) ed è Direttore didattico del Master in Comunicazione politica e istituzionale di Eidos Communication. Membro del Comitato Accademico dell’Istituto di Alti Studi Strategici e Politici per la Leadership (IASSP) ha formato personalmente profili che spaziano dai rappresentanti ONU (World Food Program) allo Stato Maggiore dell'Esercito Italiano, dal Ministro al Presidente di Commissione, dall'imprenditore al manager. Esperto in progettazione di attività di formazione delle risorse umane ha realizzato interventi per numerose aziende ed istituzioni tra cui la Presidenza del Consiglio dei Ministri, il Ministero degli Affari Esteri, l’Esercito Italiano, Telecom Italia, Hewlett Packard, ENI, INAIL, Enel Ferrero. Recentemente ha progettato e partecipato al team didattico del corso di specializzazione per gli addetti stampa dell’Università Commerciale L. Bocconi di Milano.



Autore: MisterMedia
Esperto in Comunicazione Efficace presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri. Coordinatore e responsabile della progettazione dei percorsi formativi in Comunicazione Pubblica e Competenze Comunicative presso la SNA – Scuola Nazionale dell’Amministrazione e professore a contratto in Comunicazione e Media presso l’Università di Roma “Foro Italico” Insegna tecniche di Public Speaking e Media Training presso SIOI (Ministero degli Affari Esteri) ed è Direttore didattico del Master in Comunicazione politica e istituzionale di Eidos Communication. Membro del Comitato Accademico dell’Istituto di Alti Studi Strategici e Politici per la Leadership (IASSP) ha formato personalmente profili che spaziano dai rappresentanti ONU (World Food Program) allo Stato Maggiore dell'Esercito Italiano, dal Ministro al Presidente di Commissione, dall'imprenditore al manager. Esperto in progettazione di attività di formazione delle risorse umane ha realizzato interventi per numerose aziende ed istituzioni tra cui la Presidenza del Consiglio dei Ministri, il Ministero degli Affari Esteri, l’Esercito Italiano, Telecom Italia, Hewlett Packard, ENI, INAIL, Enel Ferrero. Recentemente ha progettato e partecipato al team didattico del corso di specializzazione per gli addetti stampa dell’Università Commerciale L. Bocconi di Milano.
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