Media training: i tre epic fail dell’intervista televisiva

Media-TrainingGestire un’intervista televisiva è uno dei fondamenti del media training di qualità. Anche una singola apparizione caratterizzata da un approccio superficiale può danneggiare l’immagine di un politico o di un uomo d’azienda, a volte in maniera irreversibile.

Ci sono degli errori che sono dei veri e propri epic fail, dei passi da evitare assolutamente se si ha intenzione di rimanere un punto di riferimento autorevole per i propri elettori o per gli interlocutori della realtà aziendale che si rappresenta. Oggi concludiamo la settimana con qualche pillola analitica al proposito.

  • La colpa scaricata: attribuire a un avversario o a un concorrente la colpa di una situazione di crisi momentanea o di lunga durata è un errore di media training tra i più gravi nell’intervista televisiva, un’occasione che per sua stessa natura vede l’utente alla ricerca di contenuti caratterizzati da un alto livello di chiarezza e approfondimento, anche grazie all’interazione tra conduttore e intervistato.

Un esempio per capire la negatività di questo approccio è riscontrabile nell’intervista rilasciata ieri da Ignazio Marino nell’arena televisiva di InOnda su La7. Il sindaco di Roma, al centro dell’attenzione in una puntata dedicata ai problemi di degrado della capitale, ha esordito facendo subito cadere la colpa sulle amministrazioni precedenti e ha continuato puntando il dito contro l’assenteismo dei dipendenti comunali.

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Questa impostazione mina dalle fondamenta le caratteristiche del media training applicato all’intervista televisiva, portando in luce una sostanziale incapacità gestionale legata ai contenuti, soprattutto se connessi a una situazione di crisi e alla necessità di arrivare a una risoluzione mettendo in campo punti concreti.

  • Parlare dei programmi passati: come abbiamo avuto modo di specificare nel primo punto, un’intervista televisiva è un contesto dove l’utente cerca contenuti caratterizzati da un alto livello di approfondimento. Rilasciarne una basata esclusivamente sull’amarcord è un’impostazione profondamente dannosa per l’immagine di un politico o di un uomo d’azienda. Parlare di “come eravamo”, “cosa saremmo riusciti a fare se” in un palcoscenico televisivo è un errore di media training molto grave, perché non porta in luce nulla di nuovo – non aiuta nemmeno la fondamentale interazione tra ambito televisivo e discussioni social – e rende l’intervista un’occasione di visibilità priva di qualsiasi fine.

Per trovare un esempio a questo proposito possiamo guardare indietro a poco meno di un mese fa, osservando l’intervista che Gianfranco Fini ha rilasciato ad Agorà, e durante la quale si è concentrato sui passati progetti – a suo avviso ricalcati da Renzi – assieme a Berlusconi e Casini.

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  • Il vittimismo: esporsi in un’intervista televisiva cercando di far passare la propria posizione o quella della realtà che si rappresenta come palesemente svantaggiata rispetto ad altre è un altro errore di media training da non commettere. L’intervista televisiva è una situazione in cui è utile più che in altri contesti chiamare in causa contenuti positivi e propositivi, la cui efficacia è legata molto al fatto di “metterci la faccia”. Parlare di situazioni problematiche è senza dubbio importante, ma è controproducente basare la quasi totalità di un approccio su questa impostazione, il cui abuso rende palese una scarsa capacità di analizzare in maniera obiettiva il proprio operato tecnico.

Un esempio concreto di quanto abbiamo detto esposto è riscontrabile sempre nell’intervista di Ignazio Marino di cui abbiamo parlato nel primo punto, durante la quale il primo cittadino di Roma ha sottolineato con enfasi la posizione svantaggiata degli abitanti della capitale, a suo avviso vittime di una pressione fiscale eccessiva rispetto a quella di altre città europee.

Stare attenti alle regole basilari del media training applicato all’intervista televisiva è importante in tutte le fasi di una carriera politica o aziendale, e sono purtroppo tanti gli esempi di chi tende a dimenticarselo!

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Esperto in Comunicazione Efficace presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri. Coordinatore e responsabile della progettazione dei percorsi formativi in Comunicazione Pubblica e Competenze Comunicative presso la SNA – Scuola Nazionale dell’Amministrazione e professore a contratto in Comunicazione e Media presso l’Università di Roma “Foro Italico” Insegna tecniche di Public Speaking e Media Training presso SIOI (Ministero degli Affari Esteri) ed è Direttore didattico del Master in Comunicazione politica e istituzionale di Eidos Communication. Membro del Comitato Accademico dell’Istituto di Alti Studi Strategici e Politici per la Leadership (IASSP) ha formato personalmente profili che spaziano dai rappresentanti ONU (World Food Program) allo Stato Maggiore dell'Esercito Italiano, dal Ministro al Presidente di Commissione, dall'imprenditore al manager. Esperto in progettazione di attività di formazione delle risorse umane ha realizzato interventi per numerose aziende ed istituzioni tra cui la Presidenza del Consiglio dei Ministri, il Ministero degli Affari Esteri, l’Esercito Italiano, Telecom Italia, Hewlett Packard, ENI, INAIL, Enel Ferrero. Recentemente ha progettato e partecipato al team didattico del corso di specializzazione per gli addetti stampa dell’Università Commerciale L. Bocconi di Milano.



Autore: MisterMedia
Esperto in Comunicazione Efficace presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri. Coordinatore e responsabile della progettazione dei percorsi formativi in Comunicazione Pubblica e Competenze Comunicative presso la SNA – Scuola Nazionale dell’Amministrazione e professore a contratto in Comunicazione e Media presso l’Università di Roma “Foro Italico” Insegna tecniche di Public Speaking e Media Training presso SIOI (Ministero degli Affari Esteri) ed è Direttore didattico del Master in Comunicazione politica e istituzionale di Eidos Communication. Membro del Comitato Accademico dell’Istituto di Alti Studi Strategici e Politici per la Leadership (IASSP) ha formato personalmente profili che spaziano dai rappresentanti ONU (World Food Program) allo Stato Maggiore dell'Esercito Italiano, dal Ministro al Presidente di Commissione, dall'imprenditore al manager. Esperto in progettazione di attività di formazione delle risorse umane ha realizzato interventi per numerose aziende ed istituzioni tra cui la Presidenza del Consiglio dei Ministri, il Ministero degli Affari Esteri, l’Esercito Italiano, Telecom Italia, Hewlett Packard, ENI, INAIL, Enel Ferrero. Recentemente ha progettato e partecipato al team didattico del corso di specializzazione per gli addetti stampa dell’Università Commerciale L. Bocconi di Milano.
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