Comunicazione politica: come parlo dell’avversario?

comunicazione politica Il modo in cui si decide di parlare di un avversario è uno dei nodi fondamentali della comunicazione politica. Osservando la situazione nazionale e internazionale è possibile riscontrare la presenza di numerose case history interessanti, che possono essere usate come spunto analitico di grande valore.

Le parole con cui si definisce un avversario nel corso di un momento di comunicazione istituzionale può cambiare in maniera radicale la percezione di un processo di interazione, e nelle prossime righe vi guideremo in un piccolo “viaggio” fatto di consigli per riuscire a prendere il meglio di quello che ogni giorno accade nell’universo della comunicazione politica e del rapporto di questo mondo con l’utenza e con l’universo mediatico.

  • I volti dell’ironia: l’ironia in comunicazione politica ha un ruolo fondamentale, che risulta amplificato quando si parla di rapporto tra una formazione (o un singolo soggetto) e gli avversari.

Sono davvero tanti gli esempi che possono essere richiamati alla mente a questo proposito, e uno molto interessante di questi ultimi giorni è quello di Matteo Renzi alla festa del PD di Genova. Nel corso dell’incontro il sindaco di Firenze ha infatti richiamato ironicamente la celeberrima battuta di Bersani sul giaguaro per sottolineare gli errori di percorso dell’ex segretario, mettendo in atto una tattica di interazione molto interessante.

Parlare dell’avversario ricalcando i suoi topoi ironici (quasi volgendoglieli contro) è una strategia di comunicazione estremamente rilevante, che può avere come risultato l’indebolimento dell’efficacia di una battuta simbolo, come può essere per esempio quella di Bersani, che è stata un motivo profondamente incisivo nel corso delle ultime elezioni amministrative.

  • Il nome collettivo: la comunicazione politica è un processo la cui efficacia ed efficienza sono definite e cristallizzate da numerosi dettagli tecnici. Un esempio che fa ancora scuola è la comunicazione di Silvio Berlusconi, che è caratterizzata da motivi topici, soprattutto per quanto riguarda i modi di parlare degli avversari politici.

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L’ex premier ha spesso utilizzato una tattica semplice ma molto performante: la caratterizzazione dei suoi oppositori attraverso un nome collettivo. Un esempio su tutti è la ricorrenza dei termini “sinistra”/ “sinistre” nei suoi discorsi pubblici.

Questa strategia rappresenta un punto di vista estremante efficace, dal momento che è in grado di innescare un processo di semplificazione nell’universo percettivo dell’utenza, che diventa così capace di identificare in maniera più immediata le differenze tra due approcci istituzionali.

In questo caso è addirittura possibile lavorare sulle costruzioni culturali, creando un vero e proprio motivo simbolico in grado di definire anche parte dell’ossatura del programma di una formazione politica.

Utilizzare un nome collettivo per definire un avversario in un contesto di comunicazione istituzionale è una strategia che, come ci insegna la case history di Berlusconi, può essere un vero e proprio cavallo di battaglia di un edificio di interazione.

Utilizzare questo espediente può essere una scelta performante non solo per rendere più immediata la fruizione dei contenuti di un messaggio, ma anche per rafforzare in maniera non irrilevante la leadership di una figura che si trova a dover affrontare non una singola persona, ma un intero “sistema” di idee e proposte.

Esperto in Comunicazione Efficace presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri. Coordinatore e responsabile della progettazione dei percorsi formativi in Comunicazione Pubblica e Competenze Comunicative presso la SNA – Scuola Nazionale dell’Amministrazione e professore a contratto in Comunicazione e Media presso l’Università di Roma “Foro Italico” Insegna tecniche di Public Speaking e Media Training presso SIOI (Ministero degli Affari Esteri) ed è Direttore didattico del Master in Comunicazione politica e istituzionale di Eidos Communication. Membro del Comitato Accademico dell’Istituto di Alti Studi Strategici e Politici per la Leadership (IASSP) ha formato personalmente profili che spaziano dai rappresentanti ONU (World Food Program) allo Stato Maggiore dell'Esercito Italiano, dal Ministro al Presidente di Commissione, dall'imprenditore al manager. Esperto in progettazione di attività di formazione delle risorse umane ha realizzato interventi per numerose aziende ed istituzioni tra cui la Presidenza del Consiglio dei Ministri, il Ministero degli Affari Esteri, l’Esercito Italiano, Telecom Italia, Hewlett Packard, ENI, INAIL, Enel Ferrero. Recentemente ha progettato e partecipato al team didattico del corso di specializzazione per gli addetti stampa dell’Università Commerciale L. Bocconi di Milano.



Autore: MisterMedia
Esperto in Comunicazione Efficace presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri. Coordinatore e responsabile della progettazione dei percorsi formativi in Comunicazione Pubblica e Competenze Comunicative presso la SNA – Scuola Nazionale dell’Amministrazione e professore a contratto in Comunicazione e Media presso l’Università di Roma “Foro Italico” Insegna tecniche di Public Speaking e Media Training presso SIOI (Ministero degli Affari Esteri) ed è Direttore didattico del Master in Comunicazione politica e istituzionale di Eidos Communication. Membro del Comitato Accademico dell’Istituto di Alti Studi Strategici e Politici per la Leadership (IASSP) ha formato personalmente profili che spaziano dai rappresentanti ONU (World Food Program) allo Stato Maggiore dell'Esercito Italiano, dal Ministro al Presidente di Commissione, dall'imprenditore al manager. Esperto in progettazione di attività di formazione delle risorse umane ha realizzato interventi per numerose aziende ed istituzioni tra cui la Presidenza del Consiglio dei Ministri, il Ministero degli Affari Esteri, l’Esercito Italiano, Telecom Italia, Hewlett Packard, ENI, INAIL, Enel Ferrero. Recentemente ha progettato e partecipato al team didattico del corso di specializzazione per gli addetti stampa dell’Università Commerciale L. Bocconi di Milano.
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