Ufficio Stampa: 3 Errori Da Evitare Su Twitter

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L’ufficio stampa 2.0 è imprescindibile per qualunque realtà voglia comunicare in maniera efficace ed efficiente. Twitter costituisce un medium fondamentale per gestire un’attività di ufficio stampa, ed è essenziale utilizzarlo secondo specifici standard tecnici e qualitativi.

L’attenzione ai social da parte di chi si occupa di un’attività di ufficio stampa può essere decisiva per l’immagine aziendale, ed è fondamentale avere un’idea precisa dei passi che è meglio non compiere per evitare di danneggiare un processo di personal  branding.

Twitter è uno dei social più importanti quando si parla di ufficio stampa 2.0, e noi oggi vogliamo portare l’attenzione su alcuni errori che sarebbe opportuno non commettere quando si decide d’integrarlo nella propria strategia di comunicazione con i media.

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Testi poco efficaci

Twitter è il social che mette maggiormente alla prova la sinergia tra sintesi ed efficacia dei contenuti (ne abbiamo parlato in maniera più approfondita qui). Tale quadro non muta quando si parla di ufficio stampa 2.0, un contesto in cui è necessario ottimizzare ulteriormente l’approccio ai testi in modo da raggiungere il target in maniera mirata e da permettere ai propri contenuti di emergere nell’overload informativo che caratterizza il web 2.0 (e i device dei giornalisti!).

I testi del profilo Twitter di un ufficio stampa non devono essere frutto di un copia incolla dai comunicati (ogni medium ha il suo linguaggio), ma devono essere creati ad hoc per il social dei 140 caratteri, e fornire all’utente tutte le informazioni utili per comprendere il contenuto successivo, sia esso un comunicato stampa o un video.

Profilo abbandonato

Un lavoro di ufficio stampa basato sulla qualità ha come primo risultato un rapporto di fiducia degli utenti nei confronti di un brand. Comunicare in maniera efficiente con i media significa curare l’immagine del brand, e, di conseguenza, anche l’eccellenza del rapporto con il target.

L’abbandono del profilo Twitter di un ufficio stampa senza fornire alcuna indicazione all’utenza (p.e. il link a un’eventuale nuova pagina) non rientra  in questo processo. Il compito di un ufficio stampa è quello di fornire informazioni  di qualità a chi lavora nel mondo dei media, ottimizzando tempo ed efficacia dei contenuti: abbandonare un profilo significa rompere questa sinergia, e danneggiare in maniera importante l’immagine di un brand.

Poco spazio alle immagini

Anche se Twitter non nasce e non si evolve come visual social network, le immagini hanno comunque un ruolo importante nel suo utilizzo efficace, soprattutto in un’attività di ufficio stampa, che vede in primo piano la necessità di promuovere eventi, prodotti, programmi di partnership.

I microcontenuti testuali possono solo essere arricchiti da un’immagine di qualità, portando come risultato finale un processo di content curation fondamentale perché un lavoro di ufficio stampa sia efficace. Trascurare l’importanza delle immagini sul profilo Twitter di un ufficio stampa significa incorrere in un errore molto simile a quello che abbiamo esplicitato nel primo punto, e ragionare mettendo in primo piano un’ottica 1.0 ormai parte del passato della comunicazione online.

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L’ufficio stampa 2.0 è un contesto ormai nodale per tantissime realtà aziendali e politiche: capire bene come non muoversi su Twitter e sugli altri social media è forse il passo più importante per mettere a punto una strategia di qualità sul lungo termine.


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Esperto in Comunicazione Efficace presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri. Coordinatore e responsabile della progettazione dei percorsi formativi in Comunicazione Pubblica e Competenze Comunicative presso la SNA – Scuola Nazionale dell’Amministrazione e professore a contratto in Comunicazione e Media presso l’Università di Roma “Foro Italico” Insegna tecniche di Public Speaking e Media Training presso SIOI (Ministero degli Affari Esteri) ed è Direttore didattico del Master in Comunicazione politica e istituzionale di Eidos Communication. Membro del Comitato Accademico dell’Istituto di Alti Studi Strategici e Politici per la Leadership (IASSP) ha formato personalmente profili che spaziano dai rappresentanti ONU (World Food Program) allo Stato Maggiore dell'Esercito Italiano, dal Ministro al Presidente di Commissione, dall'imprenditore al manager. Esperto in progettazione di attività di formazione delle risorse umane ha realizzato interventi per numerose aziende ed istituzioni tra cui la Presidenza del Consiglio dei Ministri, il Ministero degli Affari Esteri, l’Esercito Italiano, Telecom Italia, Hewlett Packard, ENI, INAIL, Enel Ferrero. Recentemente ha progettato e partecipato al team didattico del corso di specializzazione per gli addetti stampa dell’Università Commerciale L. Bocconi di Milano.



Autore: MisterMedia
Esperto in Comunicazione Efficace presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri. Coordinatore e responsabile della progettazione dei percorsi formativi in Comunicazione Pubblica e Competenze Comunicative presso la SNA – Scuola Nazionale dell’Amministrazione e professore a contratto in Comunicazione e Media presso l’Università di Roma “Foro Italico” Insegna tecniche di Public Speaking e Media Training presso SIOI (Ministero degli Affari Esteri) ed è Direttore didattico del Master in Comunicazione politica e istituzionale di Eidos Communication. Membro del Comitato Accademico dell’Istituto di Alti Studi Strategici e Politici per la Leadership (IASSP) ha formato personalmente profili che spaziano dai rappresentanti ONU (World Food Program) allo Stato Maggiore dell'Esercito Italiano, dal Ministro al Presidente di Commissione, dall'imprenditore al manager. Esperto in progettazione di attività di formazione delle risorse umane ha realizzato interventi per numerose aziende ed istituzioni tra cui la Presidenza del Consiglio dei Ministri, il Ministero degli Affari Esteri, l’Esercito Italiano, Telecom Italia, Hewlett Packard, ENI, INAIL, Enel Ferrero. Recentemente ha progettato e partecipato al team didattico del corso di specializzazione per gli addetti stampa dell’Università Commerciale L. Bocconi di Milano.
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