Social media training: amministrazioni regionali e pagine Facebook

Da qualche tempo, per cercare maggiore visibilità, anche le amministrazioni regionali hanno deciso di puntare su una strategia di social media training e sono sbarcate sui social network. Qualcuna ha scelto una forma strettamente istituzionale, dando rilevanza a questioni legislative e resoconti delle riunioni consiliari, mentre altre hanno preferito arricchire lo spazio web con l’aggiunta di scritti ludici, fotografie e ricette culinarie.

Gestire una pagina Facebook istituzionale non è un lavoro semplice, in parte perché richiede tempo e attenzione nel rispondere a eventuali domande provenienti dai lettori, e in parte proprio perché deve riuscire a mescolare in maniera uniforme la parte informativa a quella più folcloristica. La pagina sarà infatti letta sia da chi vive nella Regione di riferimento, sia da chi vuole conoscerla e magari organizzarci un soggiorno.

Come gestire quindi i post nella maniera più corretta? Quali gli errori da evitare? Vediamo alcuni esempi attraverso i post pubblicati da differenti amministrazioni regionali.

social media training mistermedia

Formalmente inefficace il post con cui la Regione Piemonte cerca di pubblicizzare una corsa in montagna. Nello specifico:

  • sono scarse le informazioni sulla località di cui non è indicata nemmeno la provincia. Se è vero che la maggior parte dei lettori legge solo la parte presentativa e non apre il link, proprio in questa sezione andrebbero inserite solo le informazioni più strategiche per invitare poi alla lettura della pagina linkata;
  • qualche hashtag ben posizionato poteva collegare l’evento con altri similari e anche denotare maggiormente la località linkandola ad altre notizie precedenti;
  • nessuna immagine e nessun testo nel link, nulla invita ad aprirlo. Una bella immagine avrebbe dato maggiore impatto emotivo all’informazione e probabilmente avrebbe spinto più persone alla lettura;
  • sintatticamente, sembrano inutili i puntini alla fine del messaggio, mentre un esplicito invito alla lettura e alla condvisione sarebbe stato più incisivo.

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Problema contrario per la Regione Emilia-Romagna, che nella parte descrittiva elenca già tutti i dettagli della notizia con tanto di riferimenti legislativi. Sarebbe stato più proficuo:

  • qualche hashtag che collegasse la notizia con altre precedenti, così da essere più facilmente recuperabile da chi sta seguendo l’evento;
  • una descrizione più sintetica, che invitasse ad andare a leggere l’intero rapporto sul sito ufficiale della Regione, in modo da convogliare su quest’ultimo l’attenzione dei cittadini.

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Ludico l’argomento ma impeccabile il post della Regione Lombardia:

  • la parte introduttiva lancia solo l’argomento e invita in esplicitamente alla lettura;
  • un hashtag ben confezionato e inventato ad hoc linka questo post con altri similari. Se si svolge una ricerca usando questo hashtag si trova una serie di ricette culinarie lombarde, quindi la calibrazione è perfetta mentre spesso si cade nell’errore di inserire una hashtag già utilizzato da altri servizi creando poi solo confusione;
  • il link finale porta direttamente al sito ufficiale della Regione.

In generale la tendenza delle pagine Facebook regionali, ove esistenti, è al momento quella puramente informativa. Raramente si vedono commenti o domande, pochissime le condivisioni. I social network potrebbero essere un buon veicolo per le informazioni ma soprattutto un ottimo trampolino per la creazione di vere comunità virtuali. I fattori che portano le amministrazione a puntare poco, e in maniera spesso poco convinta, sul social media training sono sia la mancanza di stimoli, sia la scarsa attenzione, in un mondo ormai sovraccarico di informazioni, dei lettori.

Biographical Info Cristiana Bonfanti



Autore: Cristiana Bonfanti
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