Migliora il tuo public speaking lavorando sulle pause

public speaking

Porre attenzione a ciascuno dei tre livelli – verbale, non verbale e paraverbale – che rendono efficace un’occasione di public speaking è il miglior modo per affinare le proprie tecniche d’interazione con la platea.

Quando si parla di paraverbale nel public speaking non si possono non chiamare in causa le pause, fondamentali per conferire ritmo al discorso e per tenere alta l’attenzione del pubblico.

Avere le idee chiare su come gestirle è essenziale per chiunque si trovi ad affrontare occasioni di public speaking, qualunque sia il contesto. Ecco quindi qualche consiglio per non sbagliare e per ottimizzare l’aspetto paraverbale del public speaking.

Fai una pausa dopo ogni slide

Fare una pausa ogni volta che si finisce di spiegare il contenuto di una slide: questo suggerimento tanto semplice quanto importante può essere molto utile per dare risalto al paraverbale, permettendo al pubblico di assimilare meglio i concetti presentati, di farli propri e di prepararsi a eventuali domande in conclusione.

Importante è gestire i tempi delle pause in base alla complessità della slide, rendendo così l’occasione di public speaking un momento davvero utile per la platea e, di riflesso, anche per il personal branding dell’oratore e della realtà politica o aziendale che rappresenta.

Fai una pausa dopo le domande retoriche

Le domande retoriche rappresentano dei punti nodali per aumentare la connessione emotiva tra l’oratore e il suo pubblico. Includerle nel proprio public speaking significa lavorare sul coinvolgimento della platea e, di conseguenza, sulla qualità generale del discorso.

Dopo ogni domanda retorica è consigliabile fare una pausa, così da permettere a chi ascolta di riflettere sul contenuto appena presentato, confrontandolo con il proprio punto di vista personale.

Non lasciare il giusto spazio alle pause dopo una domanda retorica può disorientare la platea che assiste a un’occasione di public speaking, in quanto non vengono forniti gli strumenti sufficienti per capire il valore di un input rilevante.

Attenzione alle virgole (e non solo)!

Quando ci si esercita in vista di una performance di public speaking e si legge più volte il discorso da tenere, è utile fare una breve pausa ogni volta che nello scritto si incontra una virgola.

La stessa cosa vale quando si ha a che fare con il punto fermo o con altri segni d’interpunzione forte (vedi il consiglio precedente). Le pause successive alle virgole devono essere più brevi rispetto a quelle che seguono i segni d’interpunzione forte.

Le pause nel public speaking efficace non riguardano solo il discorso, ma anche i momenti che lo precedono. Prima d’iniziare a parlare – dopo aver sistemato eventuali fogli e aver preso posizione – può essere utile attendere qualche secondo in modo da stabilire un contatto visivo con la platea, dando corpo a un momento utile per lavorare su quella prima impressione che è nodale quando si parla davanti a un pubblico.

La corretta gestione della pause è imprescindibile se si vuole affinare il proprio livello di public speaking: solo l’esercizio costante permette di acquisire naturalezza in questo ambito, migliorando così la credibilità davanti alla platea.


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Esperto in Comunicazione Efficace presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri. Coordinatore e responsabile della progettazione dei percorsi formativi in Comunicazione Pubblica e Competenze Comunicative presso la SNA – Scuola Nazionale dell’Amministrazione e professore a contratto in Comunicazione e Media presso l’Università di Roma “Foro Italico” Insegna tecniche di Public Speaking e Media Training presso SIOI (Ministero degli Affari Esteri) ed è Direttore didattico del Master in Comunicazione politica e istituzionale di Eidos Communication. Membro del Comitato Accademico dell’Istituto di Alti Studi Strategici e Politici per la Leadership (IASSP) ha formato personalmente profili che spaziano dai rappresentanti ONU (World Food Program) allo Stato Maggiore dell'Esercito Italiano, dal Ministro al Presidente di Commissione, dall'imprenditore al manager. Esperto in progettazione di attività di formazione delle risorse umane ha realizzato interventi per numerose aziende ed istituzioni tra cui la Presidenza del Consiglio dei Ministri, il Ministero degli Affari Esteri, l’Esercito Italiano, Telecom Italia, Hewlett Packard, ENI, INAIL, Enel Ferrero. Recentemente ha progettato e partecipato al team didattico del corso di specializzazione per gli addetti stampa dell’Università Commerciale L. Bocconi di Milano.



Autore: MisterMedia
Esperto in Comunicazione Efficace presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri. Coordinatore e responsabile della progettazione dei percorsi formativi in Comunicazione Pubblica e Competenze Comunicative presso la SNA – Scuola Nazionale dell’Amministrazione e professore a contratto in Comunicazione e Media presso l’Università di Roma “Foro Italico” Insegna tecniche di Public Speaking e Media Training presso SIOI (Ministero degli Affari Esteri) ed è Direttore didattico del Master in Comunicazione politica e istituzionale di Eidos Communication. Membro del Comitato Accademico dell’Istituto di Alti Studi Strategici e Politici per la Leadership (IASSP) ha formato personalmente profili che spaziano dai rappresentanti ONU (World Food Program) allo Stato Maggiore dell'Esercito Italiano, dal Ministro al Presidente di Commissione, dall'imprenditore al manager. Esperto in progettazione di attività di formazione delle risorse umane ha realizzato interventi per numerose aziende ed istituzioni tra cui la Presidenza del Consiglio dei Ministri, il Ministero degli Affari Esteri, l’Esercito Italiano, Telecom Italia, Hewlett Packard, ENI, INAIL, Enel Ferrero. Recentemente ha progettato e partecipato al team didattico del corso di specializzazione per gli addetti stampa dell’Università Commerciale L. Bocconi di Milano.
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