Public speaking: l’universo delle mani

public speakingIl public speaking è un ambito della comunicazione ricco di elementi molto interessanti, dove è fondamentale studiare bene per riuscire a portare davanti all’utenza un risultato che brilli per equilibrio. Tra gli elementi che compongono una strategia di public speaking efficace non possiamo non ricordare l’uso delle mani.

Dalle mani passa tantissimo di quella che è la carica interazionale tra oratore e utenza, e ci sono, ovviamente, alcuni piccoli consigli che può essere utile seguire per mettere a punto un risultato performante e in grado di incidere in maniera duratura sull’attenzione dell’uditorio.

Dalle mani passa l’emozione: si tratta di una frase che può sembrare banale, ma che invece esemplifica moltissimo quella che è la differenza tra diversi argomenti durante un discorso in pubblico. Molti pensano che utilizzare molto le mani rappresenti una modalità espressiva per fissare l’attenzione dell’utenza. Tutto questo è vero, ma va considerato in maniera molto ponderata il tema sul quale si vuole portare il focus.

Se si sta parlando di dati numerici, ricorrere in maniera ridondante ai gesti delle mani può essere controproducente. Non solo si tratterebbe di una modalità di approccio capace di inficiare in maniera forte la tenuta dell’attenzione, ma rappresenterebbe anche un gesto capace anche di conferire un tono un po’ parodiale a un discorso scientifico, dove i dati riescono a parlare quasi da soli nella loro efficacia numerica.

Sinergia tra mani e voce: quando l’argomento si sposta su temi decisamente più caratterizzati da forza emotiva, il ruolo delle mani si fa centrale, come anche la creatività dell’oratore, che può decidere fino a che punto portare l’interazione con il pubblico.

Una sinergia fondamentale di cui tenere conto quando si decide di introdurre la gestualità delle mani in una strategia di public speaking è quella con la voce. Sincronizzare l’intensità della gestualità con quella dell’emissione vocale è una scelta estremamente coraggiosa, dal momento che mette il discorso pubblico su un piano teatrale, ossia in un contesto in cui può diventare molto difficile gestire il complesso equilibrio tra qualità dei contenuti ed efficacia del linguaggio non verbale.

Si tratta però anche di una scelta molto complessa, dal momento che chiama in causa una capacità teatrale estremamente alta. Ci sono anche i momenti giusti per utilizzare questa strategia, ed è necessario cercarli in maniera attenta, onde evitare di incorrere in errori in grado di segnare una carriera politica o manageriale.

Quali sono le occasioni migliori per creare una sinergia tra teatralità dei gesti delle mani e modulazione del tono della voce?

A livello di public speaking politico questa scelta stilistica può essere adottata in occasioni di interazione con un’utenza già fidelizzata. In questo modo è più facile consolidare i concetti che sono già stati ricevuti e in parte metabolizzati, oltre che evitare scivoloni che mettano il contenuto in secondo piano rispetto al personaggio.

Il modo di utilizzare le mani è una spia molto importante della maestria di un oratore, e, soprattutto, del modo in cui decide di considerare il suo pubblico.

Esperto in Comunicazione Efficace presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri. Coordinatore e responsabile della progettazione dei percorsi formativi in Comunicazione Pubblica e Competenze Comunicative presso la SNA – Scuola Nazionale dell’Amministrazione e professore a contratto in Comunicazione e Media presso l’Università di Roma “Foro Italico” Insegna tecniche di Public Speaking e Media Training presso SIOI (Ministero degli Affari Esteri) ed è Direttore didattico del Master in Comunicazione politica e istituzionale di Eidos Communication. Membro del Comitato Accademico dell’Istituto di Alti Studi Strategici e Politici per la Leadership (IASSP) ha formato personalmente profili che spaziano dai rappresentanti ONU (World Food Program) allo Stato Maggiore dell'Esercito Italiano, dal Ministro al Presidente di Commissione, dall'imprenditore al manager. Esperto in progettazione di attività di formazione delle risorse umane ha realizzato interventi per numerose aziende ed istituzioni tra cui la Presidenza del Consiglio dei Ministri, il Ministero degli Affari Esteri, l’Esercito Italiano, Telecom Italia, Hewlett Packard, ENI, INAIL, Enel Ferrero. Recentemente ha progettato e partecipato al team didattico del corso di specializzazione per gli addetti stampa dell’Università Commerciale L. Bocconi di Milano.



Autore: MisterMedia
Esperto in Comunicazione Efficace presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri. Coordinatore e responsabile della progettazione dei percorsi formativi in Comunicazione Pubblica e Competenze Comunicative presso la SNA – Scuola Nazionale dell’Amministrazione e professore a contratto in Comunicazione e Media presso l’Università di Roma “Foro Italico” Insegna tecniche di Public Speaking e Media Training presso SIOI (Ministero degli Affari Esteri) ed è Direttore didattico del Master in Comunicazione politica e istituzionale di Eidos Communication. Membro del Comitato Accademico dell’Istituto di Alti Studi Strategici e Politici per la Leadership (IASSP) ha formato personalmente profili che spaziano dai rappresentanti ONU (World Food Program) allo Stato Maggiore dell'Esercito Italiano, dal Ministro al Presidente di Commissione, dall'imprenditore al manager. Esperto in progettazione di attività di formazione delle risorse umane ha realizzato interventi per numerose aziende ed istituzioni tra cui la Presidenza del Consiglio dei Ministri, il Ministero degli Affari Esteri, l’Esercito Italiano, Telecom Italia, Hewlett Packard, ENI, INAIL, Enel Ferrero. Recentemente ha progettato e partecipato al team didattico del corso di specializzazione per gli addetti stampa dell’Università Commerciale L. Bocconi di Milano.
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