Consigli di public speaking per conoscere meglio il pubblico

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Conosci il tuo pubblico: ecco una regola dalla quale non si può prescindere quando si punta al public speaking efficace. Qualsiasi trucco tecnico può essere applicato solo se si hanno le idee chiare sulla tipologia di persone a cui si parla e sulle loro esigenze.

Parlare in pubblico e risultare convincenti significa presentare dei contenuti mirati, che siano accompagnati da una gestione puntuale dell’aspetto non verbale e di quello paraverbale: per avere successo in questi frangenti è impensabile non partire dalla conoscenza delle caratteristiche della platea che si ha davanti.

Come si può concretizzare questo aspetto essenziale per il public speaking di qualità? Quali sono i consigli per capire cosa vuole il pubblico, riuscendo di conseguenza a preparare un discorso incisivo? Ecco per voi qualche semplice suggerimento al proposito.

Documentati sugli eventi passati

Quando ci si prepara per una performance di public speaking legata a uno specifico evento, può essere molto utile passare in rassegna il materiale video sulle edizioni passate, in modo da farsi un’idea in merito al clima generale e alle reazioni immediate del pubblico in sala.

Si tratta di un passo preliminare importante, che non consente certo di sperimentare in maniera diretta l’applicazione dei principali accorgimenti tecnici di public speaking, ma permette comunque di partire con degli elementi a proprio favore per quanto riguarda le modalità di approccio all’uditorio, tra le quali è inclusa anche la scelta del look giusto.

Osserva il pubblico prima di salire sul palco

Un altro consiglio utile per conoscere meglio le caratteristiche dell’uditorio in vista di una performance di public speaking è quello di osservarne il comportamento prima dell’inizio del discorso. Cosa implica a livello pratico questo suggerimento? Semplicemente il fatto di porre attenzione ad atteggiamenti e comportamenti nei minuti d’attesa.

Lo studio del linguaggio non verbale del pubblico (postura, mimica facciale ecc.) è fondamentale quando si parla sul palco e si lavora per risultare persuasivi, ma è importante anche nei momenti che precedono il discorso, in quanto fornisce un quadro iniziale dell’atteggiamento e delle aspettative in merito ai contenuti che si stanno per presentare.

Tieni d’occhio i social

Il web 2.0 ha influenzato profondamente anche l’ambito del public speaking. Il pubblico sempre più spesso non è composto solo dalle persone presenti in sala, ma anche da chi assiste al discorso in diretta streaming. Questa situazione può rendere necessario un monitoraggio in tempo reale delle conversazioni social, dalle quali è possibile capire anche molte delle esigenze e delle aspettative della platea, sia essa fisicamente presente o intenta ad ascoltare da dietro uno schermo.

Dedicare una parte del discorso al monitoraggio dell’hashtag ufficiale – scegliendo per esempio di proiettare e leggere qualche tweet – può essere una valida alternativa sia per aumentare il proprio bagaglio d’informazioni in merito alle esigenze del pubblico, sia per migliorare il livello di engagement.

Non si può discutere di public speaking di qualità senza considerare l’importanza di un percorso di training approfondito la cui organizzazione deve partire dalle basi, quindi anche dalla conoscenza del pubblico, delle sue peculiarità culturali e anagrafiche e delle sue aspettative.


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Esperto in Comunicazione Efficace presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri. Coordinatore e responsabile della progettazione dei percorsi formativi in Comunicazione Pubblica e Competenze Comunicative presso la SNA – Scuola Nazionale dell’Amministrazione e professore a contratto in Comunicazione e Media presso l’Università di Roma “Foro Italico” Insegna tecniche di Public Speaking e Media Training presso SIOI (Ministero degli Affari Esteri) ed è Direttore didattico del Master in Comunicazione politica e istituzionale di Eidos Communication. Membro del Comitato Accademico dell’Istituto di Alti Studi Strategici e Politici per la Leadership (IASSP) ha formato personalmente profili che spaziano dai rappresentanti ONU (World Food Program) allo Stato Maggiore dell'Esercito Italiano, dal Ministro al Presidente di Commissione, dall'imprenditore al manager. Esperto in progettazione di attività di formazione delle risorse umane ha realizzato interventi per numerose aziende ed istituzioni tra cui la Presidenza del Consiglio dei Ministri, il Ministero degli Affari Esteri, l’Esercito Italiano, Telecom Italia, Hewlett Packard, ENI, INAIL, Enel Ferrero. Recentemente ha progettato e partecipato al team didattico del corso di specializzazione per gli addetti stampa dell’Università Commerciale L. Bocconi di Milano.



Autore: MisterMedia
Esperto in Comunicazione Efficace presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri. Coordinatore e responsabile della progettazione dei percorsi formativi in Comunicazione Pubblica e Competenze Comunicative presso la SNA – Scuola Nazionale dell’Amministrazione e professore a contratto in Comunicazione e Media presso l’Università di Roma “Foro Italico” Insegna tecniche di Public Speaking e Media Training presso SIOI (Ministero degli Affari Esteri) ed è Direttore didattico del Master in Comunicazione politica e istituzionale di Eidos Communication. Membro del Comitato Accademico dell’Istituto di Alti Studi Strategici e Politici per la Leadership (IASSP) ha formato personalmente profili che spaziano dai rappresentanti ONU (World Food Program) allo Stato Maggiore dell'Esercito Italiano, dal Ministro al Presidente di Commissione, dall'imprenditore al manager. Esperto in progettazione di attività di formazione delle risorse umane ha realizzato interventi per numerose aziende ed istituzioni tra cui la Presidenza del Consiglio dei Ministri, il Ministero degli Affari Esteri, l’Esercito Italiano, Telecom Italia, Hewlett Packard, ENI, INAIL, Enel Ferrero. Recentemente ha progettato e partecipato al team didattico del corso di specializzazione per gli addetti stampa dell’Università Commerciale L. Bocconi di Milano.
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