Public speaking: come muoversi sul palco

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Il public speaking di valore non può prescindere dalla cura del linguaggio non verbale, il livello che contribuisce di più a definire l’efficacia di un discorso.

Gestire in maniera puntuale il linguaggio del corpo durante un’occasione di public speaking non significa solo ottimizzare il contatto visivo con la platea o concentrarsi sui gesti delle mani, ma anche essere in grado di utilizzare al meglio lo spazio fisico che si ha a disposizione, lavorando sull’incisività dei movimenti sul palco.

Il modo in cui il relatore si muove nello spazio che ha intorno è in grado di fornire al pubblico numerose indicazioni sulla sua competenza e sul grado di confidenza. Parlare in pubblico e risultare convincenti implica anche il possesso di abilità performative, la cui qualità dipende in gran parte dalle modalità di gestione dello spazio. Ecco qualche pillola di public speaking per chi vuole sapere qualcosa di più in merito a un aspetto basilare del linguaggio non verbale.

Punta al coinvolgimento (fin da subito)

Il modo in cui ci si muove sul palco durante un’occasione di public speaking è essenziale per coinvolgere l’uditorio fin dai primi minuti. Per trovare un suggerimento pratico utile al proposito possiamo osservare il discorso tenuto dal direttore operativo di Facebook Sheryl Sandberg nel 2010 e intitolato Why we have too few woman leaders.

Come è chiaro dal video, la gestione dello spazio punta al coinvolgimento già dall’inizio, grazie soprattutto alla scelta di cominciare percorrendo lentamente il palco da una parte all’altra, in modo da conquistare l’attenzione dell’intero uditorio.

Non indugiare troppo al centro del palco

Quando si parla di public speaking si sa che chi ben comincia ha in mano gran parte delle carte per il successo, ma che è comunque fondamentale non abbassare la guardia, anche per quanto concerne la gestione dello spazio fisico.

Un altro consiglio utile in merito consiste nell’evitare di indugiare troppo al centro del palco. Per quale motivo? Perché si tratta di una posizione che comunica forza e autorevolezza, ma che nel medesimo tempo è in grado d’inficiare la connessione emotiva con il pubblico.

Ottimizza la ‘regola del 3’

La corretta gestione dei movimenti sul palco durante una performance di public speaking può risultare utile anche nell’ottica di ottimizzazione della ‘regola del 3’. Se si chiama in causa un elenco di tre elementi può essere per esempio vantaggioso cambiare di volta in volta la propria posizione, così da rendere più agevole la memorizzazione dei contenuti.

Un esempio efficace al proposito? L’approccio di Steve Jobs nel corso dello storico keynote di presentazione del primo iPhone e in particolare nei secondi dedicati all’esposizione delle tre principali caratteristiche del device.

Non si può parlare di public speaking di qualità senza chiamare in causa la cura del linguaggio del corpo, la cui adeguatezza passa anche attraverso il modo in cui si gestisce lo spazio, muovendosi sul palco con l’obiettivo di mantenere alta l’attenzione del pubblico e di arrivare a essere ricordati per le proprie abilità persuasive.


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Esperto in Comunicazione Efficace presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri. Coordinatore e responsabile della progettazione dei percorsi formativi in Comunicazione Pubblica e Competenze Comunicative presso la SNA – Scuola Nazionale dell’Amministrazione e professore a contratto in Comunicazione e Media presso l’Università di Roma “Foro Italico” Insegna tecniche di Public Speaking e Media Training presso SIOI (Ministero degli Affari Esteri) ed è Direttore didattico del Master in Comunicazione politica e istituzionale di Eidos Communication. Membro del Comitato Accademico dell’Istituto di Alti Studi Strategici e Politici per la Leadership (IASSP) ha formato personalmente profili che spaziano dai rappresentanti ONU (World Food Program) allo Stato Maggiore dell'Esercito Italiano, dal Ministro al Presidente di Commissione, dall'imprenditore al manager. Esperto in progettazione di attività di formazione delle risorse umane ha realizzato interventi per numerose aziende ed istituzioni tra cui la Presidenza del Consiglio dei Ministri, il Ministero degli Affari Esteri, l’Esercito Italiano, Telecom Italia, Hewlett Packard, ENI, INAIL, Enel Ferrero. Recentemente ha progettato e partecipato al team didattico del corso di specializzazione per gli addetti stampa dell’Università Commerciale L. Bocconi di Milano.



Autore: MisterMedia
Esperto in Comunicazione Efficace presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri. Coordinatore e responsabile della progettazione dei percorsi formativi in Comunicazione Pubblica e Competenze Comunicative presso la SNA – Scuola Nazionale dell’Amministrazione e professore a contratto in Comunicazione e Media presso l’Università di Roma “Foro Italico” Insegna tecniche di Public Speaking e Media Training presso SIOI (Ministero degli Affari Esteri) ed è Direttore didattico del Master in Comunicazione politica e istituzionale di Eidos Communication. Membro del Comitato Accademico dell’Istituto di Alti Studi Strategici e Politici per la Leadership (IASSP) ha formato personalmente profili che spaziano dai rappresentanti ONU (World Food Program) allo Stato Maggiore dell'Esercito Italiano, dal Ministro al Presidente di Commissione, dall'imprenditore al manager. Esperto in progettazione di attività di formazione delle risorse umane ha realizzato interventi per numerose aziende ed istituzioni tra cui la Presidenza del Consiglio dei Ministri, il Ministero degli Affari Esteri, l’Esercito Italiano, Telecom Italia, Hewlett Packard, ENI, INAIL, Enel Ferrero. Recentemente ha progettato e partecipato al team didattico del corso di specializzazione per gli addetti stampa dell’Università Commerciale L. Bocconi di Milano.
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