Oratori pronti al decollo?

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public speakingL’arte del public speaking richiede precisione e accuratezza senza lasciare nulla al caso.

E’ bene, pertanto preparare un canovaccio, simile ad una sceneggiatura teatrale, in cui organizzare in modo ordinato le proprie idee se vogliamo essere ascoltati dal nostro pubblico. Il nostro obiettivo non è solo quello di trasmettere informazioni ma anche e soprattutto quello di comunicare un’idea, un prodotto, un progetto, condividendolo con l’audience.

Riusciremo nel nostro intento se e solo se chi ci ascolta ricorderà e farà proprie le nostre informazioni.

L’ars oratoria del public speaking richiede accuratezza, soprattutto per quanto riguarda l’organizzazione della nostra presentazione. Il pubblico ha bisogno di essere guidato in tutto il nostro discorso. Non perdiamo poi di vista il punto nevralgico di ogni discorso convincente ed efficace: mantenere salda l’attenzione evitando che qualcuno inizi a sbadigliare dopo il primo quarto d’ora! Una tecnica efficace per comunicare in pubblico è detta “tecnica del volo”.

Attraverso la tecnica del volo, termine che associa le fasi ogni discorso che convince alle fasi di volo di un aeroplano, si può ottenere l’obiettivo ultimo della nostra comunicazione: mantenere vivo il ricordo. La “tecnica del volo” si articola in quattro fasi principali:

1) La preparazione. L’obiettivo è quello di predisporre un planning dei contenuti focalizzato sugli obiettivi finali che diamo alla nostra comunicazione. Ciò avviene anche attraverso il valido contributo di materiali che supportino l’esposizione (slide, proiettore, video, etc.). Una verifica preventiva sul corretto funzionamento dei nostri supporti espositivi e l’utilizzo di dati statistici a completamento del nostro discorso eviteranno intoppi nella comunicazione e le conferiranno maggiore credibilità.

2) Il decollo. L’obiettivo è quello di attrarre l’attenzione dell’audience, evitando giri di parole inutili e concentrandosi attraverso un breve incipit o introduzione sull’argomento principale della nostra presentazione. Una citazione particolare, un aneddoto, una domanda (seppur retorica) daranno al pubblico l’impressione di calarsi nel vostro discorso. Aiutatevi con la gestualità e la prossemica (avvicinatevi al pubblico) per creare un maggior senso di coinvolgimento.

3) Il volo. In questa terza fase l’attenzione conquistata deve trasformarsi in coinvolgimento effettivo ed interesse. Concentratevi sulle motivazioni e i bisogni del pubblico senza fare lunghi sproloqui e monologhi. Elencate i dati posseduti a supporto delle vostre argomentazioni. Azioni concrete, in sintesi, che aumentino la fiducia del vostro pubblico.

4) L’atterraggio. Infine, atterrate senza esitazioni approdando con sicurezza alla fine della vostra presentazione. Ricordate al pubblico i punti cardine del vostro discorso, divertitelo con un simpatico aneddoto finale, ringraziate per l’interesse che avete suscitato.

Il successo della vostra comunicazione potrà essere testato facilmente: se notate che dopo la presentazione gli ascoltatori si sono messi in fila per parlare con voi per avere maggiori informazioni, avete raggiunto il vostro obiettivo!

Buon Public Speaking!