Consigli di media training per gestire le pause durante le interviste

media training

Scegliere un percorso di media training significa non solo prevenire fail di comunicazione che possono mettere a rischio una carriera – l’esempio di Ben Affleck fa scuola – ma anche mettere a punto la qualità di dettagli solo apparentemente poco significativi, ma che rivestono invece un ruolo fondamentale nella buona riuscita di un’intervista.

In questo elenco è possibile annoverare la gestione delle pause, dei momenti di silenzio che, se si ha alle spalle un processo di media training strutturato, possono essere sfruttati a proprio favore per migliorare il livello di un’intervista.

Rilasciare interviste tecnicamente valide è soprattutto questione di allenamento, di attenzione ai trucchi di media training più utili per essere efficaci, risultato che può essere raggiunto anche grazie a un corretto approccio alle pause. Oggi vogliamo approfondire il tema e darvi qualche veloce consiglio al proposito.

Prendi tempo prima di rispondere

Dare spazio a un momento di pausa tra la domanda del giornalista e la risposta è normale. Prendersi del tempo per rispondere significa non solo evitare di agire d’istinto – errore di chi ha poca confidenza con il media training e vede l’intervista come un motivo di ansia – scongiurando errori gravi, ma anche mettere in campo una scelta che, soprattutto in radio e in televisione, conferisce maggior naturalezza all’interazione.

Fai attenzione al contesto!

Applicare quanto appena ricordato è utile, ma è comunque opportuno non lasciarsi prendere la mano, soprattutto quando l’intervista va in scena in un contesto ostile alla propria figura professionale o al brand che si rappresenta.

In queste circostanze le pause – soprattutto se dopo una domanda da parte del giornalista – possono rivelarsi delle armi a doppio taglio, in quanto potenziali segnali di poca preparazione. Come ovviare a questo problema? Semplicemente scegliendo un percorso di media training, esercitandosi sulle possibili domande critiche e facendo in modo che le pause non risultino troppo lunghe.

L’intervistatore tace? Non è obbligatorio parlare

Durante le interviste non sono rari i momenti di silenzio da parte di chi le conduce. I motivi per cui un giornalista tace possono essere diversi e legati per esempio alla necessità di prendere appunti.

Il consiglio di media training più utile in questi casi è quello di ricordarsi che non è obbligatorio parlare, magari pensando di ovviare a una situazione d’imbarazzo. I momenti di pausa nel corso di un’intervista sono tecnicamente normali e devono essere affrontati senza pensare subito a un tentativo da parte del giornalista di mettere in difficoltà chi rilascia un’intervista.

L’intervista perfetta è sempre frutto di un’attenzione alla qualità del media training, un percorso di allenamento che per essere efficace non può non prendere in considerazione anche la buona gestione dei momenti di silenzio, nodali per massimizzare i contenuti di un’intervista e per non perdere il controllo dell’interazione.


Articoli correlati

Esperto in Comunicazione Efficace presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri. Coordinatore e responsabile della progettazione dei percorsi formativi in Comunicazione Pubblica e Competenze Comunicative presso la SNA – Scuola Nazionale dell’Amministrazione e professore a contratto in Comunicazione e Media presso l’Università di Roma “Foro Italico” Insegna tecniche di Public Speaking e Media Training presso SIOI (Ministero degli Affari Esteri) ed è Direttore didattico del Master in Comunicazione politica e istituzionale di Eidos Communication. Membro del Comitato Accademico dell’Istituto di Alti Studi Strategici e Politici per la Leadership (IASSP) ha formato personalmente profili che spaziano dai rappresentanti ONU (World Food Program) allo Stato Maggiore dell'Esercito Italiano, dal Ministro al Presidente di Commissione, dall'imprenditore al manager. Esperto in progettazione di attività di formazione delle risorse umane ha realizzato interventi per numerose aziende ed istituzioni tra cui la Presidenza del Consiglio dei Ministri, il Ministero degli Affari Esteri, l’Esercito Italiano, Telecom Italia, Hewlett Packard, ENI, INAIL, Enel Ferrero. Recentemente ha progettato e partecipato al team didattico del corso di specializzazione per gli addetti stampa dell’Università Commerciale L. Bocconi di Milano.



Autore: MisterMedia
Esperto in Comunicazione Efficace presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri. Coordinatore e responsabile della progettazione dei percorsi formativi in Comunicazione Pubblica e Competenze Comunicative presso la SNA – Scuola Nazionale dell’Amministrazione e professore a contratto in Comunicazione e Media presso l’Università di Roma “Foro Italico” Insegna tecniche di Public Speaking e Media Training presso SIOI (Ministero degli Affari Esteri) ed è Direttore didattico del Master in Comunicazione politica e istituzionale di Eidos Communication. Membro del Comitato Accademico dell’Istituto di Alti Studi Strategici e Politici per la Leadership (IASSP) ha formato personalmente profili che spaziano dai rappresentanti ONU (World Food Program) allo Stato Maggiore dell'Esercito Italiano, dal Ministro al Presidente di Commissione, dall'imprenditore al manager. Esperto in progettazione di attività di formazione delle risorse umane ha realizzato interventi per numerose aziende ed istituzioni tra cui la Presidenza del Consiglio dei Ministri, il Ministero degli Affari Esteri, l’Esercito Italiano, Telecom Italia, Hewlett Packard, ENI, INAIL, Enel Ferrero. Recentemente ha progettato e partecipato al team didattico del corso di specializzazione per gli addetti stampa dell’Università Commerciale L. Bocconi di Milano.
Il sito utilizza i cookies e alcuni dati per migliorare la tua user experience