Un’intervista mal gestita può danneggiare il personal branding?

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Un’intervista mal gestita può danneggiare il personal branding? La risposta è affermativa. L’attenzione al media training è l’unico modo per evitare di arrivare a questo punto.

Quando chi risponde alle domande di un giornalista non ha alle spalle un percorso di allenamento adeguato e sufficientemente strutturato possono venire a galla delle mancanze tecniche anche rilevanti, difficili da correggere senza l’aiuto di un professionista che si occupa di media training.

Il rischio di perseverare negli errori è quello di vedere la propria immagine associata alla poca confidenza con interviste e situazioni di contatto con i media. Per evitare tali situazioni è bene conoscere i passi falsi da non compiere e nelle prossime righe ne vedremo assieme tre.

Non lamentarti perché devi rilasciare un’intervista

Lamentarsi perché si deve rilasciare un’intervista è un fail in grado di compromettere a lungo termine il personal branding di chi risponde alle domande dei giornalisti. Un caso recente di questa natura ha riguardato la tennista Serena Williams, che durante la conferenza stampa successiva alla vittoria ai quarti degli US Open ha manifestato disagio per il fatto di dover parlare con i giornalisti – qui il video – mettendo in campo un atteggiamento più che negativo per una persona che deve molta della sua fama alla visibilità mediatica.

Evidente è la mancanza delle principali basi di media training e di un percorso di allenamento incentrato sulla preparazione d’interviste particolarmente difficoltose.

Fai attenzione al linguaggio del corpo

Trascurare il linguaggio del corpo durante un’intervista significa mettere in secondo piano alcune delle più importanti regole di media training, rischiando di compromettere in maniera grave il proprio personal branding.

Un esempio di pessima gestione del non verbale possiamo vederlo in un’intervista rilasciata dall’attrice Kristen Stewart nel 2012 per parlare del suo ruolo di testimonial di un noto profumo femminile. Come è chiaro dal video riportato sotto, la Stewart manifesta fin da subito incapacità nella gestione del linguaggio del corpo, muovendosi sulla sedia e palesando una mancanza di confidenza con la situazione.

Non trascurare l’aspetto paraverbale

Quando si rilascia un’intervista è impensabile trascurare l’aspetto paraverbale, essenziale per presentare i concetti in maniera chiara. L’intervista di Serena Williams – caratterizzata da frasi pronunciate a bassa voce e scandendo poco le parole – può essere utilizzata ancora come esempio per vedere come la mancanze di media training possa essere dannosa per il personal branding di chi risponde alle domande dei media in occasione di un’intervista o di una conferenza stampa.

Gestire male l’esposizione dei contenuti o il linguaggio non verbale durante un’intervista significa mettere a rischio la propria immagine. Solo il media training può aiutare a non commettere errori gravi come quelli che abbiamo analizzato, in grado di danneggiare a lungo termine il personal branding di chi li commette.


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Esperto in Comunicazione Efficace presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri. Coordinatore e responsabile della progettazione dei percorsi formativi in Comunicazione Pubblica e Competenze Comunicative presso la SNA – Scuola Nazionale dell’Amministrazione e professore a contratto in Comunicazione e Media presso l’Università di Roma “Foro Italico” Insegna tecniche di Public Speaking e Media Training presso SIOI (Ministero degli Affari Esteri) ed è Direttore didattico del Master in Comunicazione politica e istituzionale di Eidos Communication. Membro del Comitato Accademico dell’Istituto di Alti Studi Strategici e Politici per la Leadership (IASSP) ha formato personalmente profili che spaziano dai rappresentanti ONU (World Food Program) allo Stato Maggiore dell'Esercito Italiano, dal Ministro al Presidente di Commissione, dall'imprenditore al manager. Esperto in progettazione di attività di formazione delle risorse umane ha realizzato interventi per numerose aziende ed istituzioni tra cui la Presidenza del Consiglio dei Ministri, il Ministero degli Affari Esteri, l’Esercito Italiano, Telecom Italia, Hewlett Packard, ENI, INAIL, Enel Ferrero. Recentemente ha progettato e partecipato al team didattico del corso di specializzazione per gli addetti stampa dell’Università Commerciale L. Bocconi di Milano.



Autore: MisterMedia
Esperto in Comunicazione Efficace presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri. Coordinatore e responsabile della progettazione dei percorsi formativi in Comunicazione Pubblica e Competenze Comunicative presso la SNA – Scuola Nazionale dell’Amministrazione e professore a contratto in Comunicazione e Media presso l’Università di Roma “Foro Italico” Insegna tecniche di Public Speaking e Media Training presso SIOI (Ministero degli Affari Esteri) ed è Direttore didattico del Master in Comunicazione politica e istituzionale di Eidos Communication. Membro del Comitato Accademico dell’Istituto di Alti Studi Strategici e Politici per la Leadership (IASSP) ha formato personalmente profili che spaziano dai rappresentanti ONU (World Food Program) allo Stato Maggiore dell'Esercito Italiano, dal Ministro al Presidente di Commissione, dall'imprenditore al manager. Esperto in progettazione di attività di formazione delle risorse umane ha realizzato interventi per numerose aziende ed istituzioni tra cui la Presidenza del Consiglio dei Ministri, il Ministero degli Affari Esteri, l’Esercito Italiano, Telecom Italia, Hewlett Packard, ENI, INAIL, Enel Ferrero. Recentemente ha progettato e partecipato al team didattico del corso di specializzazione per gli addetti stampa dell’Università Commerciale L. Bocconi di Milano.
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