Esempi di intervista con epic fail: Jeb Bush e Charlize Theron

La scarsa attenzione alla preparazione è la principale causa dei fail nelle interviste, che possono essere dimenticati grazie al media training e a un processo di ‘allenamento’ focalizzato sulla specifica occasione d’interazione.

Ma quali sono i rischi di una scarsa preparazione? Quali le conseguenze tecniche dell’improvvisazione? Le risposte a questa domanda possono essere diverse, ma riconducono tutte alla necessità di ricorrere al media training prima di un’intervista, qualunque sia il medium a cui è destinata.

media training

Per capire qualcosa di più sui rischi di una scarsa preparazione analizziamo alcuni esempi tecnici che possono aiutare a comprendere l’importanza del media training.

Non trascurare le domande meno difficili

Prepararsi in previsione di un’intervista significa non solo curare le risposte alle domande scomode, ma dedicare la dovuta considerazione anche a quelle relativamente facili e prevedibili, magari perché strettamente legate alla propria storia personale o professionale. Una domanda di tale natura è quella relativa all’invasione in Iraq del 2003 – Knowing what we know now, would you have authorized the invasion? – posta a Jeb Bush lo scorso mese di maggio da Megyn Kelly, la giornalista di Fox News che lo ha intervistato agli inizi della campagna elettorale per le primarie 2016 (vedi a partire da 14:00).

La risposta affermativa, sostenuta da argomentazioni poco convincenti e considerata un fail dati i risultati poco positivi della missione, è stata seguita pochi giorni dopo da una contestazione incentrata sulla struttura ipotetica della domanda. Quello appena descritto è un chiaro esempio di come la poca attenzione al media training possa compromettere la qualità del personal branding, creando casi mediatici di portata non indifferente.

Non contestare la qualità delle domande

Contestare la qualità delle domande, sia durante un’intervista sia nelle fasi successive (come appunto è stato fatto da Jeb Bush), è un altro risultato della poca considerazione del media training come processo di preparazione strutturata.

Soprattutto quando si parla d’interviste riguardanti un programma elettorale è impensabile commentare negativamente la qualità e la tipologia delle domande, in quanto si rischia di mettere in secondo piano la trasparenza e di compromettere la propria immagine. Il miglior modo per evitare questa conseguenza? Prepararsi con attenzione, senza dare nessuna domanda per scontata.

Evita di rispondere d’impulso

L’impulsività e l’emotività sono molto pericolose quando si rilascia un’intervista. Un percorso di media training di qualità deve sottolineare l’importanza di pesare ogni singolo termine e di controllare il coinvolgimento emotivo – bastano anche solo una parola e una frase fuori posto per compromettere la qualità del personal branding –  onde evitare fail come quello che ha visto protagonista nel 2014 l’attrice Charlize Theron che, rispondendo a un’intervista su Sky News, ha paragonato l’intrusione della stampa nella sua vita privata a uno stupro.

Il media training di valore è un processo che tiene conto di tutte le fasi di un’intervista e che soprattutto non lascia nulla al caso: solo partendo da questi presupposti è possibile interagire bene con i media e mettere in primo piano una preparazione completa.


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Esperto in Comunicazione Efficace presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri. Coordinatore e responsabile della progettazione dei percorsi formativi in Comunicazione Pubblica e Competenze Comunicative presso la SNA – Scuola Nazionale dell’Amministrazione e professore a contratto in Comunicazione e Media presso l’Università di Roma “Foro Italico” Insegna tecniche di Public Speaking e Media Training presso SIOI (Ministero degli Affari Esteri) ed è Direttore didattico del Master in Comunicazione politica e istituzionale di Eidos Communication. Membro del Comitato Accademico dell’Istituto di Alti Studi Strategici e Politici per la Leadership (IASSP) ha formato personalmente profili che spaziano dai rappresentanti ONU (World Food Program) allo Stato Maggiore dell'Esercito Italiano, dal Ministro al Presidente di Commissione, dall'imprenditore al manager. Esperto in progettazione di attività di formazione delle risorse umane ha realizzato interventi per numerose aziende ed istituzioni tra cui la Presidenza del Consiglio dei Ministri, il Ministero degli Affari Esteri, l’Esercito Italiano, Telecom Italia, Hewlett Packard, ENI, INAIL, Enel Ferrero. Recentemente ha progettato e partecipato al team didattico del corso di specializzazione per gli addetti stampa dell’Università Commerciale L. Bocconi di Milano.



Autore: MisterMedia
Esperto in Comunicazione Efficace presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri. Coordinatore e responsabile della progettazione dei percorsi formativi in Comunicazione Pubblica e Competenze Comunicative presso la SNA – Scuola Nazionale dell’Amministrazione e professore a contratto in Comunicazione e Media presso l’Università di Roma “Foro Italico” Insegna tecniche di Public Speaking e Media Training presso SIOI (Ministero degli Affari Esteri) ed è Direttore didattico del Master in Comunicazione politica e istituzionale di Eidos Communication. Membro del Comitato Accademico dell’Istituto di Alti Studi Strategici e Politici per la Leadership (IASSP) ha formato personalmente profili che spaziano dai rappresentanti ONU (World Food Program) allo Stato Maggiore dell'Esercito Italiano, dal Ministro al Presidente di Commissione, dall'imprenditore al manager. Esperto in progettazione di attività di formazione delle risorse umane ha realizzato interventi per numerose aziende ed istituzioni tra cui la Presidenza del Consiglio dei Ministri, il Ministero degli Affari Esteri, l’Esercito Italiano, Telecom Italia, Hewlett Packard, ENI, INAIL, Enel Ferrero. Recentemente ha progettato e partecipato al team didattico del corso di specializzazione per gli addetti stampa dell’Università Commerciale L. Bocconi di Milano.
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