Media training efficace: è anche questione di scelte linguistiche

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Quando si sceglie d’intraprendere un percorso di media training per affinare le proprie tecniche di comunicazione è fondamentale fare attenzione anche ad alcune scelte linguistiche.

Concentrarsi eccessivamente su frasi in negativo non rappresenta un’impostazione valida per stabilire con il giornalista quella connessione necessaria a un’interazione di qualità, funzionale al personal branding di chi viene intervistato e utile per chiunque sia interessato alle novità di un percorso politico o aziendale.

Il media training efficace è anche questione di scelte linguistiche, e oggi vogliamo regalarvi qualche veloce pillola sull’argomento, dedicata a chi ha intenzione di non arrivare impreparato quando si tratta di gestire il rapporto con i media.

La forza della domanda

Le domande retoriche rappresentano delle opzioni molto forti quando si parla di scelte linguistiche in grado di stabilire una connessione tra i due poli di un processo di comunicazione.

Possono essere prese in considerazione anche nell’ambito dei processi di media training e della necessità di eliminare tutto quello che può essere ricondotto a un linguaggio incentrato sulle negazioni. Un esempio? Invece che rispondere a una domanda con frasi come ‘Non credo che’ o ‘Non posso’, può essere utile ribattere con un’interrogativa retorica come ‘E se invece facessi/scegliessi… ?’, mettendo in campo un’impostazione valida per osservare in maniera completa il tema trattato nell’intervista.

Le parole da matita rossa

Quando si intraprende un percorso di media training incentrato sull’eliminazione del linguaggio basato sulle frasi negative, è fondamentale ricordare che, al di là delle finezze tecniche, esistono delle parole da matita rossa, che non devono in alcun modo essere incluse nelle risposte alle domande poste da un intervistatore.

Termini fortemente escludenti come ‘mai’ fanno parte del succitato novero, in quanto definiscono in maniera netta un percorso, senza lasciare spazio ad alternative che possono essere sempre vantaggiose, soprattutto quando si tratta di rendere conto dettagliatamente del proprio operato o di mantenere delle promesse.

L’esercizio quotidiano

Impegnarsi a escludere le frasi in negativo dalle proprie scelte linguistiche è questione di esercizio quotidiano, di allenamento che deve andare oltre alle singole sessioni di media training. Un consiglio pratico utile può essere quello di riprendere la registrazione video o audio dell’ultima intervista rilasciata, e cercare di riscrivere in positivo le risposte caratterizzate da un’impostazione linguistica eccessivamente orientata all’utilizzo di parole negative.

Altro suggerimento pratico tanto semplice quanto rilevante consiste nell’esercitarsi quotidianamente anche con i propri collaboratori o durante le riunioni, acquisendo man mano naturalezza nell’utilizzo di un linguaggio privo di frasi in negativo.

Il media training di qualità è il risultato dell’attenzione a tanti aspetti, che vanno dalla confidenza con la strumentazione tecnica fino alla gestione puntuale del linguaggio del corpo durante un’intervista. In questo percorso è essenziale non dimenticare la cura delle scelte linguistiche, che devono essere funzionali a un’interazione chiara ed efficace con i media e con gli utenti finali, interessati a usufruire di contenuti di valore.


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Esperto in Comunicazione Efficace presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri. Coordinatore e responsabile della progettazione dei percorsi formativi in Comunicazione Pubblica e Competenze Comunicative presso la SNA – Scuola Nazionale dell’Amministrazione e professore a contratto in Comunicazione e Media presso l’Università di Roma “Foro Italico” Insegna tecniche di Public Speaking e Media Training presso SIOI (Ministero degli Affari Esteri) ed è Direttore didattico del Master in Comunicazione politica e istituzionale di Eidos Communication. Membro del Comitato Accademico dell’Istituto di Alti Studi Strategici e Politici per la Leadership (IASSP) ha formato personalmente profili che spaziano dai rappresentanti ONU (World Food Program) allo Stato Maggiore dell'Esercito Italiano, dal Ministro al Presidente di Commissione, dall'imprenditore al manager. Esperto in progettazione di attività di formazione delle risorse umane ha realizzato interventi per numerose aziende ed istituzioni tra cui la Presidenza del Consiglio dei Ministri, il Ministero degli Affari Esteri, l’Esercito Italiano, Telecom Italia, Hewlett Packard, ENI, INAIL, Enel Ferrero. Recentemente ha progettato e partecipato al team didattico del corso di specializzazione per gli addetti stampa dell’Università Commerciale L. Bocconi di Milano.



Autore: MisterMedia
Esperto in Comunicazione Efficace presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri. Coordinatore e responsabile della progettazione dei percorsi formativi in Comunicazione Pubblica e Competenze Comunicative presso la SNA – Scuola Nazionale dell’Amministrazione e professore a contratto in Comunicazione e Media presso l’Università di Roma “Foro Italico” Insegna tecniche di Public Speaking e Media Training presso SIOI (Ministero degli Affari Esteri) ed è Direttore didattico del Master in Comunicazione politica e istituzionale di Eidos Communication. Membro del Comitato Accademico dell’Istituto di Alti Studi Strategici e Politici per la Leadership (IASSP) ha formato personalmente profili che spaziano dai rappresentanti ONU (World Food Program) allo Stato Maggiore dell'Esercito Italiano, dal Ministro al Presidente di Commissione, dall'imprenditore al manager. Esperto in progettazione di attività di formazione delle risorse umane ha realizzato interventi per numerose aziende ed istituzioni tra cui la Presidenza del Consiglio dei Ministri, il Ministero degli Affari Esteri, l’Esercito Italiano, Telecom Italia, Hewlett Packard, ENI, INAIL, Enel Ferrero. Recentemente ha progettato e partecipato al team didattico del corso di specializzazione per gli addetti stampa dell’Università Commerciale L. Bocconi di Milano.
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