Media training: cosa devi chiedere a un giornalista prima di farti intervistare

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Il media training di qualità è il risultato di un processo di preparazione, la cui completezza è essenziale perché si possa parlare di un’interazione di valore con i professionisti del mondo mediatico.

Per dare corpo a un percorso di media training tecnicamente strutturato è necessario fare attenzione a numerosi aspetti: bisogna conoscere a fondo l’argomento al centro di un’intervista o di un dibattito in un salotto televisivo, avere un’idea chiara delle regole riguardanti l’abbigliamento e sapere cosa chiedere al giornalista prima che l’interazione si concretizzi.

L’ultimo punto è essenziale per evitare di essere fraintesi, e per fare in modo di non trovarsi in difficoltà per via di un’impostazione inaspettata dell’intervista. Prima di affrontare momenti di questa natura è necessario avere un’idea chiara di quello che è meglio chiedere a un giornalista, perfezionando così il percorso di media training. Ecco qualche consiglio al proposito.

Le informazioni sul percorso professionale

Questo primo punto utile a un percorso di media training di qualità può essere risolto senza interpellare direttamente il giornalista. Prima di un’intervista è fondamentale raccogliere il maggior numero possibile d’informazioni sul percorso professionale di chi è in procinto di condurla, in modo da farsi un’idea del metodo di lavoro, dell’approccio agli argomenti principali, delle strategie utilizzate per affrontare eventuali situazioni di difficoltà. La storia professionale di un giornalista è il primo specchio per capire il suo modo di porsi a livello pratico, e un aspetto da non trascurare in un processo di media training improntato al successo.

L’approccio iniziale al tema

Una volta che ci si trova in possesso delle informazioni sul percorso professionale del giornalista, risulta molto utile – ai fini della buona riuscita del processo di media training – chiedere su quali linee si muoverà l’approccio al tema principale dell’intervista. Da quali angolazioni si inizierà ad analizzare l’argomento dell’interazione (da una visione generale, da una fatto specifico ecc.)? Avere un’idea non della domanda precisa ma del ‘terreno’ da cui prenderà il via l’intervista è molto utile, in modo da preparare sia le possibili risposte, sia le repliche ad eventuali obiezioni da parte del giornalista o del pubblico presente in uno studio televisivo.

Chi altro verrà intervistato sul tema?

Un processo di media training orientato alla qualità è il risultato, come già ricordato, di un’attenzione ai contenuti, ai toni delle risposte, e all’impostazione tecnica da adottare in base all’eventuale presenza d’interviste sul medesimo tema rivolte ad altri soggetti. La conoscenza di questo tipo d’informazioni è utile per organizzare al meglio le risposte, e per prepararsi in caso a difendere la propria posizione personale o quella dell’azienda/formazione politica rappresentata.

Il media training è un processo imprescindibile per il personal branding in diversi ambiti: interagire con un giornalista può non essere sempre facile, ma con un allenamento costante e completo, che tenga conto di tutti i passi che precedono l’interazione, è possibile evitare fail e dare spazio ai lati positivi di un percorso politico o aziendale.


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Esperto in Comunicazione Efficace presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri. Coordinatore e responsabile della progettazione dei percorsi formativi in Comunicazione Pubblica e Competenze Comunicative presso la SNA – Scuola Nazionale dell’Amministrazione e professore a contratto in Comunicazione e Media presso l’Università di Roma “Foro Italico” Insegna tecniche di Public Speaking e Media Training presso SIOI (Ministero degli Affari Esteri) ed è Direttore didattico del Master in Comunicazione politica e istituzionale di Eidos Communication. Membro del Comitato Accademico dell’Istituto di Alti Studi Strategici e Politici per la Leadership (IASSP) ha formato personalmente profili che spaziano dai rappresentanti ONU (World Food Program) allo Stato Maggiore dell'Esercito Italiano, dal Ministro al Presidente di Commissione, dall'imprenditore al manager. Esperto in progettazione di attività di formazione delle risorse umane ha realizzato interventi per numerose aziende ed istituzioni tra cui la Presidenza del Consiglio dei Ministri, il Ministero degli Affari Esteri, l’Esercito Italiano, Telecom Italia, Hewlett Packard, ENI, INAIL, Enel Ferrero. Recentemente ha progettato e partecipato al team didattico del corso di specializzazione per gli addetti stampa dell’Università Commerciale L. Bocconi di Milano.



Autore: MisterMedia
Esperto in Comunicazione Efficace presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri. Coordinatore e responsabile della progettazione dei percorsi formativi in Comunicazione Pubblica e Competenze Comunicative presso la SNA – Scuola Nazionale dell’Amministrazione e professore a contratto in Comunicazione e Media presso l’Università di Roma “Foro Italico” Insegna tecniche di Public Speaking e Media Training presso SIOI (Ministero degli Affari Esteri) ed è Direttore didattico del Master in Comunicazione politica e istituzionale di Eidos Communication. Membro del Comitato Accademico dell’Istituto di Alti Studi Strategici e Politici per la Leadership (IASSP) ha formato personalmente profili che spaziano dai rappresentanti ONU (World Food Program) allo Stato Maggiore dell'Esercito Italiano, dal Ministro al Presidente di Commissione, dall'imprenditore al manager. Esperto in progettazione di attività di formazione delle risorse umane ha realizzato interventi per numerose aziende ed istituzioni tra cui la Presidenza del Consiglio dei Ministri, il Ministero degli Affari Esteri, l’Esercito Italiano, Telecom Italia, Hewlett Packard, ENI, INAIL, Enel Ferrero. Recentemente ha progettato e partecipato al team didattico del corso di specializzazione per gli addetti stampa dell’Università Commerciale L. Bocconi di Milano.
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