Come gestire le domande fuori tema con il media training

Un processo di media training orientato alla qualità deve essere contraddistinto sia da una preparazione tecnica incentrata sulla presentazione dei contenuti e sulla gestione del linguaggio del corpo, sia da un’interazione preliminare con il giornalista, in modo da avere le idee chiare in merito all’approccio al tema.

Nonostante questo può comunque capitare di sentirsi rivolgere durante l’intervista delle domande fuori tema, che non devono per forza essere scomode o legate ad argomenti che non è possibile approfondire, per esempio per ragioni legali. In questi casi è fondamentale avere alle spalle un buon percorso di media training, per fare in modo che l’intervista risulti in ogni caso utile all’immagine del brand che si rappresenta.

Quali sono le buone pratiche più utili in queste situazioni? Quali le linee da seguire per non rovinare l’interazione con il giornalista? Ecco per voi qualche rapido consiglio di media training al proposito.

Rispondi brevemente e sposta il focus

Una domanda fuori tema può essere gestita senza problemi se si ha un minimo di confidenza con le tecniche di media training. Un primo suggerimento al proposito consiste nel fornire una breve risposta e nello spostare successivamente il focus sull’argomento principale, con frasi che facciano riferimento ad aspetti in grado di suscitare la curiosità del giornalista (p.e. un richiamo alle domande più popolari poste dai follower sui social).

Si tratta di un approccio tecnico non semplicissimo, in quanto il rischio è quello di risultare evasivi. Uno dei modi per eludere questo pericolo consiste nell’evitare d’introdurre la risposta con frasi di senso negativo, ma scegliendo d’iniziare con un semplice ‘no’ e proseguendo con la chiarificazione del proprio punto di vista (qui approfondiamo i vantaggi di questa scelta tecnica).

Non improvvisare

Rispondere a una domanda fuori tema improvvisando per evitare momenti di silenzio è un’opzione estremamente rischiosa per l’immagine del brand. In questi frangenti è consigliabile mettere in primo piano la trasparenza – dimenticarla, come testimoniano case history affini a quello di Ben Affleck, è sempre un grave errore – e dichiarare che l’argomento chiamato in causa non rientra nella propria sfera di competenze.

Ripeti il messaggio principale in chiusura

Ogni intervista deve essere organizzata attorno a un determinato messaggio che è opportuno ribadire in chiusura, soprattutto nel caso di domande fuori tema poste nel corso dell’interazione principale.

Capita spesso che il giornalista in conclusione chieda di aggiungere eventuali dettagli: questo momento rappresenta l’occasione ideale per ripetere il messaggio chiave dell’intervista, massimizzandone così l’efficacia e portando in secondo piano i contenuti di eventuali domande non aderenti all’argomento principale.

Rispondere con un secco “No Comment” alle domande di un intervistatore è un errore di media training da matita rossa, che può essere evitato facendosi trovare pronti prima di tutto alle domande fuori tema, lo step più semplice da superare per rilasciare interviste convincenti, scongiurando danni alla reputazione.


Leggi anche:

Esperto in Comunicazione Efficace presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri. Coordinatore e responsabile della progettazione dei percorsi formativi in Comunicazione Pubblica e Competenze Comunicative presso la SNA – Scuola Nazionale dell’Amministrazione e professore a contratto in Comunicazione e Media presso l’Università di Roma “Foro Italico” Insegna tecniche di Public Speaking e Media Training presso SIOI (Ministero degli Affari Esteri) ed è Direttore didattico del Master in Comunicazione politica e istituzionale di Eidos Communication. Membro del Comitato Accademico dell’Istituto di Alti Studi Strategici e Politici per la Leadership (IASSP) ha formato personalmente profili che spaziano dai rappresentanti ONU (World Food Program) allo Stato Maggiore dell'Esercito Italiano, dal Ministro al Presidente di Commissione, dall'imprenditore al manager. Esperto in progettazione di attività di formazione delle risorse umane ha realizzato interventi per numerose aziende ed istituzioni tra cui la Presidenza del Consiglio dei Ministri, il Ministero degli Affari Esteri, l’Esercito Italiano, Telecom Italia, Hewlett Packard, ENI, INAIL, Enel Ferrero. Recentemente ha progettato e partecipato al team didattico del corso di specializzazione per gli addetti stampa dell’Università Commerciale L. Bocconi di Milano.



Autore: MisterMedia
Esperto in Comunicazione Efficace presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri. Coordinatore e responsabile della progettazione dei percorsi formativi in Comunicazione Pubblica e Competenze Comunicative presso la SNA – Scuola Nazionale dell’Amministrazione e professore a contratto in Comunicazione e Media presso l’Università di Roma “Foro Italico” Insegna tecniche di Public Speaking e Media Training presso SIOI (Ministero degli Affari Esteri) ed è Direttore didattico del Master in Comunicazione politica e istituzionale di Eidos Communication. Membro del Comitato Accademico dell’Istituto di Alti Studi Strategici e Politici per la Leadership (IASSP) ha formato personalmente profili che spaziano dai rappresentanti ONU (World Food Program) allo Stato Maggiore dell'Esercito Italiano, dal Ministro al Presidente di Commissione, dall'imprenditore al manager. Esperto in progettazione di attività di formazione delle risorse umane ha realizzato interventi per numerose aziende ed istituzioni tra cui la Presidenza del Consiglio dei Ministri, il Ministero degli Affari Esteri, l’Esercito Italiano, Telecom Italia, Hewlett Packard, ENI, INAIL, Enel Ferrero. Recentemente ha progettato e partecipato al team didattico del corso di specializzazione per gli addetti stampa dell’Università Commerciale L. Bocconi di Milano.
Il sito utilizza i cookies e alcuni dati per migliorare la tua user experience