Media training: come rispondere alle domande aperte

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Affrontare con successo un’intervista presuppone la conoscenza di tecniche di media training utili a interagire in maniera funzionale con un giornalista, rendendo di conseguenza efficaci i contenuti legati al brand che si rappresenta.

Chi non ha alle spalle un percorso strutturato basato sull’allenamento al rapporto con i media ‘cade’ su specifici punti, come per esempio le domande aperte.

Si tratta di occasioni in cui è possibile più che in altre situazioni approfondire un percorso aziendale o politico, ma anche di contingenze che appaiono ardue da affrontare se non si conoscono le principali tecniche di media training per rilasciare un’intervista di qualità, che possa essere vantaggiosa per l’immagine del brand. Oggi vogliamo soffermarci proprio su tre consigli di media training utili per non sbagliare quando si risponde a una domanda aperta.

Punta al why

Tra le domande aperte più frequenti è possibile ricordare quelle che invitano esplicitamente l’intervistato – sia esso un portavoce, un politico o un uomo d’azienda – a raccontare in generale qualcosa sulla realtà che rappresenta.

Si tratta di domande da prendere in esame con particolare accortezza tecnica, al fine di non fornire al giornalista informazioni poco utili, magari reperibili online con una breve ricerca.

Cosa significa questo in concreto? Che una valida impostazione di media training davanti a una domanda aperta di questo genere consiste nel puntare al why, ai motivi dietro a uno specifico percorso.

Invece di elencare subito gli ultimi traguardi aziendali, i numeri delle vendite, i principali prodotti venduti, può essere utile puntare sul fattore causale che ha determinato tali situazioni, spiegando per esempio perché è nata l’azienda e a quale bisogno del target si è scelto di rispondere con il proprio business.

In questo modo è più facile completare la risposta facendo riferimento a dati numerici ‘promozionali’ magari già noti ai media e all’utenza, ma comunque utili da chiamare in causa per mettere in risalto il valore del brand.

Ragiona per parole chiave

La risposta a una domanda aperta è un contenuto strutturato e complesso, ma anche un terreno favorevole per chi vuole ottimizzare l’immagine di un brand in maniera strategica. Se in seguito all’interazione preliminare con il giornalista si viene a conoscenza della possibilità di una o più domande aperte, risulta utile preparare le risposte ragionando per parole chiave, esattamente come quando ci si muove nella scrittura web, puntando a trasmettere all’utenza dei concetti specifici attorno ai quali ruota l’intera esposizione.

Non iniziare con un ‘sì’ o con un ‘no’

Iniziare la risposta a una domanda aperta con un secco ‘sì’ o un ‘no’ è un’impostazione poco funzionale, soprattutto lontana dallo scopo di mettere in primo piano l’approfondimento.

Ultimo ma non meno importante consiglio di media training riguarda l’importanza di essere costanti nella preparazione: come già ricordato, le domande aperte possono rivelarsi insidiose, e devono essere affrontate con il giusto allenamento tecnico, partendo dall’analisi del metodo di lavoro del giornalista e arrivando alla scelta di contenuti in grado di valorizzare il percorso del brand.


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Esperto in Comunicazione Efficace presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri. Coordinatore e responsabile della progettazione dei percorsi formativi in Comunicazione Pubblica e Competenze Comunicative presso la SNA – Scuola Nazionale dell’Amministrazione e professore a contratto in Comunicazione e Media presso l’Università di Roma “Foro Italico” Insegna tecniche di Public Speaking e Media Training presso SIOI (Ministero degli Affari Esteri) ed è Direttore didattico del Master in Comunicazione politica e istituzionale di Eidos Communication. Membro del Comitato Accademico dell’Istituto di Alti Studi Strategici e Politici per la Leadership (IASSP) ha formato personalmente profili che spaziano dai rappresentanti ONU (World Food Program) allo Stato Maggiore dell'Esercito Italiano, dal Ministro al Presidente di Commissione, dall'imprenditore al manager. Esperto in progettazione di attività di formazione delle risorse umane ha realizzato interventi per numerose aziende ed istituzioni tra cui la Presidenza del Consiglio dei Ministri, il Ministero degli Affari Esteri, l’Esercito Italiano, Telecom Italia, Hewlett Packard, ENI, INAIL, Enel Ferrero. Recentemente ha progettato e partecipato al team didattico del corso di specializzazione per gli addetti stampa dell’Università Commerciale L. Bocconi di Milano.



Autore: MisterMedia
Esperto in Comunicazione Efficace presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri. Coordinatore e responsabile della progettazione dei percorsi formativi in Comunicazione Pubblica e Competenze Comunicative presso la SNA – Scuola Nazionale dell’Amministrazione e professore a contratto in Comunicazione e Media presso l’Università di Roma “Foro Italico” Insegna tecniche di Public Speaking e Media Training presso SIOI (Ministero degli Affari Esteri) ed è Direttore didattico del Master in Comunicazione politica e istituzionale di Eidos Communication. Membro del Comitato Accademico dell’Istituto di Alti Studi Strategici e Politici per la Leadership (IASSP) ha formato personalmente profili che spaziano dai rappresentanti ONU (World Food Program) allo Stato Maggiore dell'Esercito Italiano, dal Ministro al Presidente di Commissione, dall'imprenditore al manager. Esperto in progettazione di attività di formazione delle risorse umane ha realizzato interventi per numerose aziende ed istituzioni tra cui la Presidenza del Consiglio dei Ministri, il Ministero degli Affari Esteri, l’Esercito Italiano, Telecom Italia, Hewlett Packard, ENI, INAIL, Enel Ferrero. Recentemente ha progettato e partecipato al team didattico del corso di specializzazione per gli addetti stampa dell’Università Commerciale L. Bocconi di Milano.
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