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	<description>Comunicare per Convincere</description>
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		<title>Eventi ad effetto</title>
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		<pubDate>Thu, 10 May 2012 11:08:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>MisterMedia</dc:creator>
				<category><![CDATA[IMPERDIBILI]]></category>
		<category><![CDATA[mistermedia]]></category>

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		<description><![CDATA[]]></description>
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		<title>Comunicazione Politica: Usa/Italia due stili opposti</title>
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		<pubDate>Tue, 08 May 2012 21:23:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>MisterMedia</dc:creator>
				<category><![CDATA[COMPOL]]></category>
		<category><![CDATA[Lezioni Americane]]></category>
		<category><![CDATA[campagna elettorale]]></category>
		<category><![CDATA[comunicazione politica]]></category>
		<category><![CDATA[Media]]></category>
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		<category><![CDATA[nicola bonaccini]]></category>

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		<description><![CDATA[La gestione delle campagne elettorali richiama le tecniche di comunicazione politica. Avere buone idee senza riuscire e/o saperle comunicare rende impossibile qualunque obiettivo. Singolari perchè opposti sono gli approcci anglo-americani e italiani. L&#8217;approccio politico-elettorale americano prevede l&#8217;evidenziazione dei punti di ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft  wp-image-3017" style="margin: 1px;" title="politics" src="http://www.mistermedia.it/wp-content/uploads/2012/05/politics-194x250.jpg" alt="comunicazione politica" width="194" height="250" />La gestione delle <strong>campagne elettorali</strong> richiama le <strong>tecniche di comunicazione politica</strong>. Avere buone idee senza riuscire e/o saperle comunicare rende impossibile qualunque obiettivo.</p>
<p>Singolari perchè <strong>opposti</strong> sono gli approcci anglo-americani e italiani.</p>
<p>L&#8217;approccio politico-elettorale americano prevede l&#8217;<strong>evidenziazione dei punti di forza di un candidato</strong>, delle sue qualità più apprezzabili senza far mai mancare proiezioni su un futuro migliore e motivazioni verso la partecipazione e il sostegno.</p>
<p>In Italia invece, i nostri politici coi loro spin doctor preferiscono un <strong>approccio &#8220;negativo&#8221;</strong> ovvero basato su leve riguardanti ciò che non funziona, ciò che &#8220;altri&#8221; fanno male con una conclusione che può essere ridotta a un&#8217;unica parola chiave onnipresente: cambiamento.</p>
<p>La storia della propaganda elettorale Usa/Italia degli ultimi 50 anni ribadisce anche l&#8217;<strong>enorme distanza culturale</strong>.</p>
<p>L&#8217;ex Magna Grecia trae i suoi fondamenti in quel pensiero socratico che ha fatto della distruzione delle idee altrui il proprio caposaldo. Nel &#8220;Nuovo Mondo&#8221; invece, il futuro da creare, le terre da conquistare continuano dopo secoli a ispirare un atteggiamento opposto.</p>
<p>Questo significa che i modelli abbiano un carattere territoriale così distinto? Assolutamente no.</p>
<p>Realizzare una <strong>campagna elettorale</strong> basando il proprio messaggio su un <strong>&#8220;cambiamento&#8221; poco percettibile dal target</strong>, gli inutili giri di parole, i <strong>messaggi fumosi</strong> sono un vecchio stile che alla prova dei fatti <strong>genera solo delusione e critiche</strong>.</p>
<p>Parlando di comunicazione politica, quali sono le caratteristiche di un messaggio elettorale che possa essere utilizzato in Italia seguendo qualche consiglio americano?</p>
<ul>
<li>Deve provenire da una <strong>fonte attendibile</strong> (il candidato non può essere incoerente col messaggio che presenta)</li>
<li>Deve proporre uno o più <strong>risultati misurabili</strong></li>
<li>Deve essere &#8220;<strong>people oriented</strong>&#8221; ovvero diretto, &#8220;facile&#8221;, verosimile ma ambizioso</li>
<li>Deve far pensare a un <strong>futuro migliore</strong></li>
</ul>
<div>Ridurre a pochi punti i dettagli per una buona <a href="http://www.mistermedia.it/category/parlamenti/">comunicazione politica</a> è ovviamente riduttivo. Tuttavia, nonostante alcuni aspetti della comunicazione politica all&#8217;americana siano poco europeizzabili&#8230;i nostri rappresentanti possono prenderne ottimi insegnamenti sia dal punto di vista etico che puramente strategico.</div>
<div></div>
<div>Comunicazione politica quindi non solo come <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Propaganda">propaganda</a> ma come strumento per ispirare una Nazione.</div>
<p><object width="640" height="360" classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/uny9HtJq6hA?version=3&amp;hl=it_IT&amp;rel=0" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed width="640" height="360" type="application/x-shockwave-flash" src="http://www.youtube.com/v/uny9HtJq6hA?version=3&amp;hl=it_IT&amp;rel=0" allowFullScreen="true" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" /></object></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Quelli che se ne vanno</title>
		<link>http://www.mistermedia.it/parlamenti/quelli-che-se-ne-vanno-2/</link>
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		<pubDate>Sat, 05 May 2012 10:05:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>MisterMedia</dc:creator>
				<category><![CDATA[COMPOL]]></category>
		<category><![CDATA[VIDEOFEEDBACK]]></category>
		<category><![CDATA[comunicazione politica]]></category>
		<category><![CDATA[Media Training]]></category>
		<category><![CDATA[mistermedia]]></category>
		<category><![CDATA[nicola bonaccini]]></category>

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		<description><![CDATA[In momenti di tensione politica o di campagna elettorale i talk show raccolgono opinioni ma spesso sono teatro di dibattiti e scontri piuttosto accesi. In diversi casi c&#8217;è chi abbandona. Il gesto esce dalle regole del confronto e molto spesso ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.mistermedia.it/parlamenti/quelli-che-se-ne-vanno-2/attachment/boselli1/" rel="attachment wp-att-3001"><img class="alignleft  wp-image-3001" style="margin: 1px;" title="boselli1" src="http://www.mistermedia.it/wp-content/uploads/2012/05/boselli1-250x203.jpg" alt="" width="250" height="203" /></a>In momenti di tensione politica o di <strong>campagna elettorale</strong> i talk show raccolgono opinioni ma spesso sono teatro di dibattiti e scontri piuttosto accesi. In diversi casi c&#8217;è chi abbandona.</p>
<p>Il gesto esce dalle regole del confronto e molto spesso sembra un capriccio. <strong>L&#8217;effetto mediatico è controproducente. </strong></p>
<p>Abbandonare il campo attrae le critiche del conduttore, dell&#8217;audience e comunica una scarsa disponibilità al confronto, soprattutto se questo è teso.</p>
<p>I media 2.0 non risparmiano poi la diffusione della <a href="http://youtu.be/jr1sGKld8VI">clip di addio</a>&#8230;</p>
<p><object width="640" height="360" classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/jr1sGKld8VI?version=3&amp;hl=it_IT&amp;rel=0" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed width="640" height="360" type="application/x-shockwave-flash" src="http://www.youtube.com/v/jr1sGKld8VI?version=3&amp;hl=it_IT&amp;rel=0" allowFullScreen="true" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" /></object></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Public Speaking: pubblico o contenuto?</title>
		<link>http://www.mistermedia.it/pillole/public-speaking-pubblico-o-contenuto/</link>
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		<pubDate>Sat, 05 May 2012 09:50:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nicola Bonaccini</dc:creator>
				<category><![CDATA[PUBLIC SPEAKING]]></category>
		<category><![CDATA[Media]]></category>
		<category><![CDATA[mistermedia]]></category>
		<category><![CDATA[public speaking]]></category>

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		<description><![CDATA[L&#8217;efficacia di un discorso, parlando di Public Speaking, dipende in modo diretto dal tipo di contenuto? Per capirci meglio, un argomento &#8220;tecnico&#8221; è a priori meno avvincente? La risposta è ovviamente NO. Spesso il coinvolgimento del pubblico non dipende dall&#8217;argomento ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://www.mistermedia.it/?attachment_id=2996" rel="attachment wp-att-2996"><img class="alignleft  wp-image-2996" style="margin: 1px;" title="public speaking" src="http://www.mistermedia.it/wp-content/uploads/2012/05/public-speaking3-250x166.jpg" alt="public speaking" width="250" height="166" /></a>L&#8217;efficacia di un discorso</strong>, parlando di Public Speaking, <strong>dipende in modo diretto dal tipo di contenuto?</strong> Per capirci meglio, un argomento &#8220;tecnico&#8221; è a priori meno avvincente?</p>
<p>La risposta è ovviamente <strong>NO</strong>. Spesso il coinvolgimento del pubblico non dipende dall&#8217;argomento trattato ma dall&#8217;abilità di chi parla nel coinvolgere il pubblico.</p>
<p>Esistono <strong>due approcci</strong> interessanti nel <a href="http://youtu.be/HV3lW23t80Y">public speaking</a>:</p>
<p>1) <strong>Topic Oriented</strong>, ovvero la concentrazione dell&#8217;oratore è sull&#8217;argomento. Questo accade sia in fase di preparazione che in fase di esposizione. In questo caso, sin dalle prime parole si parlerà strettamente del tema specifico: 30 minuti di discorso? 30 minuti sull&#8217;argomento.<br />
<strong>Usate questo approccio è rischierete che dopo qualche minuto il vostro pubblico inizi a distrarsi</strong></p>
<p>2) <strong>People Oriented</strong>, ovvero si parte da un presupposto: a parità di contenuto, l&#8217;esposizione cambia a seconda del tipo di pubblico che abbiamo di fronte. Strutturare un discorso &#8220;people oriented&#8221; vuol dire occuparsi non solo di &#8220;ciò che diremo&#8221; ma anche &#8220;a chi lo diremo&#8221; e quindi selezionare i temi in base all&#8217;utilità per il pubblico.</p>
<p>E ora <strong>l&#8217;obiezione classica</strong>: l&#8217;argomento è l&#8217;argomento, come posso tagliare o selezionare se è quello ciò che voglio dire&#8230;il pubblico si adatterà.</p>
<p>Un esempio dalla mia esperienza. Ho seguito l&#8217;amministratore delegato di un grosso gruppo italiano. Durante una sessione di allenamento al public speaking decidiamo di occuparci del scorso natalizio da tenere davanti ai dipendenti in occasione della Cena di Natale. Lo aveva già preparato e devo ammettere che la scaletta era ideata molto bene.</p>
<p>Il problema si è posto quando ho scoperto che le cene sarebbero state 12, visto il notevole numero di dipendenti ma la sua intenzione era quella di tenere lo stesso intervento.</p>
<p><strong>ERRORE:</strong> come si possono dire le stesse cose di fronte a un audience di persone (nell&#8217;azienda &#8220;di famiglia&#8221;) che ti conosce benissimo da anni e a un&#8217;audience di impiegati dell&#8217;ultima azienda acquisita dal gruppo nella quale sei entrato una volta sola?</p>
<p>Lavorammo con impegno per ottenere lo <strong>stesso risultato</strong> su ognuno degli interventi ma modulando i contenuti in base a &#8220;chi&#8221; li avrebbe ascoltati. Fu un grande successo.</p>
<p><strong>Da non dimenticare</strong>: quando parliamo in pubblico, non lo facciamo per pura estroversione ma per <strong>esporre concetti e informazioni</strong>. Tuttavia <strong>se non arriviamo al pubblico</strong>, conivolgendolo prima e appassionandolo poi, <strong>tutti i nostri sforzi saranno inutili</strong>.</p>
<p>Iniziate sempre prima dal pubblico e poi dal contenuto, solo in questo modo avrete seguito non solo le buone regole del public speaking ma anche quelle del &#8220;buon oratore&#8221;.</p>
<p><object width="640" height="360" classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/HV3lW23t80Y?version=3&amp;hl=it_IT&amp;rel=0" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed width="640" height="360" type="application/x-shockwave-flash" src="http://www.youtube.com/v/HV3lW23t80Y?version=3&amp;hl=it_IT&amp;rel=0" allowFullScreen="true" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" /></object></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Pillole di Public Speaking: la paura del pubblico</title>
		<link>http://www.mistermedia.it/pillole/pillola-di-public-speaking-la-paura-del-pubblico/</link>
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		<pubDate>Sun, 29 Apr 2012 13:28:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>MisterMedia</dc:creator>
				<category><![CDATA[PUBLIC SPEAKING]]></category>
		<category><![CDATA[Media]]></category>
		<category><![CDATA[mistermedia]]></category>
		<category><![CDATA[nicola bonaccini]]></category>
		<category><![CDATA[paura del pubblico]]></category>
		<category><![CDATA[public speaking]]></category>

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		<description><![CDATA[Nel Public Speaking potete conoscere tante tecniche e aver preparato il vostro discorso fin nei minimi dettagli. Anche una buona gestione delle emozioni vi sarà di grande aiuto. Spesso la paura del pubblico ostacola l&#8217;ottenimento di un buon risultato. Battito cardiaco ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.mistermedia.it/pillole/pillola-di-public-speaking-la-paura-del-pubblico/attachment/ahhhhhhh/" rel="attachment wp-att-2977"><img class="alignleft  wp-image-2977" title="Public Speaking" src="http://www.mistermedia.it/wp-content/uploads/2012/04/fear_woman-172x250.jpg" alt="Public Speaking" width="172" height="250" /></a>Nel <strong>Public Speaking</strong> potete conoscere tante tecniche e aver preparato il vostro discorso fin nei minimi dettagli.</p>
<p>Anche una buona gestione delle emozioni vi sarà di grande aiuto. Spesso la <a href="http://www.mistermedia.it/pillole/public-speaking-come-superare-la-paura-del-pubblico/">paura del pubblico</a> ostacola l&#8217;ottenimento di un buon risultato.</p>
<p><strong>Battito cardiaco accelerato</strong>, voce che si interrompe, <strong>respiro affannoso</strong> sono solo alcuni dei classici sintomi che si aggiungono a <strong>mani sudate</strong>, bocca impastata e sudorazione eccessiva.</p>
<p>Non trattiamo per ora le dinamiche legate alla paura del pubblico nel public speaking però, ci sono tanti strumenti semplici ma molto efficaci che si possono utilizzare nei momenti di difficoltà. Uno di questi è una tecnica di respirazione che deriva dal training autogeno ma ha effetti temporanei molto più immediati.</p>
<p>Si chiama <strong>4-8-2</strong> e di può eseguire in qualunque momento e situazione. Il consiglio è di utilizzarla sempre, anche 2-3 volte al giorno e in momenti non necessariamente legati a situazioni di stress.</p>
<p>Molti ne fanno uso pochi minuti prima di un intervento complesso davanti a un pubblico che li emoziona particolarmente.</p>
<p>I numeri associati al nome di questa tecnica per addolcire la paura del pubblico indicano proprio le regole per la sua esecuzione:</p>
<p>1) Inspiro contando 4<br />
2) Trattengo l&#8217;aria contando fino a 8<br />
3) Espiro velocemente e in modo energico contando 2</p>
<p>Questi passaggi veloci (che andrebbero ripetuti 7-8 volte consecutive) permettono di <strong>aumentare il livello di ossigenazione del nostro sangue</strong> donandoci, oltre ad una sensazione di relax, anche una maggiore concentrazione.</p>
<p>Non esagerate perchè il troppo ossigeno, soprattutto all&#8217;inizio, fa venire mal di testa ma 7-8 ripetizioni sono un rimedio semplice ma davvero efficace.</p>
<p>Buon <a href="http://youtu.be/aAXUFPUyi-U">Public Speaking</a>!</p>
<p><object width="640" height="360" classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/2o_qAr1Mu8c?version=3&amp;hl=it_IT&amp;rel=0" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed width="640" height="360" type="application/x-shockwave-flash" src="http://www.youtube.com/v/2o_qAr1Mu8c?version=3&amp;hl=it_IT&amp;rel=0" allowFullScreen="true" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" /></object></p>
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		</item>
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		<title>Media Training: come vestirsi per la tv o un discorso in pubblico</title>
		<link>http://www.mistermedia.it/memorabili/media-training-come-vestirsi-per-la-tv-o-un-discorso-in-pubblico/</link>
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		<pubDate>Sat, 21 Apr 2012 16:14:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>MisterMedia</dc:creator>
				<category><![CDATA[MEDIA TRAINING]]></category>
		<category><![CDATA[abbigliamento tv]]></category>
		<category><![CDATA[Media]]></category>
		<category><![CDATA[Media Training]]></category>
		<category><![CDATA[mistermedia]]></category>
		<category><![CDATA[nicola bonaccini]]></category>

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		<description><![CDATA[Chi parla in pubblico prima o poi si trova a fronteggiare gruppi molto numerosi e anche interventi televisivi dove qualche suggerimento di Media Training può essere utile. Partiamo da un presupposto: il packaging è uno degli aspetti del successo di ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft  wp-image-2942" style="margin: 1px;" title="media_training_vestito" src="http://www.mistermedia.it/wp-content/uploads/2012/04/Studio-Interview-250x165.jpg" alt="media training" width="250" height="165" /></p>
<p>Chi parla in pubblico prima o poi si trova a fronteggiare <strong>gruppi molto numerosi</strong> e anche interventi televisivi dove qualche suggerimento di Media Training può essere utile.</p>
<p>Partiamo da un presupposto: <strong>il packaging è uno degli aspetti del successo di un prodotto</strong>. Nel public speaking e ancora di più quando siamo davanti a una telecamera (e quindi in televisione), l&#8217;abbigliamento è il primo biglietto da visita.</p>
<p>Ho dedicato molte parole sull&#8217;abbigliamento più utile nel libro <strong><a href="http://www.mistermedia.it/iscriviti/">Discorsi che Convincono</a></strong> poichè chi ci guarda si crea la prima impressione su di noi in pochi secondi, hai letto bene &#8220;pochi secondi&#8221;.</p>
<p>La prima impressione non dipende quindi da cosa diremo ma dall&#8217;<strong>impatto visivo col pubblico</strong>.</p>
<h3><span style="color: #3366ff;">Pillola di Media Training: se appari attraente, avrai il pubblico dalla tua parte prima di aver aperto bocca</span></h3>
<p><strong>Cosa rende la tv particolare?</strong> I riflettori e gli obiettivi delle telecamere mostrano la realtà in modo diverso da come la percepiamo normalmente.</p>
<p>Molti ricorderanno il celebre faccia a faccia <strong><a href="http://www.youtube.com/watch?v=gbrcRKqLSRw">Nixon/Kennedy</a></strong> dove il primo (che rifiutò il makeup televisivo) apparve pallido e sbattuto mentre l&#8217;avversario sembrava rilassato e sicuro di se. L&#8217;aneddoto diventa più divertente quando si leggono i risultati delle interviste fra chi aveva seguito il confronto solo alla radio: <strong>risultati opposti</strong>, pensavano che il duello fosse stato vinto da Nixon.</p>
<p>Molti passaggi o occasioni televisive durano così poco (in media 120 secondi) che distrarre l&#8217;audience con accessori vistosi è controproducente.</p>
<p>Ci sono però <strong>tre suggerimenti utili </strong>di media training  a chiunque si trovi in situazioni televisive:</p>
<p>1) <strong>Congruenza</strong>. Se rappresenti una casa di moda, evita di vestirti come uno scienziato e viceversa</p>
<p>2) <strong>Neutralità</strong>. Non esagerare mai. Come ti vesti parla di te in modo generale e non particolare. Evita gli accessori troppo vistosi e i colori troppo sfavillanti</p>
<p>3) <strong>Non trascurare il make-up</strong>. Non ti sto consigliando il fondotinta o un <a href="http://www.youtube.com/watch?v=HLFeJ8vNZD4">trucco approfondito</a> ma un leggero velo di polvere &#8220;matt&#8221; che renda la pelle compatta e eviti l&#8217;effetto lucido.</p>
<p>Tieni sempre presente un consiglio di Media Training fondamentale: essere se stessi non significa non curare i dettagli e soprattutto non significa sottovalutare le varie situazioni in cui ci possiamo trovare.</p>
<p><object width="640" height="360"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/P4-C5aZKI_o?version=3&amp;hl=it_IT&amp;rel=0"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/P4-C5aZKI_o?version=3&amp;hl=it_IT&amp;rel=0" type="application/x-shockwave-flash" width="640" height="360" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Media Training: le regole della comunicazione di crisi (crisis communication)</title>
		<link>http://www.mistermedia.it/memorabili/media-training-le-regole-della-comunicazione-di-crisi-crisis-communication/</link>
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		<pubDate>Mon, 16 Apr 2012 20:45:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>MisterMedia</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Media Training]]></category>

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		<description><![CDATA[Quando si parla di comunicazione di crisi, spesso gli enti e le aziende si accorgono dell&#8217;importanza dell&#8217;organizzazione e della gestione dei messaggi troppo tardi. Prima l&#8217;evento imprevisto e poi decine di telefonate ai consulenti. Saper gestire una crisi e in particolare ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-2807" style="margin: 1px;" title="crisis-communication" src="http://www.mistermedia.it/wp-content/uploads/2012/04/crisis-communication-250x210.jpg" alt="comunicazione di crisi" width="250" height="210" /></p>
<p>Quando si parla di <strong>comunicazione di crisi</strong>, spesso gli enti e le aziende si accorgono dell&#8217;importanza dell&#8217;organizzazione e della gestione dei messaggi <strong>troppo tardi</strong>. Prima l&#8217;evento imprevisto e poi <strong>decine di telefonate ai consulenti</strong>.</p>
<p>Saper gestire una crisi e in particolare una crisi in comunicazione però, non dipende solamente dalle ultime azioni che si mettono in pratica per &#8220;arginare&#8221;.</p>
<p>Catastrofi naturali, attentati, incidenti, scalate ostili, “trans-fotografie”, copertine di periodici, black-out, cadute di sistemi, paralisi dei collegamenti, mucca pazza, uranio impoverito, aeroporti bloccati, scioperi, diossina, antrace, frane&#8230;tutto può precipitare in una crisi.</p>
<p>La manualistica (E.Invernizzi) cita:  &#8221;<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Crisi_aziendale">la crisi</a> è un evento straordinario, il cui accadimento e la cui visibilità all’esterno minacciano di produrre un effetto negativo sulle attività e sulla reputazione dell’organizzazione, rispetto al quale la prontezza e la pertinenza della risposta diventano fondamentali.&#8221;</p>
<h3>Mai dire &#8220;No Comment&#8221; in comunicazione di crisi</h3>
<p>Con un po&#8217; di analisi ed esperienza credo che esistano alcune <strong>regole d&#8217;oro</strong> nelle <strong>media relations</strong>:</p>
<p>1) &#8220;<strong>No Comment&#8221; mai!</strong> Non funziona mai! Stai solo fornendo <strong>lo spunto per dedurre ciò che è contro di te</strong> e dell&#8217;organizzazione che rappresenti. <table width="100%" border="0" style="margin:0;border:none;"><tr><td align="center" style="border:none;"><a href="javascript:void" onclick="WPSocialFreeze.social_freeze_showUnlockButtons(2805); return false" style="text-align:center;"><h1 style="line-height:1.1em;text-decoration:underline;color:#0066CC;text-align:center;"><strong>Per continuare a leggere, CLICCA QUI!</strong></h1></a>

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<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Public Speaking: come superare la paura del pubblico</title>
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		<pubDate>Sun, 15 Apr 2012 17:25:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>MisterMedia</dc:creator>
				<category><![CDATA[PUBLIC SPEAKING]]></category>
		<category><![CDATA[Media]]></category>
		<category><![CDATA[nicola bonaccini]]></category>
		<category><![CDATA[paura del pubblico]]></category>
		<category><![CDATA[public speaking]]></category>

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		<description><![CDATA[Sarebbe bello poter dire che al tuo prossimo public speaking &#8220;tutto andrà bene!&#8221;, che basta ripetere qualche frase positiva o utilizzare qualche trucchetto. In effetti ci sono diverse tecniche utili ma il primo aspetto su cui devi assolutamente lavorare è ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.mistermedia.it/pillole/public-speaking-come-superare-la-paura-del-pubblico/attachment/paura_del_pubblico/" rel="attachment wp-att-2766"><img class="alignleft  wp-image-2766" style="margin: 1px;" title="public_speaking_paura_del_pubblico" src="http://www.mistermedia.it/wp-content/uploads/2012/04/paura_del_pubblico-250x187.png" alt="public_speaking_paura_del_pubblico" width="250" height="187" /></a>Sarebbe bello poter dire che al tuo prossimo <a title="Public Speaking" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Public_speaking">public speaking</a> &#8220;tutto andrà bene!&#8221;, che basta ripetere qualche frase positiva o utilizzare qualche trucchetto. In effetti ci sono diverse tecniche utili ma il primo aspetto su cui devi assolutamente lavorare è <strong>la tua autostima</strong>.</p>
<p>Sai perchè? Riflettici un attimo. Quando ti capita di pensare al prossimo incontro col pubblico, cosa ti viene in mente? Spesso tendiamo a pensare &#8220;<strong>cosa penseranno le persone di me?</strong>&#8220;, &#8220;che impressione avranno?&#8221; e purtroppo la nostra mente quando si trova in presenza di situazioni dall&#8217;esito incerto tende a esagerare con la preoccupazione e con i pensieri negativi.</p>
<p>Come si chiama tutto ciò? Si chiama <strong>bassa autostima</strong>. Non possiamo dire che se hai paura del pubblico la tua autostima sia bassa in generale, sicuramente lo è nella considerazione di te verso un pubblico che è lì per ascoltarti.</p>
<p>Facciamo un passo indietro, da cosa deriva tutto ciò? E soprattutto <strong>ci sono rimedi?</strong></p>
<h3><strong>Il Problema:</strong><br />
tenere sotto controllo la paura del pubblico nel public speaking</h3>
<h3><strong>La Soluzione: </strong><table width="100%" border="0" style="margin:0;border:none;"><tr><td align="center" style="border:none;"><a href="javascript:void" onclick="WPSocialFreeze.social_freeze_showUnlockButtons(2764); return false" style="text-align:center;"><h1 style="line-height:1.1em;text-decoration:underline;color:#0066CC;text-align:center;"><strong>Per continuare a leggere, CLICCA QUI!</strong></h1></a>

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<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Public Speaking: l&#8217;inizio che non convince</title>
		<link>http://www.mistermedia.it/pillole/public-speaking-quellinizio-che-non-convince/</link>
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		<pubDate>Sun, 08 Apr 2012 15:30:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nicola Bonaccini</dc:creator>
				<category><![CDATA[PUBLIC SPEAKING]]></category>
		<category><![CDATA[Media]]></category>
		<category><![CDATA[nicola bonaccini]]></category>
		<category><![CDATA[public speaking]]></category>

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		<description><![CDATA[Nel public speaking serve dosare attentamente l'utilizzo delle informazioni nell'approccio col pubblico altrimenti si rischia di annoiare]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft" style="margin: 1px;" title="Sonno da Public Speaking " src="http://connecting2success.files.wordpress.com/2010/07/boring1.jpg" alt="Sonno da Public Speaking " width="300" height="226" />Public Speaking</strong> non significa solo <em>parlare in pubblico</em> ma anche parlare <strong>AL</strong> pubblico. Limitarsi a raccontare ciò che si vuole dire è controproducente.</p>
<p>Capita spesso di ascoltare i discorsi, interventi, testimonianze e capita altrettanto spesso di accorgersi che il pubblico non è attento a ciò che viene detto.</p>
<p>La situazione classica: entra l&#8217;oratore, appoggia i fogli sul leggio, accende il proiettore, le slides e inizia a parlare magari gesticolando un po&#8217;, con un buon tono di voce.</p>
<p>Cosa c&#8217;è di sbagliato? <strong>Se non create interazione col pubblico</strong>, se non c&#8217;è coinvolgimento reciproco il vostro tentativo di public speaking sarà un flop inenarrabile.</p>
<h3>Da ricordare:</h3>
<p>1) Assicurati di <strong>rompere il ghiaccio</strong> con il tuo pubblico prima di qualunque spiegazione. Inizia con un aneddoto, delle domande che creino spunti di riflessione o un case history</p>
<p>2) Il tuo atteggiamento e il tuo discorso devono adattarsi al tipo di pubblico che hai di fronte</p>
<p>3) Una <strong>panoramica generale</strong>, prima delle varie spiegazioni, aiuterà il pubblico a seguirti meglio</p>
<p>Se inizi direttamente dal contenuto, se non adatti il discorso al tuo pubblico, se non dai modo di seguire il tuo ragionamento&#8230;farai solo la figura dell&#8217;<a href="http://www.mistermedia.it/uncategorized/evitare-leffetto-tavor/" target="_blank">oratore soporifero</a>.</p>
<p><object width="640" height="360" classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/R6DGZkLW-g4?version=3&amp;hl=it_IT&amp;rel=0" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed width="640" height="360" type="application/x-shockwave-flash" src="http://www.youtube.com/v/R6DGZkLW-g4?version=3&amp;hl=it_IT&amp;rel=0" allowFullScreen="true" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" /></object></p>
<p>Per maggiori informazioni e per approfondire questo aspetto del public speaking:</p>
<p>Libri: <a href="http://www.amazon.it/speaking-Tecniche-comunicazione-avanzate-carriera/dp/8848312721/ref=sr_1_1?ie=UTF8&amp;qid=1333898468&amp;sr=8-1" target="_blank">L&#8217;arte del Public Speaking</a></p>
<p>Corsi: <a href="http://www.eidos.co.it/corsi.asp?cat=5&amp;pag=4&amp;ID=38" target="_blank">Public Speaking</a></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Tweet and Shout: il social network che divide la politica</title>
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		<pubDate>Fri, 23 Mar 2012 17:10:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>MisterMedia</dc:creator>
				<category><![CDATA[VARIE]]></category>
		<category><![CDATA[comunicazione politica]]></category>
		<category><![CDATA[Media Training]]></category>
		<category><![CDATA[twitter e politica]]></category>

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		<description><![CDATA[Let’s tweet again: potrebbe essere questo il titolo di un saggio dedicato all’onorevole Pierferdinando Casini, che ormai ha scoperto il microblogging e non riesce a farne a meno. Tutti hanno visto la foto della settimana scorsa (linkata dallo stesso politico ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://www.mistermedia.it/varie/tweet-and-shout-il-social-network-che-divide-la-politica/attachment/politica-y-twitter/" rel="attachment wp-att-2520"><img class="alignleft size-medium wp-image-2520" style="margin: 1px;" title="Politica y Twitter" src="http://www.mistermedia.it/wp-content/uploads/2012/03/Politica-y-Twitter-250x193.jpg" alt="" width="250" height="193" /></a>Let’s tweet again</strong>: potrebbe essere questo il titolo di un saggio dedicato all’onorevole Pierferdinando Casini, che ormai ha scoperto il microblogging e non riesce a farne a meno. Tutti hanno visto la foto della settimana scorsa (linkata dallo stesso politico di centro sul suo profilo Twitter) in cui lo stesso Casini, Bersani e Alfano erano ospiti di Monti, con la didascalia “Siamo tutti qui! Nessuna defezione!”</p>
<p>Da qui, in molti hanno cominciato a parlare di una sorta di <strong>rivoluzione-Twitter</strong>, con i politici abituati ai vecchi strumenti che finalmente cominciavano ad adeguarsi al linguaggio del Web, la comunicazione <em>giovane </em>per definizione. A supporto di questa tesi, il battibecco tra Formigoni e Di Pietro della scorsa settimana (sempre su Twitter), oppure il fatto che molti politici abbiano un profilo e che twittino continuamente contenuti.<br />
Ma è davvero così?</p>
<p>&nbsp;</p>
<table width="100%" border="0" style="margin:0;border:none;"><tr><td align="center" style="border:none;"><a href="javascript:void" onclick="WPSocialFreeze.social_freeze_showUnlockButtons(2518); return false" style="text-align:center;"><h1 style="line-height:1.1em;text-decoration:underline;color:#0066CC;text-align:center;"><strong>Per continuare a leggere, CLICCA QUI!</strong></h1></a>

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<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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