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	<description>Media Training e Public Speaking</description>
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		<title>Media training: la preparazione al salotto televisivo</title>
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		<pubDate>Thu, 23 May 2013 13:54:38 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[l salotto televisivo, soprattutto quando si parla di comunicazione politica, è il luogo per eccellenza del  sentimento e del fervore. Ci sono però delle situazioni in cui è opportuno prepararsi in maniera ponderata, in modo da gestire in maniera organica e completa la situazione]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-3942" alt="media training" src="http://www.mistermedia.it/wp-content/uploads/2013/05/salotto-225x155.jpg" width="225" height="155" />Il <strong>salotto televisivo</strong>, soprattutto quando si parla di comunicazione politica, è il luogo per eccellenza del  sentimento e del fervore. Ci sono però delle situazioni in cui è opportuno prepararsi in maniera ponderata, in modo da gestire in maniera organica e completa la situazione.</p>
<p>Qualcuno direbbe che  <strong>in un <a href="http://www.mistermedia.it/parlamenti/comunicazione-politica-i-diversi-volti-del-salotto-televisivo/">salotto televisivo</a> che tratti di politica</strong> possa essere normale vedere il contesto andare un po’ fuori controllo, viaggiare su quei binari di imprevedibilità che rendono una discussione accesa molto più coinvolgente. Non sempre questi aspetti rientrano però in una gestione performante della propria presenza in un talk show, e il <i>media training</i> diviene così il miglior “antidoto” per tenere in equilibrio gli elementi che rendono d’impatto l’intervento di un politico in un programma televisivo. Nelle prossime righe cercheremo di dare alcuni consigli dedicati a chi intende costruire una strategia di comunicazione politica efficace, passando anche per quel mezzo ancora molto centrale che è la televisione.</p>
<p>• C’è gaffe e gaffe: <strong>la gaffe televisiva è un classico</strong>, anche in contesti come i salotti di dibattito politico. Ci sono però episodi che rimangono impressi in maniera molto più profonda, e che sono spesso connessi con la mancanza di preparazione su uno specifico argomento. Gaffe di questo tipo (molti magari ricorderanno quella di <a rel="nofollow" href="http://www.youtube.com/watch?v=qu5vurL3X78"><span style="text-decoration: underline;">Daniela Santanchè</span></a>, che scambiò la bandiera di una ong per quella di Hamas) possono segnare in maniera profonda la sfera percettiva dell’utenza.</p>
<p>Uno scivolone relativo ai dettagli di un argomento al centro di una discussione può far passare diversi messaggi, che vanno dalla poca preparazione, all’incapacità di reggere emotivamente la scena televisiva, magari in un contesto di difficoltà per via della presenza di persone con opinioni molto differenti.</p>
<p>Un passo fondamentale per evitare queste situazioni è un momento di rassegna stampa che metta il politico nelle condizioni di affrontare il maggior numero di questioni, anche relative a particolari apparentemente poco significativi.</p>
<p>• La forza dell’effetto tappezzeria: si può apparire poco al centro dell’attenzione a una festa, ma anche in un salotto televisivo. In tantissimi casi  il <strong>focus dell’attenzione è concentrato su due o tre protagonisti</strong> (il palco di <a rel="nofollow" href="http://www.serviziopubblico.it/"><span style="text-decoration: underline;">Santoro</span></a>, soprattutto ad AnnoZero, è stato decisamente improntato su questa impostazione), spesso al centro di un caso particolarmente rilevante.</p>
<p>Non sempre a tutti gli invitati viene dato il medesimo spazio, e spesso per il naturale evolversi della conversazione. Chi viene invitato a un salotto televisivo ed è consapevole di non essere in una situazione del genere deve prepararsi ancora meglio sull’argomento, in modo da rendere i propri brevi interventi ancora più incisivi, e da far passare l’idea di una persona capace di orchestrare la forza del proprio brand anche in situazioni di mancanza di equilibrio.</p>
<p><a href="http://www.mistermedia.it/parlamenti/media-training-politico-in-tv-si-parla-alla-pancia/"><span style="text-decoration: underline;">Il politico che va in tv parla alla pancia</span></a>, alle corde più emotive e istintuali dell’utente. Vi sono però numerose sfaccettature di questo assunto, che possono essere gestite attraverso un <strong>media training puntuale, che “giochi” anche un po’ con l’atmosfera del salotto televisivo</strong>, veicolando l’immagine di una figura in grado di governare la nave della comunicazione anche nei contesti apparentemente più tesi e difficili.</p>
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		<title>Public speaking: l’universo delle mani</title>
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		<pubDate>Wed, 22 May 2013 10:43:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>MisterMedia</dc:creator>
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		<description><![CDATA[l public speaking è un ambito della comunicazione ricco di elementi molto interessanti, dove è fondamentale studiare bene per riuscire a portare davanti all’utenza un risultato che brilli per equilibrio. Tra gli elementi che compongono una strategia di public speaking efficace non possiamo non ricordare l’uso delle mani]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-3916" alt="public speaking" src="http://www.mistermedia.it/wp-content/uploads/2013/05/platea-225x155.jpg" width="225" height="155" />Il <i>public speaking</i> è un ambito della comunicazione ricco di elementi molto interessant</strong>i, dove è fondamentale studiare bene per riuscire a portare davanti all’utenza un risultato che brilli per equilibrio. Tra gli elementi che compongono una strategia di <u>public speaking</u> efficace non possiamo non ricordare l’uso delle <i>mani</i>.</p>
<p><strong>Dalle mani passa tantissimo di quella che è la carica interazionale tra oratore e utenza</strong>, e ci sono, ovviamente, alcuni piccoli consigli che può essere utile seguire per mettere a punto un risultato performante e in grado di incidere in maniera duratura sull’attenzione dell’uditorio.</p>
<p>•<strong> Dalle mani passa l’emozione</strong>: si tratta di una frase che può sembrare banale, ma che invece esemplifica moltissimo quella che è la differenza tra diversi argomenti durante un discorso in pubblico. Molti pensano che utilizzare molto le <u>mani</u> rappresenti una modalità espressiva per fissare l’attenzione dell’utenza. Tutto questo è vero, ma va considerato in maniera molto ponderata il tema sul quale si vuole portare il focus.</p>
<p>Se si sta parlando di dati numerici,<strong> ricorrere in maniera ridondante ai gesti delle mani può essere controproducente</strong>. Non solo si tratterebbe di una modalità di approccio capace di inficiare in maniera forte la tenuta dell’attenzione, ma rappresenterebbe anche un gesto capace anche di conferire un tono un po’ parodiale a un discorso scientifico, dove i dati riescono a parlare quasi da soli nella loro efficacia numerica.</p>
<p>• <strong>Sinergia tra mani e voce</strong>: quando l’argomento si sposta su temi decisamente più caratterizzati da forza emotiva, il ruolo delle mani si fa centrale, come anche la creatività dell’oratore, che può decidere fino a che punto portare l’interazione con il pubblico.</p>
<p>Una sinergia fondamentale di cui tenere conto quando si decide di introdurre la gestualità delle mani in una strategia di public speaking è quella con la voce. <strong>Sincronizzare l’intensità della gestualità con quella dell’emissione vocale</strong> è una scelta estremamente coraggiosa, dal momento che mette il discorso pubblico su un piano teatrale, ossia in un contesto in cui può diventare molto difficile gestire il complesso equilibrio tra qualità dei contenuti ed efficacia del <a href="http://www.mistermedia.it/pillole/cosa-si-cela-dietro-una-stretta-di-mano/"><span style="text-decoration: underline;">linguaggio non verbale.</span></a></p>
<p>Si tratta però anche di una scelta molto complessa, dal momento che chiama in causa una <strong>capacità teatrale estremamente alta</strong>. Ci sono anche i momenti giusti per utilizzare questa strategia, ed è necessario cercarli in maniera attenta, onde evitare di incorrere in errori in grado di segnare una carriera politica o manageriale.</p>
<p>Quali sono le occasioni migliori per creare una sinergia tra teatralità dei gesti delle mani e modulazione del tono della voce?</p>
<p><strong>A livello di public speaking politico</strong> questa scelta stilistica può essere adottata in occasioni di interazione con un’utenza già fidelizzata. In questo modo è più facile consolidare i concetti che sono già stati ricevuti e in parte metabolizzati, oltre che evitare scivoloni che mettano il contenuto in secondo piano rispetto al personaggio.</p>
<p><strong>Il modo di <a rel="nofollow" href="https://www.facebook.com/permalink.php?story_fbid=482107418525633&amp;id=128730320530013">utilizzare le mani</a> è una spia molto importante della maestria di un oratore</strong>, e, soprattutto, del modo in cui decide di considerare il suo pubblico.</p>
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		<title>Media training: i volti dell’intervista</title>
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		<pubDate>Tue, 21 May 2013 15:22:11 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Le elezioni ormai alle porte porteranno al centro dell’attenzione diverse figure che faranno il loro esordio sulla scena politica. Si tratterà sicuramente di una vetrina molto interessante dal punto di vista della gestione delle strategie di comunicazione, ma anche da quello della confidenza con il media training. Ci sono degli aspetti che ne rappresentano la base, e che devono essere [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-3907" alt="media training" src="http://www.mistermedia.it/wp-content/uploads/2013/05/intervistaII.jpg" width="275" height="183" />Le <a href="http://www.mistermedia.it/memorabili/media-training-consigli-per-le-prossime-elezioni-amministrative/">elezioni</a> ormai alle porte porteranno al centro dell’attenzione diverse figure che faranno il loro esordio sulla scena politica. Si tratterà sicuramente di una vetrina molto interessante dal punto di vista della <b>gestione delle strategie di comunicazione</b>, ma anche da quello della confidenza con il <b>media training</b>.</p>
<p>Ci sono degli aspetti che ne rappresentano la base, e che devono essere coltivati con pazienza, al fine di rendere la figura politica capace di affrontare le più disparate situazioni. <b>Uno di questi aspetti fondamentali è l’intervista</b>. Si tratta di un mezzo mediatico che, più di altri, in questi anni di cambiamenti ha visto nascere numerose sfaccettature, con conseguente segmentazione dei pubblici.</p>
<p>In che modo un politico può prepararsi ad affrontare le diverse impostazioni di intervista? Prima di tutto considerando il mezzo che le veicola, il miglior elemento per comprendere le richieste del pubblico.</p>
<ul>
<li><strong>Intervista a un quotidiano</strong><b>:</b> qualunque sia la modalità con cui viene letto,<b> è un momento di interazione approfondita con la figura del politico</b>. La lettura del quotidiano viene vista in gran parte dei casi come un’occasione di andare più a fondo nelle informazioni che si trovano sul web, grazie alla forza di alcune firme.</li>
</ul>
<p>Il lettore che legge l’intervista a un politico su un quotidiano vuole avere una visione organica e completa di un particolare argomento. Nel caso di un’intervista su un quotidiano generalista, una strategia performante può essere quella di prepararsi in maniera perfetta su uno specifico tema, in modo da attirare l’attenzione del lettore desideroso di contenuti di qualità, riuscendo nel medesimo tempo a caratterizzare in maniera profonda e definita l’interazione con il media.</p>
<ul>
<li><strong>Intervista a un magazine</strong>: l’intervista a un magazine, web o cartaceo che sia, può essere una modalità molto interessante per veicolare l’immagine di una figura politica più vicina al lettore, in grado di capire i suoi problemi, oltre che di esprimere commenti e punti di vista sui medesimi temi.</li>
</ul>
<p><b>Il pubblico di un magazine cerca soprattutto intrattenimento di qualità</b>, attraverso uno sguardo meno ufficiale ma comunque molto approfondito. Scegliere di rilasciare un’intervista a un magazine non significa svuotare di autorevolezza la propria figura politica, ma completarne i tratti, attraverso l’interazione con un mezzo mediatico che, in questi ultimi anni di esplosione quantitativa di contenuti, sta diventando un interessantissimo palcoscenico di tendenze.</p>
<ul>
<li><strong>Intervista radio</strong>: l’intervista radio è uno dei principali palcoscenici di concisione nel mondo della comunicazione. Dal momento che la voce rappresenta l’unico veicolo di interazione tra l’intervistato e il suo pubblico, chi decide di utilizzare la radio come elemento strategico nella costruzione della propria strategia di comunicazione politica deve ponderare in maniera molto organizzata i contenuti.</li>
</ul>
<p>L’attenzione dell’utente davanti a un flusso di comunicazione unicamente vocale è soggetta a sbalzi molto forti, e chi eroga contenuti deve tenere conto di questo aspetto, in modo da <b>evitare qualsiasi ridondanza comunicativa</b>, e da rendere il momento dell’intervista un’occasione di interazione pulita e scorrevole. Come dire: <strong>risposte brevi, messaggi chiari</strong>.</p>
<p>Molte cose sono cambiate e cambieranno ancora nella comunicazione politica, ma l’intervista rappresenta un punto di riferimento fondamentale, oltre che un universo dove il <i>media training</i> riesce a registrare il maggior numero di successi, esprimendosi in tutta la sua efficacia.</p>
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		<title>Public speaking: quando l’abito fa il monaco</title>
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		<pubDate>Mon, 20 May 2013 11:02:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>MisterMedia</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Nel  public speaking ci sono degli esempi illustri che continuano a rappresentare dei punti di riferimento per chiunque voglia conquistare il pubblico in maniera duratura e profonda, imprimendo una traccia praticamente definitiva nella mente di chi ascolta. Ci sono esempi illustri e inarrivabili, che riescono e sono riusciti a uscire da uno schema di regole valido per gli oratori sì [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-3885" alt="public speaking" src="http://www.mistermedia.it/wp-content/uploads/2013/05/publicspeaking-225x155.gif" width="225" height="155" />Nel  <strong>public speaking</strong> ci sono degli esempi illustri che continuano a rappresentare dei punti di riferimento per chiunque voglia conquistare il pubblico in maniera duratura e profonda, imprimendo una traccia praticamente definitiva nella mente di chi ascolta. Ci sono esempi illustri e inarrivabili, che riescono e sono riusciti a uscire da uno schema di regole valido per gli oratori sì bravi, ma pur sempre fuori da qualsiasi connotazione di straordinarietà.<br />
Il protagonista di una di queste case history travolgenti è senza dubbio <strong><a href="www.mistermedia.it/pillole/public-speaking-la-narrazione-alla-steve-jobs/"><i>Steve Jobs</i></a>, che ha rivoluzionato il modo di pensare al detto “l’abito non fa il monaco” nell’ambito del <i>public speaking</i></strong>.</p>
<h3><strong>L’abito fa il monaco: il look come simbolo aziendale</strong></h3>
<p><strong>I keynote di Steve Jobs sono noti per via del medesimo abbigliamento indossato ogni volta dall’uomo simbolo della casa di Cupertino</strong>. Nel caso dei discorsi relativi alla presentazione dei prodotti <a rel="nofollow" href="http://www.apple.com/it/">Apple</a>, si può a ragione affermare che l’abito  faccia parte in maniera indissolubile dell’identità della marca, e di tutto quello che attorno ad essa ruota. <strong>Il genio di Steve Jobs</strong> è sicuramente un traguardo difficile da raggiungere, anche perché si tratta di un precedente che ha introdotto nella vita quotidiana un prodotto rivoluzionario come lo smartphone.</p>
<p>Come può un imprenditore introdurre in maniera potente<strong> il ruolo dell’abbigliamento nell’universo del public speaking</strong>, rendendo il modo di vestire un simbolo della realtà che porta avanti? Ci sono diversi consigli dai quali si può partire, ricordandosi sempre che comunicazione e caratteristiche del prodotto hanno in questo caso una sinergia ancora più forte.</p>
<p><strong>• La percezione del prodotto</strong>: per rendere l’abbigliamento un simbolo della realtà aziendale e dei momenti di <u>public speaking</u>, l’imprenditore e il comunicatore che hanno intenzione di rivoluzionare l’approccio con l’uditorio devono studiare in maniera profonda quella che è la percezione del prodotto da parte del pubblico. Per riuscire a centrare l’obiettivo, il prodotto deve far parte a livello di valutazione da parte del pubblico del top di gamma. Una volta ottenuto questo livello di autorevolezza, è possibile lavorare con la forza di uno scarto che permetta di muoversi in maniera creativa senza apparire ridondanti o fuori tema.</p>
<p><strong>• Il linguaggio del corpo</strong>: il linguaggio del corpo è fondamentale quando si decide di conferire all’abbigliamento dell’oratore una centralità fissa e parte dell’identità di brand. Il modo in cui viene utilizzato il corpo durante un discorso in pubblico rappresenta un biglietto da visita insostituibile. Per riuscire a raggiungere l’obiettivo di cui abbiamo parlato prima è opportuno <strong>bandire qualsiasi elemento di ridondanza</strong>, e studiare i movimenti in modo da conferire significati potenti anche a un gesto molto semplice.</p>
<h3><strong>L’abito fa il monaco: più vicini al proprio pubblico</strong></h3>
<p><strong></strong><strong>L’abito “fa il monaco” in <a href="www.mistermedia.it/memorabili/media-training-come-vestirsi-per-la-tv-o-un-discorso-in-pubblico/">public speaking</a></strong>, e un equilibrio come quello che abbiamo illustrato prima, legato alla forza del prodotto e alle abilità dell’oratore, rappresenta davvero uno dei modi migliori per<strong> rendere “evento” ogni discorso</strong>, e per avvicinarsi sempre di più all’attenzione del pubblico, raggiungendo un modello di immediatezza in grado di far passare il prodotto come indispensabile.</p>
<p>Tutto questo non va improvvisato, in quanto si rischierebbe di scadere in una situazione  parodiale.  <strong>Il public speaking è un elemento fondamentale della strategia aziendale</strong>, e solo uno sguardo globale può aiutare a far diventare gli aspetti che lo contraddistinguono delle frecce efficaci all’arco di un brand.</p>
<p><iframe src="http://www.youtube.com/embed/P4-C5aZKI_o?rel=0" height="360" width="640" allowfullscreen="" frameborder="0"></iframe></p>
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		<title>Media training: la politica estera come vetrina di comunicazione</title>
		<link>http://www.mistermedia.it/parlamenti/media-training-la-politica-estera-come-vetrina-di-comunicazione/</link>
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		<pubDate>Sun, 19 May 2013 14:51:31 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[La politica estera è un terreno ormai fondamentale per definire la strategia di comunicazione di una specifica figura, o di tutta la formazione che vi ruota attorno. Soprattutto  in questi anni, l’ambito è diventato di assoluta centralità nella costruzione di un’identità culturale, ma anche nell’influenza sull’universo percettivo dell’utenza. Si possono trarre numerosi spunti dagli avvenimenti recenti connessi alla politica estera, [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img title="" class="alignleft size-medium wp-image-3873" alt="media training" src="http://www.mistermedia.it/wp-content/uploads/2013/05/politicaesteraI-250x146.jpg" width="250" height="146" />La <b>politica estera</b> è un terreno ormai fondamentale per definire la strategia di comunicazione di una specifica figura, o di tutta la formazione che vi ruota attorno. Soprattutto  in questi anni, l’ambito è diventato di assoluta centralità nella costruzione di un’identità culturale, ma anche nell’influenza sull’universo percettivo dell’utenza. Si possono trarre numerosi spunti dagli avvenimenti recenti connessi alla politica estera, e, ovviamente, diversi consigli interessanti parlando di media training.</p>
<ul>
<li><strong>Politica estera e comunicazione interna</strong>: un caso molto interessante che abbiamo avuto da poco la possibilità di osservare è quello dei primi passi in politica estera di <a rel="nofollow" href="http://www.enricoletta.it">Enrico Letta</a>. Nei suoi primi incontri con i leader europei, il Presidente del Consiglio ha mantenuto una <b>linea di assoluta aderenza con la comunicazione interna</b>.</li>
</ul>
<p>Lavorando in questo modo, è possibile mettere a punto una strategia non solo caratterizzata da un alto livello di coerenza, ma anche molto organica a livello di percezione.</p>
<p>L’utenza riesce così a diventare il polo finale di una tattica di comunicazione senza particolari scarti, dove ogni passo è strettamente funzionale al raggiungimento di uno specifico obiettivo.</p>
<ul>
<li><strong>Il filo sottile del carisma</strong>: un altro spunto molto interessante che è possibile ricavare dalla comunicazione in politica estera dell’attuale Presidente del Consiglio è legato al ruolo del carisma. <b>Ci sono contesti dove l’efficacia del messaggio di una figura politica passa anche dalla capacità di gestire il carisma in maniera ponderata</b>, senza lasciar passare l’idea di una strategia improntata unicamente al raggiungimento delle corde più emotive dell’utenza.</li>
</ul>
<p>In politica estera (o nelle relazioni con altre amministrazioni, quando ci si muove a livello locale) il <b>rischio di “marcare” il lavoro di comunicazione con un carisma ridondante</b> è molto forte. Il rischio è forte e le eventuali conseguenze sulla sfera percettiva possono far passare un’idea di eccessiva attenzione nei confronti della costruzione di un “personaggio”, a discapito di un lavoro pulito e organizzato sulle idee e sulla costruzione di relazioni.</p>
<p><img title="" class="alignright size-medium wp-image-3872" alt="German Chancellor Merkel welcomes Italian Prime Minister Letta outside the Chancellery in Berlin" src="http://www.mistermedia.it/wp-content/uploads/2013/05/lettamerkel-250x104.jpg" width="250" height="104" />Sono diversi i consigli che si possono ricavare dai primi passi di politica estera di Enrico Letta. Ovviamente il modello è maggiormente applicabile a livello macro, ma anche la politica locale può trarre spunti interessanti da una strategia di comunicazione, che merita davvero di essere approfondita a livello analitico.</p>
<p>Il <strong>lavoro tattico</strong> che è stato concretizzato in queste prime settimane di esecutivo Letta rappresenta un mix di assoluta rilevanza tra approfondimento del ruolo di una sobrietà fisica e interazionale ed enfasi sull’importanza di una coerenza che vada al di là della mera esposizione del momento, ma che si impegni a rappresentare un esempio di continuità.</p>
<p>Ovviamente il <a href="http://www.mistermedia.it/uncategorized/media-training-la-comunicazione-di-servizio-di-enrico-letta/">media training</a> si inserisce in maniera profonda in tale quadro, dal momento che un gioco di equilibri come quello che abbiamo presentato non può prescindere da un <b>rapporto chiaro e scientifico con i meccanismi che regolano i diversi tipi di media</b>.</p>
<p>I risultati della comunicazione legata alla politica estera di Enrico Letta stanno suscitando riscontri positivi a livello di reazione mediatica: senza dubbio si tratta di un’impostazione di rottura, che farà parlare ancora molto chiunque abbia voglia di vivere a 360° il mondo della comunicazione istituzionale, imparando da ogni novità.</p>
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		<title>Media Training: consigli per le prossime elezioni amministrative</title>
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		<pubDate>Sat, 18 May 2013 09:20:41 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Media]]></category>
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		<description><![CDATA[Tra pochi giorni si terranno le elezioni amministrative in diversi piccoli e grandi comuni. Questi ultimi mesi hanno portato degli spunti di riflessione di grandissimo interesse nell’ambito della comunicazione politica e del media training. Di quest’ultimo aspetto si avverte una grandissima mancanza in numerose situazioni, e la politica locale è senza dubbio un terreno di assoluta rilevanza, dove il media [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img title="" class="alignleft size-full wp-image-3866" alt="media training" src="http://www.mistermedia.it/wp-content/uploads/2013/05/mtraining.jpg" width="248" height="204" />Tra pochi giorni si terranno le <b>elezioni amministrative</b> in diversi piccoli e grandi comuni. Questi ultimi mesi hanno portato degli spunti di riflessione di grandissimo interesse nell’ambito della <b>comunicazione politica e del media training.</b> Di quest’ultimo aspetto si avverte una grandissima mancanza in numerose situazioni, e la politica locale è senza dubbio un terreno di assoluta rilevanza, dove il media training può essere fonte di cambiamenti molto interessanti.</p>
<p>Soprattutto in un periodo come quello che stiamo attraversando, è molto potente lo scarto percettivo riguardante la politica locale rispetto a quella nazionale. Nelle realtà più piccole, chi si occupa di amministrare il territorio ha chiaramente attorno un clamore mediatico molto diverso, ma questo non è una giustificazione per trascurare un <b>percorso di media training.</b></p>
<p><b>In che modo può rivelarsi utile a un politico locale?</b> Quali sono le prospettive di crescita e miglioramento che possono essere applicate anche in situazioni di piccola scala? Vediamo assieme nelle prossime righe alcuni spunti di riflessione.</p>
<ul>
<li><strong>Ascolto proattivo</strong>: in molti contesti politici locali, capita che chi si trova a coprire una carica amministrativa provenga da altre esperienze professionali, oppure che non abbia ancora iniziato un percorso nel mondo del lavoro. In una situazione come questa, l’indubbia utilità del media training può portare ad attuare un’operazione di ascolto dell’utenza che non si limiti a una mera propaganda elettorale o a una raccolta di istanze, ma che sia da subito un momento di scambio di idee e di soluzioni, nate dalla forza della conoscenza di tutti i meccanismi che possono portare a un cambiamento concreto e immediato.</li>
<li><strong>Non vale il “purché se ne parli”</strong>: in molti casi, soprattutto a livello locale dove i problemi di reperimento fondi finanziari possono essere decisamente ostici, il provvedimento più “forte” a livello di portata mediatica non è sempre il più vantaggioso per la comunità.</li>
</ul>
<p><b>Il politico locale digiuno di media training</b> può infatti vedere in un provvedimento di rottura la strada migliore per iniziare il proprio percorso, così da lasciare un segno importante nel suo curriculum e nella storia dell’amministrazione di cui fa parte.</p>
<p>A livello locale diventa ancor più fondamentale approcciarsi in maniera ponderata all’attenzione mediatica, in modo da non creare, a livello percettivo, un senso di volontà di appoggio alla forza di un’unica idea, capace di essere protagonista ridondante a discapito di un quadro che deve essere più completo.</p>
<ul>
<li><b>Il media training come cultura dell’interazione:</b> molti politici locali provengono dalla vita dei circoli, luoghi di fondamentale importanza per la costruzione della passione nei confronti dei problemi istituzionali. In questi casi di necessario superamento di una fase iniziale , <b>il media training si inserisce e ha rilevanza grazie a una delle sue più chiare caratteristiche, ovvero la capacità di creare una cultura dell’interazione organica.</b></li>
</ul>
<p>Si tratta di un aspetto che può sembrare banale, ma che non lo è affatto se si pensa all’<strong>incapacità che molte figure hanno di tenere la scena</strong> non solo in un <a href="http://www.mistermedia.it/memorabili/media-training-come-vestirsi-per-la-tv-o-un-discorso-in-pubblico/">programma televisivo</a>, ma anche in un semplice comizio in una scuola o in un teatro.</p>
<p>Con il web 2.0 certe situazioni sono anche oggetto di un <a rel="nofollow" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Word_of_mouth" target="_blank">WOM</a> di grandi dimensioni, rischiando di creare una vena parodiale attorno alla figura politica, piuttosto che un dibattito costruttivo sulle sue idee e i suoi progetti.</p>
<p>Parliamo quindi di <b>media training puro</b>, delle basi della disciplina, che sono però di assoluta centralità quando si tratta di fare un salto di qualità nella creazione dell’immagine di una figura politica o di un’intera formazione.</p>
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		<title>Comunicazione di crisi: quando arrivano problemi giudiziari</title>
		<link>http://www.mistermedia.it/parlamenti/comunicazione-di-crisi-quando-arrivano-problemi-giudiziari/</link>
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		<pubDate>Fri, 17 May 2013 13:44:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>MisterMedia</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il rapporto tra politica e questioni giudiziarie è un ambito estremamente delicato, ma anche molto interessante dal punto di vista della gestione della comunicazione. Ci sono ovviamente dei temi che è molto difficile trattare, ma è possibile comunque partire con un’analisi di quelli che possono essere alcuni consigli pratici da mettere in atto in una circostanza davvero particolare per la [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img title="" class="alignleft size-medium wp-image-3838" alt="comunicazione di crisi" src="http://www.mistermedia.it/wp-content/uploads/2013/05/bilancia-235x250.jpg" width="235" height="250" />Il <b>rapporto tra politica e questioni giudiziarie</b> è un ambito estremamente delicato, ma anche molto interessante dal punto di vista della <b>gestione della comunicazione</b>. Ci sono ovviamente dei temi che è molto difficile trattare, ma è possibile comunque partire con un’analisi di quelli che possono essere alcuni consigli pratici da mettere in atto in una circostanza davvero particolare per la brand reputation di una figura politica, che può vedere completamente scardinata un’intera strategia di comunicazione, oltre alla carriera.</p>
<ul>
<li>Il ruolo dei social: la comunicazione sui social è un’arma a doppio taglio. In caso di coinvolgimento giudiziario di una figura politica può essere consigliabile non utilizzarli, onde evitare di innescare un WOM incontrollabile, in molti casi in grado di distorcere in maniera profonda la verità dei fatti.</li>
</ul>
<p>Anche per via del livello di percezione psicologica da parte dell’utente <b>può non essere vantaggioso comunicare un problema giudiziario tramite social network</b>, dal momento che, nonostante la pervasività del mezzo, risulta molto difficile guadagnare quell’attenzione necessaria all’importanza del messaggio.</p>
<p>L’utente che naviga su internet magari ha a che fare con diverse pagine nel medesimo momento, e non è in grado, pur volendolo, di concentrarsi in maniera esclusiva su un unico argomento.</p>
<ul>
<li>La conferenza stampa: in un universo di comunicazione che viaggia sul web 2.0, <b>la conferenza stampa può essere un mezzo di grande potenza quando si deve affrontare un momento di crisi politica, soprattutto connesso a questioni giudiziarie</b>.</li>
</ul>
<p>In casi delicati come questo, vale ancora l’efficacia di un mondo percettivo che vede tale modalità di comunicazione come un momento di forte ufficialità, dove la figura politica ha modo di esprimere in maniera compiuta quello che è il suo punto di vista.</p>
<p>Ci si muove chiaramente da quello che è uno scarto tra due diversi piani, che, in alcune circostanze, viaggiano in maniera assolutamente parallela, guardandosi ma senza incontrarsi mai. Quando si parla di questioni delicate come la giustizia, <b>il web rischia di diventare un contesto in grado di inficiare il livello di autorevolezza della comunicazione</b>, soprattutto a causa dell’overload informativo che arriva all’utente, molte volte in difficoltà quando si tratta di distinguere tra diverse informazioni.</p>
<ul>
<li>Il palcoscenico televisivo: quando si deve affrontare una situazione di comunicazione di crisi dovuta a problemi giudiziari, <b>il palcoscenico televisivo è un contesto forse troppo carico di </b><a href="http://www.mistermedia.it/parlamenti/media-training-politico-in-tv-si-parla-alla-pancia/"><b>valenze emotive</b></a> per riuscire a veicolare un messaggio pulito e diretto.</li>
</ul>
<p>Durante un dibattito politico televisivo si innescano delle dinamiche che possono mettere a nudo numerose criticità; in una circostanza in cui la tensione è fin da subito non bassa, è possibile che passi il messaggio di una figura politica concentrata soprattutto sull’incontro con la sfera emozionale degli elettori, piuttosto che sulla chiarezza asciutta di una comunicazione istituzionale.</p>
<p>La comunicazione di crisi politica trova uno dei suoi momenti di massima espressione quando si tratta di affrontare un problema connesso con la giustizia.</p>
<p>Si tratta di un caso in cui è possibile <b>rielaborare il ruolo dei diversi media, e analizzare in maniera profonda i differenti pubblici</b> che questi raggiungono, per realizzare una strategia in grado di veicolare informazioni dirette ed esaurienti, facendo sì che la chiarezza della comunicazione sia un elemento forte per non perdere la base dell’elettorato.</p>
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		<title>Comunicazione politica: consigli per un blog efficace</title>
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		<pubDate>Thu, 16 May 2013 09:11:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>MisterMedia</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Quando si parla del ruolo del blog in comunicazione politica, viene subito in mente l’illustrissimo esempio che è il blog di Beppe Grillo. Analizzare il ruolo di questo spazio web nella definizione del cambiamento che ha portato alla nascita del M5S è estremamente complesso: nella case history vi è però un elemento fondamentale da non trascurare, ovvero l’importanza del blog [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img title="" class="alignleft size-full wp-image-3820" alt="comunicazione politica" src="http://www.mistermedia.it/wp-content/uploads/2013/05/blogI.jpg" width="275" height="183" />Quando si parla del <b>ruolo del blog in comunicazione politica</b>, viene subito in mente l’illustrissimo esempio che è il blog di <a rel="nofollow" href="http://www.beppegrillo.it">Beppe Grillo</a>. Analizzare il ruolo di questo spazio web nella definizione del cambiamento che ha portato alla nascita del M5S è estremamente complesso: nella case history vi è però un elemento fondamentale da non trascurare, ovvero l’importanza del blog in comunicazione politica, e la conseguente possibilità di marcare in maniera molto distintiva la propria strategia di approccio con l’elettore.</p>
<p><strong>Avere un blog</strong> è una scelta in grado di completare un quadro di comunicazione che ormai riesce difficilmente a prescindere dall’utilizzo dei canali social<b>,</b> e da un’interazione continua con l’utenza. Come deve essere il blog di una figura politica per essere efficace, per diventare uno spazio di ascolto riconosciuto, e per rappresentare un tratto distintivo di una strategia rispetto alle altre?</p>
<p>Nelle prossime vi daremo alcuni consigli in merito, che possono rappresentare un punto di partenza per  chi vuole rendere il proprio lavoro di comunicazione politica il più possibile completo, e, soprattutto, il più possibile inserito in maniera concreta nel contesto socio culturale che vede la figura politica in prima linea.</p>
<p><b>1) </b>Dopo i social: il mezzo del blog si è sviluppato e diffuso molto prima dell’avvento pervasivo dei social nella comunicazione consumer e istituzionale. Nell’attuale stato di cose, in cui le piattaforme di networking sono diventate, in certi casi, un luogo deputato quasi ad ufficio stampa, <b>il blog è un universo di approfondimento successivo all’approccio con l’universo social.</b></p>
<p>Il politico che decide di aprirne uno non deve mai dimenticare questa sinergia, e tenerla presente ogni volta che ha intenzione di sviluppare un argomento.</p>
<p>Di fondamentale importanza è soprattutto l’<strong>ascolto del pubblico sul social</strong>, che può diventare un importantissimo catalizzatore di idee, che nel blog hanno la possibilità di trovare un’espressione molto compiuta.</p>
<p><span style="font-size: 13px; line-height: 19px;"><strong>2)</strong> Oltre la propaganda: </span><b style="font-size: 13px; line-height: 19px;">il blog di una figura politica può rappresentare una vetrina su un punto di vista personale che va oltre la propaganda</b><span style="font-size: 13px; line-height: 19px;">. Senza perdere i suoi connotati di spazio web legato in maniera indissolubile a una strategia di brand awareness, un blog inserito in una strategia di comunicazione politica può essere un eccellente mezzo di analisi di questioni legate a uno specifico territorio.</span></p>
<p>Raccontare la storia e i problemi di una singola località è  una scelta di comunicazione in grado di veicolare messaggi estremamente puntuali, e di rendere chiaro quello che può essere stato il percorso che ha portato alla nascita di un’idea o di un progetto.</p>
<p><strong>3)</strong> <strong>Il blog non è un’agenzia stampa</strong>: proprio in luce di quanto fino ad ora affermato, può essere opportuno ricordare l’importanza di scrivere post lunghi e personalizzati, in modo che passi l’idea di un <b>blog che non sia la fotocopia di un’agenzia stampa</b>, con brevi lanci privi di qualsiasi personalizzazione, utili solo a chi vuole soddisfare un’esigenza legata al bisogno di informarsi in maniera rapida.</p>
<p>In un mondo della comunicazione che si muove tra <a href="http://www.mistermedia.it/parlamenti/comunicazione-politica-la-costruzione-di-una-video-gallery/">media digitali</a> con diverse caratteristiche è importante distinguere queste ultime, e mettere a punto in maniera scientifica una strategia in grado di raggiungere in maniera completa l’attenzione del pubblico.</p>
<p>In questo scenario <b>il blog si inserisce come palcoscenico di approfondimento di idee</b> e punti di vista, dove l’utente può ritrovare l’essenza di una politica concreta, e avere gli occhi aperti sul lavoro quotidiano messo in atto sul territorio.</p>
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		<title>Comunicazione politica: la costruzione di una video gallery</title>
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		<pubDate>Sat, 11 May 2013 09:58:56 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Tra gli elementi fondamentali che costituiscono l’ossatura della comunicazione di una figura politica sul web la video gallery ha un ruolo di assoluta rilevanza. Nell’ambito di una ridefinizione della forza del mezzo audiovisivo, diventato decisamente più pervasivo e accessibile grazie alla tecnologia 2.0, un politico che voglia comunicare in maniera efficace ed efficiente non può prescindere dall’attenzione nei confronti della [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img title="" class="alignleft size-medium wp-image-3812" alt="comunicazione politica" src="http://www.mistermedia.it/wp-content/uploads/2013/05/formigoni1-250x179.jpg" width="250" height="179" />Tra gli elementi fondamentali che costituiscono l’<b>ossatura della comunicazione di una figura politica sul web</b> la video gallery ha un ruolo di assoluta rilevanza. Nell’ambito di una ridefinizione della forza del mezzo audiovisivo, diventato decisamente più pervasivo e accessibile grazie alla tecnologia 2.0, un politico che voglia comunicare in maniera efficace ed efficiente non può prescindere dall’attenzione nei confronti della sua video gallery online.</p>
<p>Quali sono i trucchi migliori per riuscire ad avere un impatto positivo e duraturo sull’utenza, che viene ogni giorno investita da numerose informazioni riguardanti politica e altri argomenti, e molto spesso fa fatica a ricordare quelle che sono le caratteristiche distintive principali di un programma? Per voi arrivano ora cinque semplici consigli, che possono essere utili soprattutto a chi magari è ai primi passi di una carriera politica.</p>
<p><strong>1)</strong> Tra confidenzialità e parodia: molte volte si pensa che l’immediatezza del mezzo audiovisivo e il fatto che sia entrato nella quotidianità in maniera profonda lascino campo libero alla costruzione di una strategia di comunicazione basata sulla confidenzialità, sull’avvicinarsi ai gusti dell’utenza attraverso la riproposizione di situazioni a loro molto vicine.</p>
<p>Questa scelta può non essere sempre vantaggiosa, come è possibile vedere dalla case history della video gallery di <a rel="nofollow" href="http://www.formigoni.it">Roberto Formigoni</a>, diventata famosa a livello mediatico e di <a rel="nofollow" href="http://womseo.com/wom-il-bello-del-passaparola-2-0/">WOM</a> più per i contenuti tra il divertente e il parodico che per l’effettivo contenuto a livello programmatico.</p>
<p>Sul web vale senza dubbio la regola del “purché se ne parli”, ma quando si tratta di comunicazione politica e di controllo dei contenuti il WOM è un arma a doppio taglio, in grado di inficiare profondamente l’efficacia di un messaggio.</p>
<p><strong>2)</strong> Contestualizzare il messaggio: <b>il politico è, nella maggior parte dei casi, legato alla storia di un luogo.</b> Una video gallery di impatto deve contenere dei riferimenti che parlino di esso, e che siano chiaramente collegabili alle idee del programma.</p>
<p><strong>3)</strong> L’abbigliamento: <b>quando si decide di mettere a punto una video gallery web è opportuno pensare anche alla gestione dell’abbigliamento della figura politic</b>a protagonista della strategia di comunicazione. Un personaggio istituzionale porta nella vita politica anche quella che è la sua storia precedente, il suo percorso professionale, ed è fondamentale non stravolgere tutto questo.</p>
<p>Il modo in cui ci si veste parla tantissimo, e il fatto di stravolgere il codice legato a uno specifico universo culturale può rappresentare una strategia non efficace in quello che è un lavoro di comunicazione politica, che rischierebbe di non sortire il suo effetto per via della creazione di un disorientamento nell’utenza.</p>
<p><strong>4)</strong> Tra passato, presente e futuro: in una video gallery che illustri in maniera efficace la figura di un politico e il suo programma è opportuno operare un equilibrio tra il passato, il presente e il futuro. <b>Inserire dei video che parlino unicamente di quanto è già stato realizzato è un modo per distogliere l’attenzione da quello che deve essere l’elemento fondamentale dell’intera strategi</b>a, ossia il programma.</p>
<p><strong>5)</strong> Linguaggio tecnico: <b>in una video gallery online il linguaggio eccessivamente tecnico non paga</b>. Anche nel caso di un utente che si dedica con attenzione alla visione di un video sul web, gli stimoli esterni sono comunque numerosi (quasi tutti tengono aperte più pagine internet contemporaneamente), e utilizzare un linguaggio diretto, chiaro ed esauriente è il miglior modo per riuscire a catturare l’attenzione di chi, navigando, vuole farsi un’idea chiara della personalità e delle idee di un politico.</p>
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		<title>Comunicazione politica: la gestione della vita privata</title>
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		<pubDate>Fri, 10 May 2013 14:36:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>MisterMedia</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Gli ultimi anni hanno visto la comunicazione politica concentrarsi in maniera molto particolare sull’orizzonte di gestione delle informazioni riguardanti la vita privata della figura istituzionale. Si tratta di un ambito tanto delicato quanto affascinante dal punto di vista degli aspetti strutturali di una strategia di comunicazione in grado di veicolare messaggi molto efficaci, a volte caratterizzati da alti livelli di [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img title="" class="alignleft size-medium wp-image-3803" alt="comunicazione politica" src="http://www.mistermedia.it/wp-content/uploads/2013/05/silenziostampasocial-250x93.png" width="250" height="93" />Gli ultimi anni hanno visto la comunicazione politica concentrarsi in maniera molto particolare sull’orizzonte di <b>gestione delle informazioni riguardanti la vita privata della figura istituzionale.</b></p>
<p>Si tratta di un ambito tanto delicato quanto affascinante dal punto di vista degli aspetti strutturali di una strategia di comunicazione in grado di veicolare messaggi molto efficaci, a volte caratterizzati da alti livelli di inventiva.</p>
<p>Analizzare alcuni aspetti dell’universo di <b>sinergia tra vita privata e comunicazione politica</b> può essere un percorso interessante, e utile a chi ha intenzione di cominciare a comprendere tutto quello che ruota attorno all’approccio agli elettori anche attraverso le proprie vicende personali.</p>
<h3>La vita privata come arma politica</h3>
<p>Abbiamo avuto molte volte davanti agli occhi esempi di gestione della comunicazione della <b>vita privata come arma politica</b>. La strategia a lungo andare può rivelarsi poco proficua, soprattutto se utilizzata su larga scala.</p>
<p>Si tratta senza dubbio di una scelta in grado di spiazzare gli avversari, ma che implica la messa in campo di un forte elemento di criticità, ossia un linguaggio sempre improntato su toni non certo tranquilli.</p>
<p>A livello di incontro dell’orizzonte percettivo dell’elettore, questa tattica può non essere congeniale dal momento che è in grado di veicolare un messaggio di continuo stato d’attacco, del permanere di un contesto che, a lungo andare, può inficiare la forza delle idee.</p>
<p>Si tratta di un’opzione a cui ricorrere in maniera molto oculata, con la consapevolezza di avere davanti un jolly da utilizzare con grandissima delicatezza, realizzando di aver scelto, nel caso, una strada non facile.</p>
<h3>La vita privata: scegliere di non parlare</h3>
<p>Nell’era dei<a href="http://www.mistermedia.it/parlamenti/media-training-gestire-il-rapporto-tra-i-politici-e-internet/"> social</a> e del flusso continuo della comunicazione esistono delle figure istituzionali che scelgono e dichiarano di voler mantenere riservatezza assoluta su alcuni aspetti della propria vita privata.</p>
<p>Anche questa opzione rappresenta un tassello di una strategia di comunicazione molte volte studiata, in modo da non lasciare nulla al caso di quello che è la costruzione di una figura politica in grado di impattare sull’attenzione degli elettori.</p>
<p>Qualora si decida di percorrere questa strada, è opportuno farlo tenendo conto del media con cui si veicola il messaggio.</p>
<p>In questo caso vale più che mai l’assunto di <a rel="nofollow" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Marshall_McLuhan">McLuhan </a> “Il medium è il messaggio”. Optare per una dichiarazione riguardante la <b>riservatezza totale di un aspetto della propria vita privata</b> e rilasciarla solo sui social può essere in certi casi visto come un atto provocatorio.</p>
<p>Quando si entra nel campo della vita privata di un politico, il <b>silenzio stampa social</b> può rappresentare una dichiarazione di intenzione di arresto di quel flusso continuo di cui abbiamo già parlato, e che rappresenta un fattore imprescindibile in tutte quelli che sono gli aspetti connessi con la comunicazione 2.0.</p>
<p>In un caso come questo, nel comunicato stampa è possibile trovare un mezzo molto utile per veicolare un messaggio efficace ed efficiente, caratterizzato dalla capacità di centrare in maniera scientifica l’obiettivo principale.</p>
<p>Siamo già da tempo in un contesto in cui è impossibile operare una separazione totale tra <b>ambito privato e ambito pubblico per una figura politica</b>. Il fascino di questo argomento è proprio insito nella capacità di <b>giostrare i due universi in maniera accorta</b>, creando ogni volta dei casi che possono essere fonte di numerosi e interessanti spunti per chi vuole comunicare coi propri elettori in maniera pulita e di successo.</p>
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