Consigli di media training su come muovere le mani durante un’intervista

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Quando si parla di media training di qualità non si inquadra unicamente l’attenzione ai contenuti, ma anche l’efficacia del linguaggio non verbale, che comprende chiaramente i gesti delle mani.

Un buon livello di controllo dei gesti delle mani è essenziale nel public speaking come nell’approccio alle interviste. Si tratta di un aspetto che non deve essere trascurato, in quanto è essenziale per stabilire un rapporto di qualità con il professionista con cui ci si interfaccia.

Ecco quindi qualche consiglio di media training per capire meglio come muoversi in merito e come ottimizzare una parte nodale del linguaggio non verbale.

La limitazione drastica non è la strada giusta

Il primo suggerimento di media training da cui partire per parlare dell’importanza dei gesti delle mani durante un’intervista è questo: invitare un portavoce o il CEO di un’azienda che deve comunicare con un giornalista a limitarli drasticamente non è funzionale.

Perché? Per il semplice motivo che i gesti delle mani aiutano tantissimo il flusso del pensiero e, di conseguenza, l’erogazione di contenuti di qualità. Durante un’interazione con i media è fondamentale tenere alta l’attenzione sull’efficacia e sulla misura di ogni aspetto del linguaggio nel corpo, ma anche mettere in primo piano la naturalezza, basilare per risultare convincenti agli occhi del target finale.

Seguire un percorso di media training non significa mai stravolgere le proprie caratteristiche, ma valorizzare ogni punto di forza in funzione delle peculiarità del medium dove apparirà l’intervista.

Attenzione ai palmi!

Quando ci si prepara a un’intervista e si analizza la gestualità delle mani è essenziale fare attenzione ai palmi, in quanto rappresentano dei veicoli di comunicazione molto potenti, in grado di far passare dei messaggi non sempre utili a un’interazione di qualità con i media.

Un suggerimento di media training valido al proposito prevede, in caso di presenza di un tavolo, di tenerli fuori dal piano. In questo modo diventa più agevole tenere sotto controllo la valenza di ogni gesto – il palmo rivolto verso l’alto può per esempio significare arrendevolezza – ed evitare che il giornalista assuma atteggiamenti ostili, rendendo quindi poco lineare l’interazione.

Ricorda di tenere le mani libere

Durante un’intervista è utile tenere le mani libere e sempre pronte a sottolineare con un gesto l’importanza di una determinata parte dell’esposizione. Questo significa sia che non è consigliabile averle impegnate con un oggetto (p.e. una penna), sia che è utile non intrecciarle l’una con l’altra, situazione che, nel momento in cui si decide d’integrarne i movimenti nell’approccio non verbale, può non giocare a favore della naturalezza.

Apparire naturali e in confidenza con la strumentazione tecnica utilizzata durante un’intervista è uno degli obiettivi principali di chi intraprende un percorso di media training per migliorare la propria immagine professionale o la reputazione di uno specifico brand.

Trascurare l’efficacia dei gesti delle mani significa compiere un errore grave e dimenticare che qualsiasi intervista deve muoversi mettendo in primo piano la trasparenza, un aspetto che non può prescindere dalla cura di ogni minimo dettaglio del linguaggio non verbale.


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Esperto in Comunicazione Efficace presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri. Coordinatore e responsabile della progettazione dei percorsi formativi in Comunicazione Pubblica e Competenze Comunicative presso la SNA – Scuola Nazionale dell’Amministrazione e professore a contratto in Comunicazione e Media presso l’Università di Roma “Foro Italico” Insegna tecniche di Public Speaking e Media Training presso SIOI (Ministero degli Affari Esteri) ed è Direttore didattico del Master in Comunicazione politica e istituzionale di Eidos Communication. Membro del Comitato Accademico dell’Istituto di Alti Studi Strategici e Politici per la Leadership (IASSP) ha formato personalmente profili che spaziano dai rappresentanti ONU (World Food Program) allo Stato Maggiore dell'Esercito Italiano, dal Ministro al Presidente di Commissione, dall'imprenditore al manager. Esperto in progettazione di attività di formazione delle risorse umane ha realizzato interventi per numerose aziende ed istituzioni tra cui la Presidenza del Consiglio dei Ministri, il Ministero degli Affari Esteri, l’Esercito Italiano, Telecom Italia, Hewlett Packard, ENI, INAIL, Enel Ferrero. Recentemente ha progettato e partecipato al team didattico del corso di specializzazione per gli addetti stampa dell’Università Commerciale L. Bocconi di Milano.



Autore: MisterMedia
Esperto in Comunicazione Efficace presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri. Coordinatore e responsabile della progettazione dei percorsi formativi in Comunicazione Pubblica e Competenze Comunicative presso la SNA – Scuola Nazionale dell’Amministrazione e professore a contratto in Comunicazione e Media presso l’Università di Roma “Foro Italico” Insegna tecniche di Public Speaking e Media Training presso SIOI (Ministero degli Affari Esteri) ed è Direttore didattico del Master in Comunicazione politica e istituzionale di Eidos Communication. Membro del Comitato Accademico dell’Istituto di Alti Studi Strategici e Politici per la Leadership (IASSP) ha formato personalmente profili che spaziano dai rappresentanti ONU (World Food Program) allo Stato Maggiore dell'Esercito Italiano, dal Ministro al Presidente di Commissione, dall'imprenditore al manager. Esperto in progettazione di attività di formazione delle risorse umane ha realizzato interventi per numerose aziende ed istituzioni tra cui la Presidenza del Consiglio dei Ministri, il Ministero degli Affari Esteri, l’Esercito Italiano, Telecom Italia, Hewlett Packard, ENI, INAIL, Enel Ferrero. Recentemente ha progettato e partecipato al team didattico del corso di specializzazione per gli addetti stampa dell’Università Commerciale L. Bocconi di Milano.
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