Comunicazione politica: no, la tv no!

comunicazione politica

La struttura della comunicazione politica passa soprattutto dalle scelte dei mezzi con cui si decide di interfacciarsi al pubblico. Un punto senza dubbio molto interessante tra quelli che sono più o meno sempre in evidenza consiste nel rapporto con il mezzo televisivo.

Queste ultime settimane, caratterizzate dalla temperie delle Primarie PD e dai problemi del Pdl, hanno riportato ulteriormente in luce il tema della scelta di una lontananza dal tubo catodico. Abbiamo già parlato dei diversi volti del salotto televisivo nell’universo della comunicazione politica, e nelle prossime righe ci concentreremo invece sulla decisione, più o meno dichiarata, di considerare il mezzo televisivo una parte non fondamentale della propria strategia di comunicazione politica.

  • Civati, il comunicatore elitario: una case history interessante relativa alla comunicazione politica “slegata” dalla tv è quella di Pippo Civati, che sta concentrando molta dell’attenzione nei confronti di canali meno centrali e più circoscritti, come le web tv e le interviste su quotidiani politicamente connotati, come per esempio L’Unità.

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Si tratta di una scelta di comunicazione politica ben precisa, una rinuncia al mainstream che può da una parte “pulire” il processo di interazione da molti di quei vizi di forma che caratterizzano l’interazione televisiva (p.e. la spettacolarizzazione estrema), dall’altra, invece, rendere molto difficile la caratterizzazione di una figura istituzionale.

La partecipazione a un programma televisivo rappresenta infatti un vero e proprio “evento”, in grado di cristallizzare i contenuti, dando forza a quanto avviene in un contesto come i social, decisamente più liquido dal punto di vista della quantità di informazioni.

Privare la struttura strategica della comunicazione politica di questo aspetto significa tagliare fuori una parte non indifferente di pubblico, e non solo a livello quantitativo, ma anche dal punto di vista della percezione delle sfumature qualitative.

  • Cuperlo, il web e l’immagine: un altro caso di comunicazione politica lontana dalla televisione generalista è quello di Gianni Cuperlo, che, forse più di Civati, sta rivolgendo molti degli sforzi sulle web tv di partito o su altri canali della medesima natura, ma comunque molto settoriali.

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Le differenze di impostazione ci sono, anche se sono molto dettagliate. Decidere di “escludere” la tv generalista dalla propria agenda di comunicazione politica implica però l’attenzione ad altri aspetti nodali della brand awareness. Tra questi c’è per esempio la costruzione di un’immagine quasi fissa della figura istituzionale, lavoro che nel caso della comunicazione politica di Cuperlo è stato messo in atto molto bene, rendendo possibile il riconoscimento di specifici motivi visivi, come per esempio la sua abitudine a una forte vicinanza fisica con il pubblico.

Scegliere di orientare una strategia di comunicazione politica lontano dalla tv è legittimo in una società dove l’aspetto visual ricopre un ruolo fondamentale? Assolutamente sì, ma come abbiamo potuto vedere negli esempi appena citati è importante coltivare comunque l’aspetto visivo, e farlo in maniera ragionata e il più possibile riconoscibile.

Esperto in Comunicazione Efficace presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri. Coordinatore e responsabile della progettazione dei percorsi formativi in Comunicazione Pubblica e Competenze Comunicative presso la SNA – Scuola Nazionale dell’Amministrazione e professore a contratto in Comunicazione e Media presso l’Università di Roma “Foro Italico” Insegna tecniche di Public Speaking e Media Training presso SIOI (Ministero degli Affari Esteri) ed è Direttore didattico del Master in Comunicazione politica e istituzionale di Eidos Communication. Membro del Comitato Accademico dell’Istituto di Alti Studi Strategici e Politici per la Leadership (IASSP) ha formato personalmente profili che spaziano dai rappresentanti ONU (World Food Program) allo Stato Maggiore dell'Esercito Italiano, dal Ministro al Presidente di Commissione, dall'imprenditore al manager. Esperto in progettazione di attività di formazione delle risorse umane ha realizzato interventi per numerose aziende ed istituzioni tra cui la Presidenza del Consiglio dei Ministri, il Ministero degli Affari Esteri, l’Esercito Italiano, Telecom Italia, Hewlett Packard, ENI, INAIL, Enel Ferrero. Recentemente ha progettato e partecipato al team didattico del corso di specializzazione per gli addetti stampa dell’Università Commerciale L. Bocconi di Milano.



Autore: MisterMedia
Esperto in Comunicazione Efficace presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri. Coordinatore e responsabile della progettazione dei percorsi formativi in Comunicazione Pubblica e Competenze Comunicative presso la SNA – Scuola Nazionale dell’Amministrazione e professore a contratto in Comunicazione e Media presso l’Università di Roma “Foro Italico” Insegna tecniche di Public Speaking e Media Training presso SIOI (Ministero degli Affari Esteri) ed è Direttore didattico del Master in Comunicazione politica e istituzionale di Eidos Communication. Membro del Comitato Accademico dell’Istituto di Alti Studi Strategici e Politici per la Leadership (IASSP) ha formato personalmente profili che spaziano dai rappresentanti ONU (World Food Program) allo Stato Maggiore dell'Esercito Italiano, dal Ministro al Presidente di Commissione, dall'imprenditore al manager. Esperto in progettazione di attività di formazione delle risorse umane ha realizzato interventi per numerose aziende ed istituzioni tra cui la Presidenza del Consiglio dei Ministri, il Ministero degli Affari Esteri, l’Esercito Italiano, Telecom Italia, Hewlett Packard, ENI, INAIL, Enel Ferrero. Recentemente ha progettato e partecipato al team didattico del corso di specializzazione per gli addetti stampa dell’Università Commerciale L. Bocconi di Milano.
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