Comunicazione politica: la leadership fluida

comunicazione politicaNei giorni scorsi abbiamo parlato di casi di comunicazione politica legati a situazioni in cui la leadership di una formazione è caratterizzata da un alto livello di staticità. Si tratta di casi che, soprattutto in ambiente italiano, riescono a rappresentare degli esempi molto interessanti, in quanto capaci di spiccare rispetto alla norma, caratterizzata, nella maggior parte delle situazioni, da una fluidità molto potente.

Proprio di comunicazione politica rapportata alla leadership fluida parleremo oggi, portando alcuni esempi che ci sono sempre molto vicini. Quello sicuramente più immediato quando si chiama in causa l’argomento è quello del PD, che sta vivendo un momento di transizione molto importante.

L’universo della comunicazione politica di questa formazione è stato da sempre caratterizzato dall’alternanza tra diverse impostazioni di leadership, tutte molto diverse tra loro.

Lo stato attuale è fervido di spunto per quanto riguarda la gestione della comunicazione istituzionale, e osservarlo dal punto di vista pratico può rappresentare un modo per comprendere, anche solo in parte, quelle che sono le caratteristiche più utili per diventare leader in un contesto molto propenso ai cambiamenti.

  • Il partito in secondo piano: un esempio che vogliamo chiamare in causa fin da subito è quello di Matteo Renzi, che si è distinto in questi ultimi tempi per via di alcune dichiarazioni rilasciate alla stampa estera.

A prima vista le sue parole (“non vorrei diventare capo del Pd per cambiare il partito, ma per cambiare l’Italia”) potrebbero sembrare un’operazione di captatio benevolentiae, ma invece si tratta di un’operazione di analisi della comunicazione molto puntuale.

La comunicazione politica in un contesto di leadership fluida diventa così una chiave di lettura del ruolo della figura istituzionale come cuore effettivo della formazione. Le parole di Renzi, tradotte dal punto di vista pratico e di influenza sulla sfera percettiva dell’utenza, rappresentano una traslazione del concetto di partito, che viene visto come un “incubatore” di idee piuttosto che come un organismo dotato di una storia in grado di mettere in difficoltà molte istanze di innovazione.

  • Le primarie: sempre dalle parole di Renzi in questi giorni sono tornate al centro della lente mediatica le primarie. Gestire dal punto di vista della comunicazione politica questo aspetto significa tenere alta l’attenzione su un ambito in cui è molto forte la sinergia tra istanze dell’utenza e meccanismi interni al partito.

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Sempre prendendo spunto dall’intervista di Renzi al quotidiano tedesco Faz, è possibile vedere come, ogni volta che gli capita di parlare di questo tipo di consultazione, il soggetto sia sempre il leader eventuale vincitore.

Questo espediente, che può apparire molto sottile, può rappresentare invece un ulteriore modo di sottolineare la centralità del punto di riferimento della formazione, a prescindere da quelle che sono le innegabili e inarrestabili spinte di innovazione.

La leadeship fluida appartiene in maniera molto profonda all’edificio della politica contemporanea, e operare una gestione organica di questo aspetto rappresenta un passo nodale per veicolare all’utenza dei messaggi il più chiari possibile, evitando di cadere in derive retoriche in grado solo di sottolineare la cura nei confronti dell’apparenza e della reputazione di una formazione politica.

Esperto in Comunicazione Efficace presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri. Coordinatore e responsabile della progettazione dei percorsi formativi in Comunicazione Pubblica e Competenze Comunicative presso la SNA – Scuola Nazionale dell’Amministrazione e professore a contratto in Comunicazione e Media presso l’Università di Roma “Foro Italico” Insegna tecniche di Public Speaking e Media Training presso SIOI (Ministero degli Affari Esteri) ed è Direttore didattico del Master in Comunicazione politica e istituzionale di Eidos Communication. Membro del Comitato Accademico dell’Istituto di Alti Studi Strategici e Politici per la Leadership (IASSP) ha formato personalmente profili che spaziano dai rappresentanti ONU (World Food Program) allo Stato Maggiore dell'Esercito Italiano, dal Ministro al Presidente di Commissione, dall'imprenditore al manager. Esperto in progettazione di attività di formazione delle risorse umane ha realizzato interventi per numerose aziende ed istituzioni tra cui la Presidenza del Consiglio dei Ministri, il Ministero degli Affari Esteri, l’Esercito Italiano, Telecom Italia, Hewlett Packard, ENI, INAIL, Enel Ferrero. Recentemente ha progettato e partecipato al team didattico del corso di specializzazione per gli addetti stampa dell’Università Commerciale L. Bocconi di Milano.



Autore: MisterMedia
Esperto in Comunicazione Efficace presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri. Coordinatore e responsabile della progettazione dei percorsi formativi in Comunicazione Pubblica e Competenze Comunicative presso la SNA – Scuola Nazionale dell’Amministrazione e professore a contratto in Comunicazione e Media presso l’Università di Roma “Foro Italico” Insegna tecniche di Public Speaking e Media Training presso SIOI (Ministero degli Affari Esteri) ed è Direttore didattico del Master in Comunicazione politica e istituzionale di Eidos Communication. Membro del Comitato Accademico dell’Istituto di Alti Studi Strategici e Politici per la Leadership (IASSP) ha formato personalmente profili che spaziano dai rappresentanti ONU (World Food Program) allo Stato Maggiore dell'Esercito Italiano, dal Ministro al Presidente di Commissione, dall'imprenditore al manager. Esperto in progettazione di attività di formazione delle risorse umane ha realizzato interventi per numerose aziende ed istituzioni tra cui la Presidenza del Consiglio dei Ministri, il Ministero degli Affari Esteri, l’Esercito Italiano, Telecom Italia, Hewlett Packard, ENI, INAIL, Enel Ferrero. Recentemente ha progettato e partecipato al team didattico del corso di specializzazione per gli addetti stampa dell’Università Commerciale L. Bocconi di Milano.
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