Comunicazione di crisi: l’arte del discorso

panicLa gestione ottimale della comunicazione di crisi passa dall’attenzione nei confronti di diversi aspetti, e uno di questi è senza dubbio la cura del public speaking come momento di erogazione di contenuti il più possibile chiari per la maggior parte del pubblico.

L’arte dell’oratoria ha una storia che tutti quelli che ci leggono ogni giorno quasi sicuramente conoscono, e il suo ruolo nella comunicazione di crisi è senza dubbio amplificato. Tra gli esempi più interessanti che abbiamo avuto davanti in queste settimane c’è senza dubbio il discorso al Senato di Enrico Letta il giorno della richiesta della fiducia.

ITALY-POLITICS-GOVERNMENT

Questa interazione può essere utilizzata come esempio per definire il ruolo del public speaking nella comunicazione di crisi, e nelle prossime righe analizzeremo alcuni punti che rappresentano l’ossatura di un discorso pubblico utile a completare una strategia di comunicazione di crisi.

  • Storytelling in primo piano: la comunicazione di crisi deve avere come primo obiettivo quello di mettere in luce le parti che, in uno specifico processo, riescono ad avere un livello di efficienza tale da risolvere i problemi in campo. Un discorso pubblico si presta benissimo a essere un momento di espressione di quanto abbiamo appena ricordato, soprattutto attraverso lo storytelling. L’esempio pratico di Letta concretizza tutto questo in maniera magistrale, con un’apertura in cui questa tecnica di comunicazione viene utilizzata con una completezza di dettagli estremamente positiva, partendo dal caso singolo del governo di larghe intese fino ad arrivare alla globalità della politica italiana.

  • Le metafore: le metafore in un discorso pubblico legato a un momento di comunicazione di crisi possono rafforzare quanto abbiamo prima ricordato. Nel suo intervento al Senato Letta non ne ha usate tante, ma è riuscito comunque a inserirle in maniera estremamente puntuale. Il rischio di questa impostazione strategica è forse quello di perdere di vista un aspetto importante nella comunicazione di crisi, ossia l’ambito dell’inquadramento razionale dei contenuti. Si tratta di un rischio effettivo? Non sempre, e nelle prossime righe vedremo perché.

make the right decision

Le regole della comunicazione politica, che vedono i contenuti emozionali come momenti di maggiore impatto percettivo sull’universo dell’utenza, valgono ancora di più per la comunicazione di crisi che, in un contesto mediatico come quello che viviamo, dove un brand (definizione che può valere anche per la politica) veicola gran parte dei suoi contenuti sul piano irrazionale, deve passare quasi per forza dall’attenzione nei confronti di un’attaccamento non sempre classificabile razionalmente.

La comunicazione di crisi istituzionale riesce in questo caso a mostrare tutto il suo potente legame con l’universo dei media digitali, e, nella specifica circostanza del discorso di Letta, lo fa andando a toccare una sfera sensoriale che, in un contesto di overload informativo come quello social, riesce a rappresentare una condizione in cui i contenuti rimangono più che in altre occasioni fermi nella memoria.

Un discorso pubblico è ormai definibile come “evento”, termine più difficilmente associabile a un post su Facebook o Twitter. La case history del discorso di Letta al Senato esemplifica perfettamente il significato di questa evoluzione, e rappresenta un lavoro di comunicazione di crisi di grande efficacia.

Esperto in Comunicazione Efficace presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri. Coordinatore e responsabile della progettazione dei percorsi formativi in Comunicazione Pubblica e Competenze Comunicative presso la SNA – Scuola Nazionale dell’Amministrazione e professore a contratto in Comunicazione e Media presso l’Università di Roma “Foro Italico” Insegna tecniche di Public Speaking e Media Training presso SIOI (Ministero degli Affari Esteri) ed è Direttore didattico del Master in Comunicazione politica e istituzionale di Eidos Communication. Membro del Comitato Accademico dell’Istituto di Alti Studi Strategici e Politici per la Leadership (IASSP) ha formato personalmente profili che spaziano dai rappresentanti ONU (World Food Program) allo Stato Maggiore dell'Esercito Italiano, dal Ministro al Presidente di Commissione, dall'imprenditore al manager. Esperto in progettazione di attività di formazione delle risorse umane ha realizzato interventi per numerose aziende ed istituzioni tra cui la Presidenza del Consiglio dei Ministri, il Ministero degli Affari Esteri, l’Esercito Italiano, Telecom Italia, Hewlett Packard, ENI, INAIL, Enel Ferrero. Recentemente ha progettato e partecipato al team didattico del corso di specializzazione per gli addetti stampa dell’Università Commerciale L. Bocconi di Milano.



Autore: MisterMedia
Esperto in Comunicazione Efficace presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri. Coordinatore e responsabile della progettazione dei percorsi formativi in Comunicazione Pubblica e Competenze Comunicative presso la SNA – Scuola Nazionale dell’Amministrazione e professore a contratto in Comunicazione e Media presso l’Università di Roma “Foro Italico” Insegna tecniche di Public Speaking e Media Training presso SIOI (Ministero degli Affari Esteri) ed è Direttore didattico del Master in Comunicazione politica e istituzionale di Eidos Communication. Membro del Comitato Accademico dell’Istituto di Alti Studi Strategici e Politici per la Leadership (IASSP) ha formato personalmente profili che spaziano dai rappresentanti ONU (World Food Program) allo Stato Maggiore dell'Esercito Italiano, dal Ministro al Presidente di Commissione, dall'imprenditore al manager. Esperto in progettazione di attività di formazione delle risorse umane ha realizzato interventi per numerose aziende ed istituzioni tra cui la Presidenza del Consiglio dei Ministri, il Ministero degli Affari Esteri, l’Esercito Italiano, Telecom Italia, Hewlett Packard, ENI, INAIL, Enel Ferrero. Recentemente ha progettato e partecipato al team didattico del corso di specializzazione per gli addetti stampa dell’Università Commerciale L. Bocconi di Milano.
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