Caro Becchi, solo il Media Training vi salverà

media trainingDa diversi mesi il professor Paolo Becchi è ritenuto molto vicino al Movimento 5 Stelle, spesso viene anche indicato come l’ideologo. Non mancano conferme: il “discorso di fine anno“, la candidatura a Presidente della Repubblica. Ogni movimento ha i suoi ispiratori, i suoi filosofi, i suoi teorici. Tutto normale.

Da qualche giorno il prof. Becchi è al centro di un “classico” del Media Training: “sbagli” le parole che dici durante un’intervista e poi ti lamenti se ti citano testualmente.

Il discorso è ovviamente più ampio. Un passo indietro per raccontare meglio cosa è accaduto.

Qualche giorno fa a La Zanzara, Becchi ha criticato la nomina di Fabrizio Saccomanni al ministero dell’Economia affermando: “Se qualcuno tra qualche mese prende i fucili non lamentiamoci, abbiamo messo un altro banchiere all’economia”.

saccomanni

In gergo tecnico (senza entrare nel merito delle intenzioni) questa affermazione si chiama “Sound Bite” ovvero una frase, un virgolettato che cattura l’essenza del pensiero. E’ evidente che in un contesto giornalistico, l’estrapolazione di una singola frase (si direbbe fuori-contesto) può generare incidenti di notevole portata.

Ricordate gli “sfigati” di Martone o i “choosy” della Fornero? Ipse dixit.

Le reazioni all’esternazione di Becchi si sono fatte sentire subito, compresa una netta presa di distanze da parte dei rappresentanti di Deputati e Senatori: “I gruppi parlamentari del Movimento 5 Stelle di Camera e Senato prendono nettamente le distanze da tutto quanto proferito da Paolo Becchi”. I cittadini eletti sottolineano che “Becchi non è un ideologo del M5S, si tratta semmai di un’etichetta attaccata al personaggio sulle cui posizioni deputati e senatori non si riconoscono affatto”.

Anche Becchi successivamente smentisce, chiarisce, si scusa ma un’affermazione colpisce e merita di essere approfondita: “Mi dispiace dal profondo del cuore di aver danneggiato il #m5s. Sono caduto nella trappola che io stesso avevo previsto.Tolgo il disturbo”, ovvero sono caduto nel tritacarne mediatico che stravolge la realtà, che tende trappole, che mistifica, che ce l’ha col Movimento 5 Stelle.

becchi_tweet-tiff

Chiarisco subito: sono dalla parte di Becchi ma se osserviamo la dinamica allora, caro prof., sarebbe il momento di studiare il mondo dei media, i rapporti con la stampa e le tecniche di intervista. Non credo che ci fosse malafede nell’atteggiamento di Cruciani de’ La Zanzara, anzi (lui stesso ha più volte dichiarato di stimare il M5S).

Se fosse vera questa ostilità mediatica, questa macchina di servile belligeranza al servizio dello status quo berlusconiano allora perchè non prendere atto della propria inadeguatezza? Perchè non riconoscere l’estrema ingenuità nel credere di poter affermare qualunque cosa col megafono senza pensare minimamente agli effetti successivi?

In una intervista in tempi “non sospetti” avevo già detto la mia sul bisogno di comunicare, di avere una strategia ma soprattutto di necessità di preparazione per tutti i componenti e/o simpatizzanti del Movimento 5 Stelle.

Eccellente la scelta di non apparire in tv in periodo elettorale, pessima quella di continuare il silenzio e imporlo a deputati e senatori

Grillo ha compattato il Movimento grazie a sound bites inequivocabili, seguendo un metodo ben preciso che può non essere apprezzato ma di cui dobbiamo prendere atto per i risultati che ha ottenuto.

Attenzione: media training non vuol dire che “non si possa parlare a braccio”

Media training è l’obbligo di ogni politico e di chiunque all’attenzione dei media, Becchi & co. appunto. Così come il cuoco non mette gli ingredienti a caso nel cucinare un piatto gustoso, chi si rivolge al grande pubblico attraverso stampa, radio, tv e web deve capire e far propri i concetti fondamentali, le tecniche per i sound bites, l’interazione e un pizzico di strategia.

Ho conosciuto personalmente alcuni rappresentanti del Movimento e, per la mia esperienza, c’è molta passione e preparazione in loro ma una notevole carenza comunicativa, una totale ingenuità che finisce per alimentare il qualunquismo. Urge preparazione non solo tecnica, studiate i regolamenti ma comunicate cosa state facendo, perchè lo fate e quali saranno i vantaggi che il paese otterrà dal lavoro di ogni singolo “cittadino eletto”.

O volete ancora essere rappresentati come “quelli che non sanno nemmeno l’età per eleggere il Capo dello Stato”?

Può darsi che la domanda sia in malafede ma nel caso della sparata di Becchi, seppur col sorriso, cosa c’è da fraintendere? Quale complotto bilderberghiano può aver centrato il barbuto pensatore?

Quale malvagità ci può essere nella stampa che non può ottenere “interviste serie” e quindi si deve accontentare dei post inopportuni di Roberta Lombardi?

In un’epoca dove le persone passeggiano guardando lo schermo del proprio smartphone, in cui il confronto Santoro/Berlusconi sbanca l’audience possiamo ancora credere che il silenzio non faccia rumore? Possiamo ancora pensare che chi non si sforza di capire al 100% il significato benevolo delle nostre intenzioni sia malvagio?

Biographical Info Irene Bertucci



Autore: Irene Bertucci
Biographical Info Irene Bertucci
Il sito utilizza i cookies e alcuni dati per migliorare la tua user experience